02/07/2026
❗️Pubblicazione comunicato CIDA
La riflessione dell’associazione e del suo segretario regionale Coccetta dopo la presentazione del rapporto annuale della Banca d’Italia sull’economia dell’Umbria
PERUGIA – Si è recentemente tenuta a Perugia presso la S.A.Di.Ba. La presentazione del rapporto annuale della Banca d’Italia sull’economia regionale.
CIDA Umbria era presente con due suoi consiglieri regionali, Francesco Paradisi (Federmanager Perugia) e Ferrucio Fiordispini (Manageritalia).
Nel corso dell’incontro è stato analizzato il quadro delineato dall’istituto centrale, che evidenzia una crescita economica moderata dell’Umbria, sostenuta soprattutto dalle costruzioni grazie al PNRR e dai servizi trainati dal turismo, con un mercato del lavoro in miglioramento e un tasso di disoccupazione contenuto. Tra gli elementi di maggiore preoccupazione, tuttavia, è stato evidenziato il saldo passivo della mobilità sanitaria, indicatore che riflette il crescente ricorso dei cittadini umbri alle cure fuori regione.
“Il dato che dobbiamo enfatizzare – ha dichiarato Marco Coccetta, segretario regionale umbro di CIDA e di Cimo Umbria– è quello relativo alla mobilità sanitaria passiva. In Umbria troppo ci si preoccupa delle liste d’attesa e dei tempi di attesa, che rappresentano certamente un problema, ma ormai cronicizzato e legato fondamentalmente alla carenza di personale e alle carenze strutturali che non permettono di gestire i pazienti cronici in strutture territoriali al di fuori degli ospedali.”
Secondo Coccetta, l’avvio delle Case della Comunità potrà contribuire a liberare risorse nelle due aziende ospedaliere umbre, mentre l’ipotesi di unificare le aziende territoriali non appare, da sola, sufficiente a risolvere le criticità del sistema.
“Il vero problema – prosegue – è la carenza di attrattività dell’Umbria per alcune figure professionali. Il nodo resta la dicotomia tra Università e ospedale, che dovrebbero invece rappresentare un sistema integrato e dinamico, capace di collocare i professionisti migliori nei ruoli più adeguati, indipendentemente dalla loro appartenenza ospedaliera o universitaria. La mancanza di questa integrazione rischia di penalizzare la qualità complessiva del sistema.”
Tra le criticità evidenziate anche quelle relative all’edilizia sanitaria e alla qualità delle strutture.
“Il cittadino – conclude Coccetta – deve poter scegliere di ricevere prestazioni anche in ambienti più moderni e funzionali. In quest’ottica va sostenuto lo sviluppo dell’attività libero-professionale intramoenia in regime di ricovero, troppo spesso indicata, in maniera demagogica, come la causa delle liste d’attesa. In realtà molti pazienti scelgono di curarsi fuori regione perché ricercano non solo professionalità di alto livello, ma anche strutture e servizi che offrano migliori condizioni assistenziali e di comfort.”
Per CIDA Umbria, il continuo incremento della mobilità sanitaria passiva rappresenta oggi uno degli indicatori più significativi delle criticità del sistema sanitario regionale e rende necessario un intervento strutturale che aumenti l’attrattività dell’Umbria per i professionisti e rafforzi la fiducia dei cittadini nella sanità regionale.