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Complimenti ad Alex & Baloo che oggi vincono con Eccellente la Classe 2 di Obedience di Napoli e passano in Classe 3!!
17/10/2026

Complimenti ad Alex & Baloo che oggi vincono con Eccellente la Classe 2 di Obedience di Napoli e passano in Classe 3!!

Tutti a cercare LO STRUMENTO giusto."Con il collare fisso tira, lo scorrimento è cattivo, la pettorina é rispettosa."👉 R...
12/10/2026

Tutti a cercare LO STRUMENTO giusto.
"Con il collare fisso tira, lo scorrimento è cattivo, la pettorina é rispettosa."

👉 Rispettoso é mettere il nostro cane nelle condizioni mentali di fare le passeggiate con noi in uno stato mentale sereno e rilassato, perché il primo a cui non fa bene esplodere ad ogni uscita é lui.

Questa é la cosa più importante, la sostanza non i dibattiti idealistici sullo strumento.
E che tu abbia un fisso, una catena o una matassa di guinzagli in mano, se il cane non ha chiaro come si passeggia con te il risultato sarà più o meno simile.

Se c'è connessione, il cane ti sta vicino con QUALSIASI cosa; col fisso, con la pettorina, con la catena e da libero.

Lo strumento deve essere una scelta tecnica, giusto per il cane e corretto per il percorso addestrativo che sta facendo, non una moda o un simbolo.
Quando c'é un buon lavoro alle sp***e e il cane ti sceglie, sta con te anche con una corda da bucato, quando é completamente sconnesso da te non lo tiene nessuno "strumento magico".

👉 Lo strumento, lo dice la parola, é ciò che ci serve per raggiungere uno scopo... non fare l'errore (comune oggi) di renderlo un fine o un simbolo!

Quante volte te lo sei detto?"Lo tengo stretto, lo tengo in braccio, lo tengo lontano da tutto, così non può succedere n...
09/10/2026

Quante volte te lo sei detto?
"Lo tengo stretto, lo tengo in braccio, lo tengo lontano da tutto, così non può succedere nulla".

Lo si fa per amore. Ma gli insegni solo che fuori è tutto pericoloso e che tu hai paura, fare il suo bene non passa solo per la salvaguardia fisica, ma anche per quella mentale.

Il cane sopra non è più al sicuro. È solo più bloccato. E più fragile.

Sotto invece: cane che esplora, momenti di libertà in sicurezza, esperienze senza fiato sul collo.
Non si tratta di gestire con incoscienza, ma responsabilmente, gestendo le proprie paure in favore di una gestione più consapevole.

👉 Se conosci qualcuno che tiene il cane sempre tirato o in braccio "perché ho paura che...", mandagliela.
Gli fai un regalo, non una critica!

Le nostre Classi di Comunicazione sono pensate per sviluppare un duplice obiettivo.🐕 PER I CANI: un contesto strutturato...
08/10/2026

Le nostre Classi di Comunicazione sono pensate per sviluppare un duplice obiettivo.

🐕 PER I CANI: un contesto strutturato, sicuro e su misura dove poter fare esperienza di interazioni positive. Un'occasione preziosa per allenare il linguaggio corporeo, imparare a gestire le diverse dinamiche di gruppo e costruire relazioni rispettose, calme e sicure con gli altri cani.

🙋‍♂️ PER I PROPRIETARI: imparare a guardare davvero il proprio cane. Con il supporto dei nostri istruttori, imparerai a leggere i segnali più sottili, a comprendere cosa sta comunicando e a interve**re nel modo giusto. Tecniche pratiche per una comunicazione chiara, una gestione consapevole e per rinforzare ogni giorno fiducia e relazione.

Perché un cane che sa comunicare è un cane più sereno. E un proprietario che sa ascoltare è un punto di riferimento più sicuro.

📍 Sabato 24 ottobre - ore 10.00
Via delle Messi d'Oro - Roma
📞 Info e prenotazioni: 3397161704
Posti limitati per garantire la qualità del lavoro.

