08/09/2026
Quest’anno, per me, è stato particolarmente complicato. A causa di un infortunio per il quale ho subito due interventi, ci sono state delle interruzioni nel mio occuparmi dei vostri piccoli (e grandi) amici.
Appena ho potuto ho ricominciato, con fatica ma entusiasmo.
Quello che mi è capitato è stato spunto di riflessione.
Premetto che capisco le ansie e le preoccupazioni di chi lascia la responsabilità del proprio protetto ad altri ma, nel contempo, mi sono posta delle domande.
Passo le mie giornate ad accudirli, coccolarli, farli sentire al sicuro ed a proprio agio. Ma ho anche molte incombenze da espletare.
Sporcano, fanno piccoli danni inconsapevoli (stamani hanno rovesciato un secchio pieno d’acqua e disinfettante nel corridoio), non lasciano alcuno spazio libero dalla loro presenza che prevede l’uso costante di scope , stracci, sanificanti …
Non ho box, altrimenti , per me diventerebbe tutto più facile. Insomma, sarebbero relegati nei loro spazi dedicati che potrei pulire un paio di volte al giorno, non dovrei passare ore a farli mangiare uno ad uno perché avrebbero le loro ciotole fuori dalla portata degli altri. Per un paio d’ore li farei uscire a fare una sgambata e, compatibilmente con il carattere di ognuno, mi sarebbe dato mettere insieme due o tre cagnolini per volta (magari anche di più), così da circoscrivere il tempo da dedicare a questa mansione.
Insomma, una pensione canonica, come ce ne sono molte che, a mio avviso funzionano benissimo (magari deciderò di convertire la mia, mentre lo dico, confesso, è una soluzione che mi fa gola).
Tutte le altre incombenze della mia giornata che non prevedono la presenza degli ospiti sarebbero espletate in maniera organizzata, la casa resterebbe pulita ed ordinata, gli imprevisti (e ce ne sono, ah se ce ne sono, solo ieri mi si è allagata la cucina) gestiti come straordinari e non problematiche che vadano a gravare su una quotidianità già, di per sé, impegnativa.
Insomma, non mi lamento, lungi da me, la mia è una scelta fatta con amore.
Poi rifletto sul fatto che chi mi affida il suo, speciale, protetto, spesso non tiene conto del lavoro che faccio (non tutti, sia chiaro, moti sono più che consapevoli e grati) …
Allora mi arrivano, a tutte le ore, richieste di video e foto, come se io stessi rigirandomi i pollici.
Ho sempre assecondato questa esigenza, l’ho fatto con tutta la comprensione di cui sono capace.
Ora, che la mia condizione fisica mi ha messo di fronte ad una prova non poco faticosa, mi chiedo quanto sia giusto io assecondi una tale necessità. Non che non faccia foto e video di mia sponte appena posso, ma il dover accontentare a comando è una fatica in più.
Insomma… vi mancano oppure non vi fidate?
E se vi mancano, mi chiedo: quando lasciate i vostri figli all’asilo dalle 8 alle 16 chiedete forse alla maestra di mandarvi video o foto?
Non è la stessa cosa?
A me non sembra, anzi!
Quindi cos’è questa brama di vedere i vostri animaletti di continuo?
Senso di colpa oppure la paura io non li stia trattando in maniera adeguata?
In conclusione, d’ora in poi sarò chiara. Manderò foto e video secondo la mia possibilità sottrarre tempo alle mie incombenze. Chiederò di non fare richieste ad ogni ora del giorno e della notte e sarò molto comprensiva con chi, non accettando un limite così compromettente per la sua tranquillità, deciderà di trovare altrove una maggiore accondiscendenza.
Vi ringrazio di avermi letta fin qui è, se lo ritenete opportuno, non esitate a dire la vostra anche se fosse in contrasto con il mio pensiero.
Vì