11/01/2026
In questi giorni la nostra città è stata al centro di una forte esposizione mediatica e di una grave ondata di odio sui social, rivolta a una clinica veterinaria e ai colleghi che vi operano, in seguito alla perdita di un cane avvenuta presso la loro struttura. Conosciamo personalmente i professionisti coinvolti, il loro impegno e la loro dedizione, e condividiamo con loro anche diversi collaboratori di grande valore, umano e professionale.
Come molti dei nostri clienti sanno, nei momenti di difficoltà questi colleghi sono stati per noi un punto di riferimento fondamentale, così come lo sono stati e continuano a esserlo per molti professionisti del nord Sardegna e per numerosi proprietari di animali. Per questo riteniamo doveroso esprimere alcune riflessioni.
Il dolore per la perdita di un animale è profondo e merita rispetto. Trasformare però la sofferenza in accuse, aggressioni verbali e campagne di odio non restituisce giustizia, non fa emergere la verità e non aiuta nessuno. Esistono sedi appropriate per accertare eventuali responsabilità o negligenze, ed è lì che tali valutazioni devono essere svolte, non sulle piattaforme social.
I colleghi coinvolti hanno garantito per anni l’unico servizio veterinario notturno e festivo del territorio: un presidio essenziale, portato avanti con grandi sacrifici personali, turni gravosi, rinunce e un profondo senso di responsabilità verso i pazienti e i loro proprietari. Un impegno spesso sostenuto a discapito della vita privata e della famiglia, più volte messa in secondo piano per rispondere alle emergenze. A seguito dell’ennesima ondata di odio digitale, e in un contesto già reso complesso da una cronica carenza di personale, è stata presa la dolorosa decisione di sospendere il servizio notturno.
È legittimo domandarsi quale giovane veterinario possa oggi avvicinarsi alla professione o intraprendere un percorso di crescita, sapendo di poter essere esposto a una gogna pubblica ogni volta che un paziente, nonostante ogni sforzo, non ce la fa. Per chi cura, ogni perdita è vissuta come un fallimento personale.
Questa decisione dovrebbe indurre tutti a una riflessione profonda. Non si tratta di un’ammissione di colpa, come qualcuno ha erroneamente sostenuto, ma della conseguenza di una stanchezza profonda di fronte a un clima di ostilità e di scarso riconoscimento del lavoro svolto, nonostante le difficoltà quotidiane affrontate.
Dietro a un camice ci sono persone: professionisti che soffrono, che si interrogano, che affrontano ogni giorno un carico emotivo significativo e che vivono ogni perdita con responsabilità e partecipazione, anche quando hanno fatto tutto il possibile.
Esprimiamo la nostra sincera vicinanza, solidarietà e gratitudine a chi ha lavorato senza sosta, spesso in silenzio e sotto una pressione enorme Clinica Veterinaria Città di Sassari
Cogliamo infine l’occasione per richiamare tutti a un uso responsabile dei social, fondato su rispetto, umanità e consapevolezza.
Difendere chi cura significa tutelare un servizio essenziale per l’intera comunità.