Quante volte lo abbiamo pensato in campo di agility o di obedience?Ci sono errori tecnici, errori legati alla gestione d...
08/10/2026

Quante volte lo abbiamo pensato in campo di agility o di obedience?

Ci sono errori tecnici, errori legati alla gestione dell'emotività o alla motivazione.
👉 Il cane può sbagliare per gli STESSI IDENTICI motivi per cui sbagliamo noi conduttori, ed anche noi dopo 100 ripetute.

Se non perdoniamo un errore a lui, allora dovremmo essere i primi ad essere perfetti.
Comprendere non vuol dire smettere di lavorare per migliorare, per ridurre il numero di errori, anzi!

E tu? Riesci a mantenere la lucidità per correggere o rinforzare quando serve tecnicamente e non sull'onda della frustrazione? 🫶

Raccontaci nei commenti👇

"Socializzare gli fa bene!"Quante volte lo hai sentito?Per anni ci hanno fatto credere che socializzare significhi far i...
06/10/2026

"Socializzare gli fa bene!"
Quante volte lo hai sentito?

Per anni ci hanno fatto credere che socializzare significhi far incontrare il nostro cane con più cani possibili, anche a forza. Se si tira indietro, se ha paura, se non vuole... lo si butta nella mischia lo stesso, per il suo bene.

Ma non funziona così.
👉 La vera socializzazione non è quantità, ma qualità e libertà di scegliere. E soprattutto avere un riferimento sicuro che alza una mano e dice "stop" quando serve, senza obbligare il cane a subire interazioni che non ama!

E il tuo cane? Ha difficoltà relazionali con gli altri cani o è completamente a suo agio?
Raccontacelo nei commenti 👇

Ormai avere a che fare con cani estremamente fragili é diventata la normalità. Castelli di carte faraonici che crollano ...
04/10/2026

Ormai avere a che fare con cani estremamente fragili é diventata la normalità. Castelli di carte faraonici che crollano al primo soffio.

Eserciti di Labrador, Australian e Bouledogue Francesi prepotenti, fisici, invadenti... bradi. Sempre felici (in apparenza) sempre a mille, alla conquista del mondo ad ogni uscita con il fare di conquistatori di terre e popoli, che al primo imprevisto sul loro percorso che non può essere rattoppato dal proprietario, umile manager della star, crollano in mille pezzi. Comportamenti sostitutivi di vario genere, comportamenti evitanti, scarichi, capacità di gestione dello stress di un fringuello, gastriti, ecc.
Il proprietario medio oggi ha difficoltà a mettere il focus sui punti davvero importanti da curare nella gestione del proprio cane; abitudini, regole e punti fermi imprescindibili, quelli che costruiscono un cane solido, stabile ed affidabile. Da troppe generazioni, forse, non siamo più a contatto con la natura, con gli animali in generale, siamo scimmie di città un po' impacciate già nel gestire le nostre di vite e relazioni, e di regolazioni emotive... figuriamoci quelle di un altro individuo, appartenente ad una specie diversa dalla nostra, dipendente da noi e che, ironia della sorte, per di più abbiamo ormai ampiamente sdoganato come nostro erogatore di amore incondizionato.
Se c'é un concetto che mi fa ve**re la pelle d'oca é proprio questo. Ma perché mai sti poveri cani dovrebbero amarci incondizionatamente? E, altra cosa, quale sarebbe il bisogno (e la soddisfazione) di essere amati incondizionatamente? Questo famoso amore incondizionato siamo certi sia così bello e così sano?

Border Collie, Malinois, Terrier di vario genere cresciuti e gestiti come piccoli principi con una cuccia memory form ad ogni stanza, il gioco di attivazione mentale da 50 € da fare la sera, il lancio della pallina al parco, convinti di poter predare biciclette, bambini e motorini con la presenza scenica di un leopardo infermabile, come se là fuori da quell'appartamento li aspettasse la giungla ogni mattina, che poi crollano psicologicamente di fronte alla prima micro frustrazione non in grado di gestire minimamente nulla del genere. La potenza di un leone tenuta assieme dalla stabilità mentale ed emotiva di una quaglia di allevamento.

