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omeovet.it Omeopatia per gli animali

Omeovet si occupa principalmente di omeopatia veterinaria, di igiene e salute animale, ma anche di igiene degli alimenti e di agricoltura e zootecnia biologica. Omeovet - Dott.ssa Romanini - Omeopatia veterinaria

Un luogo d'incontro rivolto a tutti, aperto al dialogo, dove instaurare un rapporto confidenziale e di fiducia fra amici degli animali e dell'ambiente.

01/01/2026

🔍 Sul significato della guarigione nella vita e sugli alti fini che ogni vivente intende perseguire durante la sua intera esistenza, riprendiamo il pensiero di T.P. Paschero, Omeopata argentino della metà del '900:

📖 «L’unica, la vera, la reale certezza che il malato si trovi in via di guarigione, si ha quando si osservi un mutamento positivo nel suo genere di vita, nell’attitudine vitale, nella sua forma di essere, nel livello di coscienza riguardo la propria responsabilità, nella volontà che esercita per crescere e mutare. Dunque non nella pura scomparsa dei sintomi, ma nel benessere che gli procura lo sviluppo delle possibilità creative che porta dentro di sé».

✨ Nel farvi i nostri più sentiti AUGURI PER UN NUOVO ANNO FELICE, ci auguriamo che l'Omeopatia possa essere il vostro e nostro ponte per raggiungere gli alti fini personali della vita.

💫 BUONA OMEOPATIA a tutti: oggi, nel nuovo anno e sempre!


08/12/2025
02/12/2025

Normative

Animali da Compagnia 26 Novembre 2025
Cani e gatti, via libera a nuove regole Ue: microchip obbligatorio, stop collari a strozzo e limiti su riproduzione

C’è l’accordo tra Parlamento e Consiglio Ue sul primo quadro normativo comune per la tutela di cani e gatti: obbligo di microchip, divieti sulla riproduzione e più controlli sulle importazioni. Ecco le regole
di Redazione Vet33
Cani e gatti, via libera a nuove regole Ue: microchip obbligatorio, stop collari a strozzo e limiti su riproduzione

L’Unione europea ha raggiunto un accordo storico per rafforzare la tutela di cani e gatti, con un pacchetto di norme che per la prima volta introduce standard comuni su allevamento, tracciabilità, importazioni e gestione degli animali da compagnia. L’intesa, raggiunta tra Parlamento europeo e Consiglio, prevede l’obbligo di microchip per tutti gli animali dell’Unione, limiti più severi alla riproduzione e il divieto di pratiche e strumenti ritenuti crudeli. Un intervento che punta a contrastare traffici illegali, allevamenti abusivi e la diffusione di tratti fisici dannosi per la salute e il benessere degli animali.
Microchip obbligatorio per tutti: come cambiano le regole

Il nuovo quadro normativo stabilisce l’obbligo, per tutti i cani e i gatti presenti nell’Ue, di essere identificati tramite microchip e registrati in banche dati nazionali interoperabili. Sono previsti:
● 4 anni di tempo per adeguarsi per allevatori, venditori e rifugi,
● 10 anni per i proprietari di cani che non effettuano attività commerciale,
● e 15 anni per i proprietari di gatti.
L’obiettivo è rendere tracciabili gli animali lungo tutto il loro ciclo di vita e ridurre l’illegalità legata alle vendite online e agli spostamenti non controllati.
Riproduzione: stop a pratiche dannose e tratti fisici esasperati

Il progetto di legge introduce regole stringenti per l’allevamento:
● è vietata la riproduzione tra parenti stretti (genitori-figli, nonni-nipoti, fratelli e mezzi fratelli);
● stop alle selezioni mirate a ottenere caratteristiche fisiche eccessive che comportano rischi sanitari significativi;
● divieto di utilizzare animali mutilati in mostre, esposizioni o competizioni.
Una linea che punta a limitare la diffusione di malattie genetiche, sindromi respiratorie e altri disturbi tipici delle razze selezionate in modo estremo.
Benessere animale: vietati collari a strozzo e con le punte

Per la prima volta l’Unione interviene anche sugli strumenti e sulle condizioni di gestione quotidiana:
● vietato legare un cane o un gatto in modo permanente (tethering), salvo motivazioni mediche temporanee;
● proibiti i collari a strozzo o con punte privi di meccanismi di sicurezza.
Si tratta di misure che mirano a ridurre comportamenti coercitivi e pratiche ritenute dannose per il benessere dell’animale.
Importazioni e movimenti: più controlli per bloccare i traffici

