08/06/2026
Leggete, puo' capitare a tutti di non avere gli strumenti adatti per leggere correttamente una situazione davanti alla quale ci si può trovare e recare danno ad una vita.
Condividete
La faccia di chi sa a malapena di essere nato, ma una cosa la sa per certa: il suo mondo era la sua mamma, ed è con lei che avrebbe avuto bisogno di stare.
È da lei che avrebbe avuto bisogno di essere pulito, allattato, educato, difeso, cresciuto.
Poi passa il co****ne di turno - questo siete - e lo strappa via dalla sua vita.
Le scuse sono sempre le stesse:
"È stato abbandonato"
"Sono rimasto a sorvegliarlo, la madre non si è fatta vedere"
"Sono tornato a controllare dopo due ore, era ancora lì"
"Era vicino alla strada, lo avrebbero investito!"
Poi ci sono quelli che in testa hanno i cartoni animati. Quelli che un giovane ungulato diventa Bambi, o - ancora peggio - un bambino umano.
Quelli che li raccattano perché minaccia pioggia, perché si sta facendo buio, perché ci sono i lupi.
Degli idioti allampanati che vivono letteralmente in un'altra dimensione, che non hanno la minima idea di cosa sia la natura ma intervengono, e nei confronti dei quali non ho più pietà né comprensione.
L'idiozia magari non sarà una colpa, ma l'ignoranza al giorno d'oggi lo è.
E questi sono tutti pretesti per raccontare a sé stessi la favoletta del "salvataggio".
Tutti convinti di "salvarli".
Salvarli da cosa, poi? Dalla loro esistenza? Dai normalissimi rischi che è giusto debbano correre in natura?
E se va male, se li tengono pure in casa qualche giorno, magari un paio di settimane.
Perché sono carini, perché "i bambini se li vogliono tenere un po' e coccolare". Come fossero pupazzi.
Un lasso di tempo sufficiente per condannarli, talvolta per ucciderli. Poi, se il giocattolo si rompe o stufa, allora si ricordano che esistono i CRAS. Dove stuoli di volontari e volontarie dovranno metterci una toppa, sputando sangue, per vederli spesso morire.
E il prezzo per sentirvi i soliti eroi salvatori, chi lo paga?
Lo pagano loro. Smarriti e disperati, che strillano di continuo e si rifiutano di arrendersi all'ineluttabile perdita della madre. Catapultati in una dimensione che non gli appartiene. Mani umane, odori spaventosi, voci, biberon, un latte artificiale, un ambiente diverso in cui crescere.
Il tutto mentre il loro vero latte, quello che non berranno mai, gonfia le mammelle di una madre spaesata e stressata, portandola alla mastite.
Ma va tutto bene, vero?
Vi prudono le mani, e quando decidete che dovete prenderli non c'è niente e nessuno che possa convincervi del contrario, vero?
Vi illudete sentendovi i salvatori dei "Bambi", nevvero?
La verità è che stava benissimo prima che arrivaste voi. Che lo avete condannato.
Nel peggiore (o migliore?) dei casi, a morte.
Nel migliore (o peggiore?) dei casi a crescere con enormi carenze etologiche ed educative, e destinato a diventare un animale con scarse possibilità di sopravvivenza in natura - un capriolo che non fugge dinanzi all'uomo è un salmì che ancora non sa di esserlo - o un'anima spenta, costretta a vegetare in un recinto.
Peraltro, prelevare fauna selvatica - a meno di casi eccezionali, concordati col personale esperto a cui vi rifiutate sistematicamente di dare retta - sarebbe anche reato. E se questo fosse un paese dove le leggi vengono applicate, la voglia di toccare "Bambi" vi sarebbe passata già da un pezzo.
Che vi cadano le mani e vi rimbalzino in c**o.