Il punto é questo: pochi, pochissimi, di questi cani sono così per genetica, ma la maggior parte dei cani di famiglia (e sportivi anche, mettiamoceli va) diventano così. Alcuni sono più fragili già per razza o individualità, certo, ma la maggior parte sono indeboliti, resi insicuri, o almeno non aiutati a non esserlo, tanto tanto tanto fumo e poco, pochissimo arrosto.
Una scenografia grandiosa che si smonta davanti alla prima micro difficoltà.

Figli di gestioni molto lascive, totalmente lascive, sulle cose basilari, su quelle che contano davvero: aiutare il proprio cane a capire come si sta al mondo, come si gestisce una frustrazione, come si sta fermi quando serve, come si rispettano gli spazi e come si difendono i propri.
E poi, all'opposto e spesso all'improvviso, rigidissime su cose assolutamente irrilevanti e spesso totalmente incomprensibili al il cane; sia per la questione in sé, sia per il modo in cui gli viene comunicata. Urla, scatti rabbiosi, discorsi da umano a un animale che umano non é e non sarà mai. Mettiamocelo in testa.
I cani sono una figata, ma sono cani, se iniziassimo a pensarli davvero come umani sarebbero dei pessimi umani. Gli umani che cagano sul marciapiede non piacciono a nessuno, le chiacchiere stanno a zero!
Basta, nel 2026, sfoggiare con fierezza la frase: "i cani sono meglio delle persone", ha fatto sufficienti danni.
Comunque... questa cosa crea delle crepe. Questo confondere la libertà di espressione del proprio cane con il condannarlo a vivere nella nostra società (non nella sua!) con l'assenza di un punto di riferimento, di una guida. Questo lasciare spazio spazio spazio e poi all'improvviso e senza una logica né un briciolo di coerenza chiudere tutti i rubinetti, creare tensione ed incomprensione, magari in preda ad una crisi isterica. Non fa bene ai cani, a nessun cane, non importa venga fatto per mancanza (lecita) di conoscenza, o di strumenti, o di impegno... qualunque sia il motivo il risultato sarà identico.

Il proprietario spesso non ha le competenze per accorgersene, ed é giusto così, non è un tecnico, non ha gli occhi del professionista per leggere un segnale di stress, un conflitto, un comportamento evitante, una postura che sta già dicendo "non mi fido", oppure "non sei coerente", "non hai comportamenti comprensibili per me, meglio se metto una distanza"... ed il risultato é che molti cani gestiti in questo modo sono molto fastidiosi: abbaiano come pazzi, distruggono, tirano come forsennati, hanno atteggiamenti molto arroganti e prepotenti. Pare non conoscano limiti.
Sembrano "matti e felici", ma in realtà vivono in una specie di realtà virtuale in cui, iper tutelati, non si trovano mai davanti ad una situazione che richieda davvero un comportamento differente, più ragionevole e maturo; eterni cuccioloni impuniti in corpi da adulti affrontano la vita come un liceale impertinente che non ha mai dovuto affrontare le conseguenze delle proprie bravate. Ma la verità é che non si può restare liceali viziatelli per tutta la vita, prima o poi in qualcosa inciampi e se non sei allenato ai "no", a qualche piccola sconfitta o limite, la prima volta che ne incontri una ti crolla il mondo addosso.
La fiducia in loro stessi dei nostri barboni nani urlatori al guinzaglio, come della maggior parte dei pastori tedeschi che si trascinano dietro proprietari con la tendinite alle sp***e per le vie della città, é solo apparente e senza quella fiducia non imparano né a regolarsi di fronte ad un banale problema - una paura, un rumore in città, un cane che gli ringhia contro, un esercizio in campo - né a cercare sostegno nel proprietario, perché non é leggibile come guida ma più spesso si limita ad essere unicamente un erogatore di coccole e poi, all'improvviso, di arrabbiature.