Per chi importa animali da Paesi terzi cambiano le regole, così da evitare il diffuso fenomeno di traffici illeciti:
● i cani e i gatti destinati alla vendita dovranno essere microchippati prima dell’ingresso nell’Ue;
● la registrazione nelle banche dati nazionali dovrà avvenire subito dopo l’arrivo;
● anche i movimenti non commerciali saranno soggetti a controlli per evitare che animali dichiarati “da compagnia” vengano poi rivenduti.
I proprietari che entrano nell’Ue con il proprio animale dovranno preregistrarlo almeno cinque giorni lavorativi prima dell’arrivo, a eccezione di animali provenienti da specifici Paesi o già registrati in banche dati europee.
Prossimi passi: verso l’approvazione definitiva

L’accordo, al momento provvisorio, dovrà essere approvato formalmente da Parlamento e Consiglio. L’iniziativa si inserisce in un contesto di forte attenzione dell’opinione pubblica, soprattutto per i numeri del mercato europeo dei pet. Il 44% dei cittadini europei, infatti, convive con un animale domestico, mentre il 74% ritiene necessario rafforzarne la tutela.

TAG: BENESSERE ANIMALE, CANI, COMMISSIONE EUROPEA, GATTI, IMPORTAZIONE, MICROCHIP, PARLAMENTO EUROPEO, RIPRODUZIONE, SALUTE ANIMALE

20/11/2025

Normative 19 Novembre 2025
Cani che disturbano i vicini. Che cosa cambia dopo le nuove ordinanze della Cassazione

La Suprema Corte stabilisce il diritto al risarcimento anche senza danno alla salute e, in casi gravi, il giudice può ordinare l’allontanamento dell’animale: cosa devono sapere i veterinari per assistere correttamente proprietari e condomìni
di Redazione Vet33
Cani che disturbano i vicini. Che cosa cambia dopo le nuove ordinanze della Cassazione

La gestione degli animali in contesto condominiale cambia dopo che una recente ordinanza della Cassazione riconosce il diritto al risarcimento ai vicini disturbati dall’abbaiare persistente dei cani, anche in assenza di un danno sanitario documentato. Un’ulteriore sentenza del Tribunale di Bologna arriva persino a imporre il trasferimento immediato degli animali quando i latrati superano la normale tollerabilità. Un quadro giuridico che interessa da vicino i medici veterinari, sempre più coinvolti nel supporto ai proprietari per valutare comportamento, gestione e condizioni di benessere degli animali coinvolti.
Una nuova ordinanza della Cassazione: quando abbaiare diventa reato

Un’ordinanza della Corte di Cassazione – n. 29784, 11 novembre 2025 – ha stabilito che i vicini esasperati da cani che abbaiano hanno diritto a un risarcimento anche se, dal punto di vista medico, stanno benissimo.
Con tale sentenza, la Corte ha sottolineato che la tranquillità è un bene giuridico tutelato: il disturbo provocato da latrati ripetuti supera la normale tollerabilità e giustifica il risarcimento. L’ordinanza conferma così che chi possiede un animale domestico è responsabile del suo comportamento, soprattutto nelle ore di riposo o in contesti abitativi densamente popolati.
Nel caso particolare, la Cassazione ha emesso la condanna di risarcimento da 3.000 euro ciascuno per i quattro vicini disperati, i quali hanno sopportato per cinque anni consecutivi i quattro cani, di proprietà di una coppia, che hanno abbaiato continuamente, giorno e notte.
Le responsabilità del proprietario: cosa deve garantire per legge

La presenza di un animale da compagnia in un condominio è un diritto protetto dal comma quinto dell’art. 1138 del Codice Civile, aggiornato con la legge 220/2012, secondo cui il regolamento condominiale non può vietare di possedere o detenere animali domestici. Tuttavia, anche i diritti degli altri condomini devono essere rispettati. La convivenza civile, infatti, impone che la presenza degli animali sia compatibile con l’osservanza delle regole sulla quiete e sulle immissioni (rumori, odori, fumi, et.).
Il proprietario di un animale deve quindi adottare tutte le misure necessarie per evitare che esso provochi danni a terzi o disturbi il riposo di altri. Se non lo fa, può rischiare provvedimenti urgenti, come l’ordine di trasferire l’animale in un altro luogo.
Le conseguenze di legge: spostare l’animale in un altro luogo

