14/04/2026
𝗠𝗔𝗦𝗖𝗔𝗟𝗖𝗜𝗔 𝗘𝗧𝗜𝗖𝗔: 𝗘 𝗦𝗘 𝗙𝗢𝗦𝗦𝗘 𝗜𝗟 𝗠𝗔𝗡𝗜𝗦𝗖𝗔𝗟𝗖𝗢 𝗔𝗗 𝗔𝗗𝗔𝗧𝗧𝗔𝗥𝗦𝗜 𝗔𝗟 𝗖𝗔𝗩𝗔𝗟𝗟𝗢? 🐎
Spesso siamo abituati a vedere l’arto del cavallo bloccato con forza tra le gambe del maniscalco, oppure tenuto fermo su di un treppiede, o ancora fissato con delle corde all'interno di una “gabbia per mucche”.
Sebbene questi metodi offrano stabilità immediata, sicurezza e, soprattutto nel caso della gabbia, minor fatica per il maniscalco, non sono sempre la scelta migliore per il benessere dell'animale.
Proprio perché la pareggiatura, ed eventualmente la ferratura, sono una necessità ricorrente, è di fondamentale importanza far sì che per l’equide non rappresentino momenti di stress, coercizione e, in alcuni casi, violenza.
Non sempre, infatti, l’equide si pone in un atteggiamento collaborativo tale da accettare le prese classiche del maniscalco, e questo può avere diversi motivi, tra cui:
❎ può non essergli stato insegnato fin da puledro a dare il piede e sopportare il contatto prolungato e il bloccaggio dell’arto
❎ può aver subito dei traumi in passato durante le sessioni di mascalcia, proprio a causa di metodi coercitivi non idonei
❎ può avere delle patologie (es. artrosi, Sindrome di Shiver, etc.) che possono causare dolore o panico in caso di presa prolungata dell’arto
❎ se la sessione è particolarmente lunga, il cavallo può facilmente spazientirsi e stancarsi.
In altri casi, può essere l'ambiente o il contesto a non consentirci di utilizzare delle prese classiche: ad esempio se bisogna sferrare o fare una rimessa ad un cavallo durante un trekking, oppure mentre è al pascolo.
In tutti questi casi, ma non solo, i metodi di presa e bloccaggio dell’arto utilizzati solitamente dai maniscalchi sono csonsigliati, in quanto vanno solo a rafforzare negativamente l'esperienza dell’equide con il maniscalco.
Arriviamo così al concetto che insegniamo nei nostri corsi: 𝗘̀' 𝗜𝗟 𝗠𝗔𝗡𝗜𝗦𝗖𝗔𝗟𝗖𝗢 𝗖𝗛𝗘 𝗗𝗘𝗩𝗘 𝗦𝗔𝗣𝗘𝗥𝗦𝗜 𝗔𝗗𝗔𝗧𝗧𝗔𝗥𝗘 𝗔𝗟𝗟’𝗘𝗤𝗨𝗜𝗗𝗘 𝗘 𝗔𝗟 𝗖𝗢𝗡𝗧𝗘𝗦𝗧𝗢, e non viceversa!
✅ Un maniscalco/pareggiatore attento alle esigenze dell’equide e capace di instaurare un rapporto di fiducia sarà infatti in grado di rieducare nel tempo, laddove possibile, il cavallo o l'asino a collaborare e a non essere insofferente.
❎ Al contrario, un maniscalco/pareggiatore che obbliga l’equide a fare come vuole lui, otterrà un animale diffidente e sospettoso oppure, come insegnava la “vecchia scuola” di forma equestre (purtroppo non ancora dimenticata), un animale sottomesso e “vinto”, che non pone alcuna resistenza per timore delle conseguenze.
Nella nostra scuola abbiamo diversi cavalli provenienti da situazioni di abbandono e maltrattamento, oppure cavalli ormai anziani, ex cavalli sportivi, che iniziano ad avere risentimenti alle gambe.
Questi cavalli, che non riuscirebbero a sopportare le lunghe sessioni di insegnamento pratico utilizzando le prese standard, diventano quindi i migliori insegnanti, per i nostri Corsisti, di metodi alternativi di pareggiatura e ferratura non traumatizzanti e non stressanti per l’equide, imparare ad adattarsi all’animale e al contesto.
LaMascalcia.it