Il castello di carte é proprio la metafora giusta.
Alla minima frustrazione crolla tutto.
Non hanno la minima capacità di gestire lo stress, soprattutto la frustrazione, perché gli è sempre stato concesso tutto.
Magari gli è stato insegnato il compitino del "seduto" per avere la ciotola, ma tutto il resto è all'insegna della totale deresponsabilizzazione, una tolleranza pressoché totale perché sono i "belli di mamma".

Il retropensiero è sempre lo stesso: "Lo amo quindi lo lascio libero di esagerare se lo vedo felice", "Lo amo quindi lo giustifico", "Lo amo quindi lo vizio", "Mi sento in colpa perché ho poco tempo da dedicargli quindi in quel tempo non riesco a mettere limiti".

Concetti già di per sé discutibili, ma se ci uniamo anche le richieste fatte nel momento sbagliato, con la voce sbagliata e la pazienza già provata da una giornata storta al lavoro... per il cane tutto diventa illeggibile. E se il proprietario diventa illegibile, il mondo diventa un posto senza certezze.

Ecco come si costruisce un castello di carte a forma di cane.
E così ciò che abbiamo ottenuto con questa dilagante gestione assurda degli ultimi decenni è un esercito di cani fragili e stressabili, pur essendo curati, amati e seguiti come piccoli principini di casa.
Non sembrano gli stessi cani selezionati per reggere con soddisfazione ed appagamento giornate di lavoro nei boschi, nei pascoli ed in tanti altri luoghi a loro misura... eppure...
Quanto li abbiamo resi fragili, con le nostre attenzioni!
É certo una provocazione quest'ultima riga, c'é attenzione ed attenzione, il punto é: ci chiediamo di cosa ha veramente bisogno il nostro cane? O finiamo per dargli ciò che ci fa piacere e di cui ci é comodo pensare abbia bisogno?
La seconda, lo so per certo, purtroppo.

Poi succede che questo proprietario varca la soglia di un centro cinofilo.

Magari perché il cane è diventato ingestibile, magari perché vuole fare qualcosa di più, magari per semplice curiosità. Si aspetta qualche trucchetto, qualche bocconcino dato nel modo giusto una volta a settimana, e invece a volte si trova davanti un professionista che gli dice l'opposto di tutto quello che vorrebbe sentirsi dire.

Che il cane non è un bambino, ad esempio, che non è il suo fidanzato, che non è il suo psicologo. Che è un individuo, un'altra specie con regole diverse, tempi diversi, bisogni diversi dai nostri che dobbiamo noi imparare a conoscere e gestire ("gestire", questa parola che spaventa così tanto!), perché non possiamo aspettare siano i cani a venirci incontro consapevoli di buchi da colmare dati dalle differenze specie specifiche, ovviamente direi, no? E che rispettarlo significa proprio questo: impegnarsi a imparare le differenze, non trattarlo come un umano, un neonato in genere, piccolo e peloso.

Ed è qui che parte la crisi mistica, perché cambiare ottica è difficile, molto più difficile che insegnare un seduto o il riporto di una pallina.
Significa accettare che se metti un limite non sei un mostro e che se il tuo bisogno di dimostrazioni di amore leggibili da parte del tuo cane é più grande della serenità nel vederlo appagato c'é qualcosa da approfondire nelle sedi appropriate.
Che se provi senso di colpa anche quando non hai motivo, quello è un problema tuo, legittimo ma tuo, da risolvere certo, ma non scaricandolo sul cane. Che se non riesci a dire di no e a mettere dei paletti perché ti senti cattivo, di nuovo, è qualcosa che riguarda te.

Stessa cosa per le aspettative. Il cane non è lì per riempire vuoti, per amarti incondizionatamente a comando, per farti sentire una brava persona. Se la prima domanda che fai all'istruttore è "secondo te il mio cane mi ama?", la domanda vera non è sul cane.

