Jessica Orobello - Educatore Cinofilo

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Jessica Orobello - Educatore Cinofilo Specializzato in Recupero Comportamentale

Un breve articolo per approfondire alcuni degli ultimi argomenti di cui ho parlato in questa pagina. Negli ultimi post h...
31/08/2026

Un breve articolo per approfondire alcuni degli ultimi argomenti di cui ho parlato in questa pagina. Negli ultimi post ho riflettuto sul bisogno che sentiamo di proporre continuamente qualcosa da fare ai nostri e su quanto spesso questo venga giustificato attraverso le motivazioni di razza.

Ma quanto può raccontarci davvero la razza dell'individuo che abbiamo davanti?

Chi di noi non ha mai conosciuto un che non vuole saperne di entrare in acqua? O un cane da caccia, magari figlio di campioni, con pochissima attitudine alla caccia?

E, al contrario, quando un cane mette in atto esattamente quei comportamenti che ci aspettiamo dalla sua razza, siamo sicuri che questo significhi necessariamente che stia bene mentre lo sta facendo?

Nell'articolo provo ad approfondire proprio questo, partendo dalla selezione di razza per tornare, ancora una volta, all'individuo.

Buona lettura :)

Negli ultimi anni il tema della motivazione di razza si è diffuso moltissimo nel mondo cinofilo ed è stato sicuramente importante iniziare a riconoscere che i cani non sono tutti uguali, che esistono predisposizioni selezionate nel tempo e che ogni cane possiede caratteristiche differenti. Il risc...

Di rientro dalla montagna riflettevo. In questi giorni, incontrando naturalmente cani e persone lungo i sentieri, ho sen...
28/08/2026

Di rientro dalla montagna riflettevo. In questi giorni, incontrando naturalmente cani e persone lungo i sentieri, ho sentito dire più e più volte:

“Se il mio cane non lavora va fuori di testa”, o altre espressioni simili.

Mi ha rattristata un po' sentire parlare del cane, un animale con cui instauriamo una relazione di amicizia, come di uno strumento da lavoro e mi sono chiesta se il modo in cui intendiamo il lavoro non sia, in fondo, una proiezione antropomorfa. L'ennesima.

Perché non dire, invece: “Il mio cane ha bisogno di conoscere, fare esperienza, apprendere, vivere"?

Perché è così difficile pensarlo prima di tutto per ciò che è: un canide, prima ancora che un animale da lavoro?

E se il cane non avesse sempre bisogno di lavorare, ma avesse bisogno anche di vivere?

Vivere un ambiente per ciò che quell'ambiente offre, senza che siamo necessariamente noi a trasformarlo in qualcosa da fare.

Se guardo a Shawnee, se l'avessi considerata un animale che ha bisogno di lavorare, probabilmente l'avrei portata nei boschi a scaricare, come si usa spesso dire.

Ma non le avrei offerto la possibilità di vivere il bosco come è naturale che lo viva un animale della sua specie: spostandosi se c'è da spostarsi, fermandosi se c'è da fermarsi, riposando se c'è da riposare.

La calma, come nel caso della foto in questo post, non è una competenza appresa attraverso un esercizio proposto. Non è il solito esercizio della calma, che diventa praticamente un altro esercizio richiesto al cane, ma è esattamente il contrario: è assenza di esercizio.

Perché se l'esercizio diventa il modo attraverso il quale cane e persona stanno insieme, rischiamo di sentire il bisogno di proporre continuamente qualcosa da fare, anche quando ciò che potrebbe accadere naturalmente è fermarsi, oppure annusare, ascoltare, osservare, seguire, orientarsi, valutare e così via.

La calma dovrebbe poter essere questo: il naturale divenire di uno stare bene insieme, non qualcosa che devo chiedere al cane, ma qualcosa che può emergere dalla relazione.

Ed è questo che desidero per me e per Shawnee, e più in generale per qualsiasi cane e persona in relazione 😊

Lasciare libero il cane, non significa lasciarlo libero di fare tutto ciò che gli va, non significa assenza di regole. L...
09/08/2026

Lasciare libero il cane, non significa lasciarlo libero di fare tutto ciò che gli va, non significa assenza di regole. Libero significa libero da ogni condizionamento.

Libero di vivere il mare, se siamo al mare.
Libero di vivere il lago, se siamo al lago.
Libero di esplorare il parco, se siamo al parco.
E così via.

Molto spesso, invece, le persone mi chiedono un'attività, un gioco da fare con il proprio cane ovunque si vada. Ma la stessa attività è sempre la stessa settimana enigmistica, ripetuta per settimane, mesi, anni.

Non dobbiamo necessariamente riempire ogni esperienza di attività perché abbia valore.

Possiamo semplicemente vivere ogni esperienza per ciò che quell'esperienza porta, lasciando al cane lo spazio per conoscerla e trovare il proprio modo di starci dentro.

😊

Perché riteniamo del tutto plausibile che un cane possa acquisire competenze per gli interventi assistiti, per la ricerc...
29/06/2026

Perché riteniamo del tutto plausibile che un cane possa acquisire competenze per gli interventi assistiti, per la ricerca del tartufo o per molte altre attività utili all'uomo, mentre quando si parla di sviluppare competenze, al di fuori dell'obbedienza, che gli permettano di affrontare con maggiore sicurezza, autonomia e capacità di adattamento i contesti della vita quotidiana, questa idea viene spesso liquidata come "cinofilosofia"?
In senso denigratorio ovviamente.

È davvero un concetto così assurdo? Oppure il problema è che, semplicemente, non abbiamo ancora compreso a fondo come favorire questo tipo di apprendimento?

