02/07/2026
Amo profondamente il lavoro in acqua.
Quando vedo il cane ragionare, partire testardo con i suoi schemi e poi, piano piano, abbandonarsi a ciò che gli chiedo, provo un’emozione immensa.
Gli do fiducia lasciando la presa dalla pettorina: in quel preciso momento è libero di scegliere se seguirmi o uscire, dato che la pedana è lì a disposizione.
E quando decide di restare e seguirmi, si crea un legame unico con ogni cane, bellissimo e potente.
Amo vederlo attivare nuove strategie, ragionare ed entrare in acqua con me solo per il piacere di farlo.
In quel momento esistiamo solo noi.
Tutto passa attraverso i gesti, il tono della voce e la capacità di rapportarmi all'individuo che ho di fronte, sia esso disabile o normodotato.
È qualcosa di ineguagliabile: una comunicazione semplice tra due soggetti che non parlano la stessa lingua, ma che in questo contesto abbattono ogni barriera, attivano i sensi e si connettono davvero.
Mi piace andare oltre le parole, oltre le dottrine e gli schemi imposti.
L'acqua mi permette di esplorare questo "oltre" che inseguo da sempre.
Lì dentro sento il mio cuore ba***re, mi sento viva e percepisco il cane nella sua essenza più speciale e a volte complicata, ma sempre aperta a un dialogo intimo con noi.❤️
(Come si può osservare dalla foto il cane è orientato ed attento verso di me, nonostante la pedana sia molto vicina e basterebbe un nulla per raggiungerla ed eventualmente uscire
Nel secondo caso si tratta di un cane cieco anch'esso in completa attenzione riguardo la mia persona e la comunicazione in atto, essendo disabile le mani aiutano nell' orientamento ma non sono costrizione, inoltre per come sono messe non sarebbe corretto effettuare una forzatura fisica sulla testa/collo)