03/09/2026
ANSHIN
In Giappone c’è un uomo di 68 anni che passa ore a intrecciare paglia per costruire piccole case. Non per le persone. Per i gatti.
Si chiama Masashi Ōta e vive a Kuki, nella prefettura di Saitama.
Per gran parte della sua vita ha fatto tutt’altro. È nato nel villaggio di Hakuba, a Nagano, ha lavorato come dipendente pubblico a Tokyo e solo più tardi si è trasferito a Kuki.
Poi, prima della pensione, ha deciso di provare a costruire qualcosa per il proprio gatto.
Una piccola casa fatta a mano.
Niente plastica.
Niente produzione industriale.
Solo paglia di riso intrecciata lentamente, fino a creare una specie di grande nido tondeggiante.
In Giappone si chiama 猫つぐら - neko tsugura.
È un’antica forma di artigianato nata nelle regioni nevose come Nagano e Niigata: piccole cucce intrecciate che trattengono il calore e creano per il gatto uno spazio riparato.
Ōta imparò guardando video, leggendo libri e andando personalmente nei luoghi dove questa tradizione era ancora viva.
Il primo lo costruì per il proprio gatto.
Poi arrivarono altre persone.
E una di loro gli raccontò una cosa semplicissima:
“L’ho appoggiato a terra e il gatto ci è entrato immediatamente.”
Da quel momento quello che era iniziato quasi come un hobby è diventato il Kuki Kōbō, il suo laboratorio. Le sue neko tsugura hanno cominciato a essere richieste e vendute.
Ma c’è un dettaglio che rende questa storia ancora più bella.Ōta non si è fermato alle cucce.
Ha iniziato anche a impegnarsi nella sensibilizzazione sul benessere e sulla protezione degli animali, realizzando perfino libri illustrati dedicati al tema.
Perché forse, quando vivi a lungo con un animale, finisci per capire che per lui una casa non significa soltanto quattro pareti.
Significa avere un posto dove abbassare finalmente la guardia.
Dormire.
Nascondersi.
Sentire un odore familiare.
Sapere che nessuno ti farà del male.
In giapponese c’è una parola che qui mi piace molto:
安心 - anshin.
Significa sicurezza, tranquillità, quella sensazione che proviamo quando finalmente sentiamo di essere in un luogo nel quale possiamo stare bene.
Ōta dice che costruire una neko tsugura richiede tempo.
Molto più di quanto possa sembrare guardandola finita.
Bisogna prendere quella che inizialmente è soltanto paglia di riso e intrecciarla, giro dopo giro, finché diventa abbastanza solida da trasformarsi in qualcosa che prima non esisteva.
Lui stesso racconta che proprio questo lo affascina: vedere della semplice paglia trasformarsi in un oggetto, e allo stesso tempo ritrovare un pezzo della vita delle antiche comunità delle regioni nevose. Ora vorrebbe anche trasmettere la tecnica e trovare altre persone disposte a impararla.
Ed è forse questa la parte più tenera della storia.
Perché un uomo di 68 anni sta cercando di salvare una vecchia tecnica artigianale.
Ma non costruisce oggetti da mettere dietro una vetrina.
Costruisce piccoli rifugi.
E alla fine, dopo ore di lavoro, non serve nemmeno spiegare al destinatario quanto tempo ci sia voluto.
Basta appoggiarlo sul pavimento.
Aspettare.
E vedere un gatto entrarci dentro,
girare su se stesso,
accoccolarsi
e decidere che quella, da quel momento, è casa.
📌 La storia di Masashi Ōta e delle sue neko tsugura è stata raccontata dal Saitama Shimbun il 12 giugno 2026.
📸 Saitama Shimbun