Lo ha ribadito un’ordinanza del Tribunale di Bologna – n. 11396, 27 ottobre 2025 – secondo cui il conflitto condominiale legato alla presenza di cani può essere risolto in senso sfavorevole al proprietario dell’animale. Nel caso particolare, il condomino residente in un appartamento al piano terra aveva segnalato che, nella casa di fronte alla sua, erano custoditi animali di grossa taglia lasciati soli per molte ore, con importanti conseguenze come l’abbaiare incessante diurno e notturno e l’impossibilità di riposare serenamente, nonché cattivi odori dovuti alle deiezioni.
Nel corso della disputa giudiziaria che ne è conseguita, il ricorrente ha prodotto al magistrato alcune registrazioni sonore e una misurazione fonometrica, compiuta da un tecnico. Inoltre, nell’ambito del ricorso d’urgenza di cui all’art. 700 del c.p.c. e per giustificare le sua richiesta di allontanamento degli animali, ha presentato alcuni certificati medici, che comprovavano una sindrome ansioso-depressiva reattiva da insonnia, con pesanti ripercussioni sulla vita quotidiana e lavorativa.
Il giudice competente ha così emesso un’ordinanza che prevede:
● lo spostamento immediato dei cani in altro luogo, con obbligo di risarcire le spese legali;
● una penale di 15 euro per ogni giorno di ritardo nell’applicazione dell’ordine, ai sensi dell’art. 614 bis del c.p.c. sulle misure di coercizione indiretta.

TAG: CANI, CODICE CIVILE, CONVIVENZA, CORTE DI CASSAZIONE

12/11/2025

🔍 La pratica dell’Omeopatia è un atto medico.

📌 La medicina omeopatica, in quanto atto medico, può essere esercitata esclusivamente da medici chirurghi, odontoiatri e veterinari. Solo queste figure professionali, infatti, sono abilitate alla diagnosi e alla prescrizione terapeutica (anamnesi, diagnosi e terapia).

📌 Tuttavia, la maggior parte dei medicinali omeopatici rientra nella categoria dei SOP – Senza Obbligo di Prescrizione. Ciò significa che, salvo alcune eccezioni che richiedono la ricetta medica, questi medicinali possono essere venduti unicamente in farmacia o parafarmacia, dove vengono consigliati e consegnati dal Farmacista.

📌 A differenza dei farmaci OTC (da banco), i medicinali omeopatici non sono a libera disposizione sugli scaffali: non è quindi possibile servirsene in completa automedicazione. Chiunque, però, può richiederli senza ricetta, ricevendo un consiglio professionale dal farmacista.

💡 Il consiglio omeopatico del farmacista, conformemente alla normativa vigente, non costituisce una prescrizione medica, bensì un atto di consulenza qualificata a tutela della salute del paziente.

05/11/2025

💡 Vediamo che cosa significano le scritte che troviamo sui medicinali omeopatici

📌Se in etichetta c’è scritto CH vuol dire che ha avuto una diluizione in rapporto 1 a 100.

📌Se invece c’è scritto DH vuol dire diluizione in rapporto 1 a 10.

Quindi, per esempio, 5CH significa che il rimedio ha avuto una diluizione da 1 a 100 per 5 volte.

📌In ogni passaggio la diluizione è seguita da un’agitazione meccanica ben codificata che viene denominata “succussione”.

Le lettere H o K stanno a indicare la modalità produttiva a seconda che si cambi il flacone a ogni passaggio di dinamizzazione (secondo Hahnemann) o che si utilizzi il flacone unico (secondo Korsakoff).

📌Se in etichetta troviamo LM o Q, siamo invece nella scala cinquanta-millesimale, che ha un rapporto di diluizione di 1 a 50.000 secondo un procedimento specifico.

📚Questi metodi sono descritti nelle Farmacopee omeopatiche nazionali e in quella Europea.

💡La diluizione attenua le proprietà chimiche della sostanza di partenza, mentre la dinamizzazione sviluppa una nuova capacità medicamentosa.

02/09/2025

Germania: il Bundestag conferma l’omeopatia rimborsata. Una vittoria per la libertà di scelta terapeutica e la medicina integrativa

01/07/2025

Omeopatia SIMOH, la medicina al servizio della persona. Scuola e Ambulatori medicina omeopatica Roma

18/06/2025

Una vittoria per l’omeopatia (e per tutti noi)!
Il Consiglio degli Stati ha recentemente respinto senza discussione una mozione che proponeva di escludere la medicina complementare dall’assicurazione sanitaria di base.

Un gesto forte, che riafferma la volontà popolare espressa nel 2009, quando il 67% dei votanti svizzeri ha approvato l’integrazione della medicina complementare nella Costituzione federale.
Dal 2017, anche l’omeopatia classica – insieme ad altre discipline – è inclusa nelle prestazioni rimborsate, purché praticata da medici certificati.

Questa recente decisione si muove verso un accesso equo alla medicina complementare per tutte e tutti, indipendentemente dalle possibilità economiche.

LMHI ha definito questa notizia una grande vittoria per l’omeopatia in Svizzera.
E anche noi non possiamo che accoglierla con soddisfazione.

Indirizzo

Via Leonardo Da Vinci, 2
Salsomaggiore Terme
43039

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