29/05/2026
Hoopers, detection e Coppa dei Nasi a tema Hogwarts: emozioni, nuovi binomi, malus magici e lavoro di squadra a Rossobranco.
Il campo sabato mattina aveva già l’odore delle giornate lunghe. Quello dell’erba schiacciata presto, dei guinzagli lasciati sulle sedie, dei primi caffè bevuti guardando i cani scendere dalle macchine ancora assonnati.
A Rossobranco il weekend è iniziato così. Con più attività che si incrociavano nello stesso spazio senza disturbarsi mai davvero: detection, ricerca dispersi, hoopers, educazione. Ogni angolo con il suo ritmo, ogni cane con il suo modo di stare nel Branco.
E poi quattro facce nuove.
Quattro cani arrivati per la prima volta al campo insieme ai loro umani. Per ora hanno parlato soprattutto con Gab. A lungo. Di quelle chiacchierate ferme, senza fretta, che spesso iniziano parlando di un cane e finiscono per raccontare molto altro. I nuovi arrivi si riconoscono sempre subito. Non dai cani. Dai mani che osservano tutto mentre fanno finta di niente.
Il pomeriggio invece il campo ha cambiato voce.
Sono comparsi hoop, barili, cancelli e linee da disegnare a distanza. È iniziata la gara di hoopers insieme ad alcuni binomi di Rossobranco e agli amici di Pooply, arrivati da Montegrotto insieme al giudice della giornata.
L’hoopers, per chi lo vede la prima volta, sembra quasi silenzioso. Niente salti spettacolari. Niente conduzioni frenetiche. Ma basta ascoltare bene per capire cosa sta succedendo.
I conduttori parlano continuamente ai loro cani. Comandi lunghi, direzioni, richiami morbidi ma precisi. “Vai.” “Dentro.” “Gira.” “Tunnel.” La voce accompagna il cane molto più del corpo. E quando il binomio funziona davvero, sembra quasi che il percorso venga disegnato nell’aria qualche secondo prima che il cane ci passi dentro.
Nei livelli Fun e L0 si è vista soprattutto una cosa: emozione.
Quella vera. Quella delle partenze con le mani fredde anche se fa caldo. Quella dei percorsi fatti bene fino all’ultimo hoop prima di un errore improvviso. Quella dei cani che sentono la tensione umana ma continuano comunque a cercare il loro riferimento.
Qualche errore c’è stato, certo. Curve sbagliate. Linee p***e. Comandi partiti mezzo secondo troppo tardi.
Ma ci sono stati anche percorsi importanti. Di quelli che magari non finiscono primi, ma fanno capire che il lavoro sta crescendo bene.
E il giudice, a fine gara, iniziava già a scalpitare. Per alcuni binomi il livello successivo ormai sembra vicino. E quando uno che guarda cani tutto il giorno inizia a dire “adesso dovete provarci”, significa che qualcosa sul campo si vede davvero.
La domenica mattina invece Rossobranco è sparita.
Al suo posto è comparsa Hogwarts.
Nuova tappa della Coppa dei Nasi. Nuove prove di detection. Nuove casate. E come sempre, ogni squadra ha affrontato il campo a modo suo: chi più metodico, chi più veloce, chi più istintivo, chi più strategico.
Preside e professori della scuola hanno accompagnato i binomi per tutta la mattinata, tra richiami magici, ingredienti misteriosi e qualche occhiata sospetta verso chi sembrava troppo sicuro di sé.
Le prime due prove hanno illuso molti.
Ricerche pulite. Qualche esitazione, ma diversi ritrovamenti rapidi. Sembrava una giornata destinata a sorridere un po’ a tutti.
Poi è arrivata l’ultima prova.
Oggetti babbani fluttuanti appesi con fili invisibili. Movimento leggero. Odori che cambiavano quota. E soprattutto un dettaglio che ha fregato praticamente chiunque: la professoressa Selvaggia aveva nascosto l’ingrediente magico dentro un semplicissimo cucchiaino.
Nessuno se lo aspettava.
I cani lavoravano bene, ma i mani continuavano a cercare qualcosa di più evidente. Più “strano”. Più magico forse. E invece spesso la difficoltà vera sta proprio nelle cose normali.
E poi ci sono stati i malus.
Perché alla Coppa dei Nasi gli errori non si dimenticano soltanto sul tabellone. Si indossano.
Così tra una prova e l’altra si sono visti:
corna da diavolo,
visi sporchi di fuliggine,
e persone costrette a cercare tenendo un ombrello aperto sopra la testa.
Del resto la giornata era dedicata a “Supercanifragilistichespiralidoso”. E certe magie, a Rossobranco, funzionano meglio quando qualcuno riesce ancora a ridere di sé stesso mentre il cane continua a lavorare serio.
Alla fine del weekend i risultati finiranno nelle classifiche, nei video, nelle foto e nei punteggi segnati sui fogli.
Ma il campo si ricorderà soprattutto altro.
Le partenze trattenendo il fiato. I complimenti detti sottovoce. I cani nuovi che iniziavano a capire dove si trovavano. E quel momento preciso in cui un gruppo di persone molto diverse riesce comunque a muoversi come un Branco solo.
— R.B.