Assumersi la responsabilità di essere il punto di riferimento di un altro essere vivente, ho imparato, mette a dura prova i più. Perché? Perché il cane é stato spesso preso perché diventasse un aiuto per sé, la parte spensierata della giornata magari, e non era stato messo in conto che la parte della coppia che deve metterci più impegno, testa, dedizione é quella umana.

E questo fa paura. Perché non è un percorso immediato, non è una pillola, non esistono magie.
Di fatto ci portiamo in città un pezzetto di campagna, nella contemporaneità un pezzetto di storia... va gestito in una metropoli qualcosa che, per quanto normalizzato, di metropolitano non avrebbe nulla.

L'industria del pet l'ha letto bene questo disagio, ci marcia.
Giochi di attivazione mentale, masticativi, p***e autolancianti, goccine anti stress, anti paura, anti separazione, anti tutto da banco, pettorine anti tiro, pettorine pro tiro...
E poi noi, educatori, istruttori, addestratori cinofili o come vogliamo chiamarci, che quante volte abbiamo il coraggio di dire le cose come stanno? Di dire alla gente che no, non basta l'impegno che ci mette anche se a loro sembra molto, che devono fare un passetto in più anche se gli costa molto e se rischiamo di risultargli antipatici?
Lezioni di "gestione di base/educazione" strutturate a misura di proprietario anzi che di cane, perché l'aspettativa che gira attorno ai pet passata dai media é talmente lontana dalla realtà che se gliela metti di fronte é facile che risulti tu il f***e visionario.
Sport cinofili sempre più a misura di proprietario medio, così nemmeno quelli sono più un'occasione per imparare qualcosa di più e mettersi in discussione davvero: minima spesa massima resa, mi impegno il giusto e porto a casa una medaglietta = sono sulla strada giusta.
Negli ultimi 20 anni la tecnica ha fatto passi da gigante, per fortuna, abbiamo in media competenze ottime, eppure i proprietari dei cani sono sempre più lontani dai cani, più di quando quello che ora é considerato l'ABC in cinofilia era solo alla A.
Far fare un passetto in più ai proprietari, quello scatto che stacca il proprietario non seguito da quello che frequenta abitualmente un centro cinofilo é sempre più difficile, e spesso mi ritrovo a pensare a quanto sia assurdo: c'é grande interesse, il numero di cani in famiglia é in costante crescita e sempre di più sono veri e propri compagni di vita per tutti noi, eppure la tendenza marcata é sempre più quella di restare solidamente ancorati alle proprie convinzioni e bisogni che portano, magari dopo anni di attività con i cani, ad avere a fianco un cane che se sbaglia un esercizio ad una gara, se incontra un altro cane poco amichevole in passeggiata, se legge una difficoltà in un contesto ambientale, si sgretola come un castello di carte da gioco sotto il peso dell'inadeguatezza di fronte ad una semplice (in teoria!) vita di cane amato, seguito, accudito e curato.

Vi svelo un segreto, fate un tentativo: provate a guardare e conoscere i cani esattamente per quello che sono, non per ciò che vorreste fossero/rappresentassero/colmassero, potreste scoprirvi ancora più innamorati di questi fantastici alleati che trottano al nostro fianco da millenni!

Luisa Talarico

Siamo entusiaste di poter tornare a lavorare, dopo tanti anni, fianco a fianco al nostro storico amico e collega Christi...
29/09/2026

Siamo entusiaste di poter tornare a lavorare, dopo tanti anni, fianco a fianco al nostro storico amico e collega Christian Brustenga.
Istruttore di talento, di fiducia, ma soprattutto di famiglia!
Benvenuto al MIB Chri!! 💪😍

Pensare a posare a favore di obiettivo mentre il tuo cane sui fermi si alza: la classe non é mai acqua 😂👑
22/09/2026

Pensare a posare a favore di obiettivo mentre il tuo cane sui fermi si alza: la classe non é mai acqua 😂👑

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