Buone riflessioni a tutti 😊

Dal momento in cui scegliamo di vivere con un cane, quel cane si troverà inevitabilmente a confrontarsi con persone, ani...
25/06/2026

Dal momento in cui scegliamo di vivere con un cane, quel cane si troverà inevitabilmente a confrontarsi con persone, animali, luoghi ed esperienze sempre nuove, scelte da noi per lui.

Non credo che il nostro compito sia insegnargli semplicemente a eseguire dei comandi. Credo che il nostro compito sia offrirgli gli strumenti per comprendere il mondo che lo circonda e relazionarsi ai diversi contesti che incontrerà nella vita.

Ieri ho deciso di portare con me Shawnee ad un trekking organizzato e l'ho osservata muoversi all'interno del gruppo composto da una ventina di persone.

È stato incredibile per me che lavoro con i cani ormai da tanti anni non essere mai dovuta intervenire per interrompere un'interazione o correggere un comportamento.

Non perché fosse sotto controllo, ma perché sapevo che era in grado di leggere ciò che stava accadendo intorno a lei, valutare il contesto e scegliere come comportarsi.

È stato bello, di tanto in tanto, scorgerla fare il bagno con i bambini o vederla preoccuparsi per qualcuno che stava semplicemente allacciandosi una scarpa.

Per me questo è uno degli obiettivi più importanti dell'educazione, non costruire cani che dipendono continuamente dalle nostre indicazioni, ma cani capaci di stare nel mondo e nei contesti in cui li portiamo a vivere.

Chi conosce la storia di Shawnee sa quanto lavoro ci sia stato dietro per riuscire ieri a relazionarsi serenamente con persone e bambini in un ambiente totalmente nuovo per lei.

Vederla muoversi con tranquillità all'interno del gruppo è stata per me una gioia indescrivibile.

Questa esperienza mi ha ricordato che anche io ho dovuto fare un grande lavoro su me stessa.

Ho dovuto imparare a fidarmi.

A tollerare il fatto di perderla di vista mentre mi trovavo anch'io immersa in un gruppo di venti persone, senza sapere sempre dove fosse e senza poter intervenire nell'immediato, qualora fosse stato necessario.

Ho dovuto imparare a non controllare continuamente ciò che stava facendo.

Un percorso educativo o di recupero comportamentale non riguarda mai soltanto il cane.

Riguarda anche noi. Siamo davvero in grado di dare fiducia? Siamo disposti a considerare il cane come una mente pensante, capace di osservare, valutare e prendere decisioni?
Oppure abbiamo bisogno di controllare ogni sua scelta per sentirci al sicuro?

Uno degli obiettivi più importanti dell'educazione non è costruire un cane sottomesso o dipendente dalle nostre indicazioni.

È aiutarlo a diventare un individuo capace di comprendere ciò che gli viene chiesto quando serve, ma anche di muoversi in autonomia, con equilibrio e competenza, quando non gli viene chiesto nulla.

Grazie per questa magnifica esperienza e per l'accoglienza di Trekking & Divertimento ❤️
E per la guida straordinaria di Giancarlo.

09/06/2026

Quando il cane socializza non sta semplicemente trascorrendo del tempo con altri cani. Sta imparando a osservare ciò che accade intorno a lui, a interpretarne il significato e a scegliere come comportarsi.

Ogni incontro sociale è un piccolo problema da risolvere.

Un cane gli corre incontro: è un invito al gioco o una minaccia?

Un altro cane si immobilizza: sta osservando, è preoccupato o vuole evitare il contatto?

Un compagno si allontana: devo seguirlo, aspettarlo o continuare a fare ciò che sto facendo?

Per rispondere a queste domande il cane utilizza diverse funzioni cognitive contemporaneamente: osservazione, memoria, attenzione, valutazione del contesto, regolazione emotiva e capacità decisionale.

Più esperienze sociali equilibrate vive, più il suo cervello costruisce una sorta di archivio di situazioni già incontrate. La volta successiva potrà riconoscere più velocemente ciò che sta accadendo e scegliere una risposta più efficace.

Per questo la socializzazione non serve semplicemente a farlo stare con gli altri cani.

Serve a sviluppare competenze sociali.

Un po' come accade per un bambino che gioca con altri bambini: non sta soltanto giocando. Sta imparando a leggere le intenzioni degli altri, a gestire i conflitti, ad aspettare il proprio turno, a negoziare e a trovare soluzioni.

Nel cane avviene qualcosa di molto simile.

La socializzazione è, di fatto, una palestra sociale.

Il vero obiettivo quindi non deve essere avere un cane che ama tutti, ma un cane che sa capire ciò che accade intorno a sé e che possiede gli strumenti per rispondere in modo flessibile ed efficace alle diverse situazioni sociali.

Per questo è così importante per noi che il cane abbia la possibilità di frequentare l'asilo con costanza e non soltanto saltuariamente.

Le competenze sociali si costruiscono nel tempo, attraverso esperienze ripetute e relazioni significative.

Ogni giornata trascorsa insieme agli altri rappresenta un'occasione per osservare, interpretare, prendere decisioni e trovare soluzioni.

È proprio questa continuità che permette al cane di affinare sempre di più la propria capacità di comprendere e affrontare il mondo sociale.

Il cane è un animale con un corpo antico che ogni giorno ci traduce un pezzo di mondo selvatico che avevamo smesso di ve...
08/06/2026

Il cane è un animale con un corpo antico che ogni giorno ci traduce un pezzo di mondo selvatico che avevamo smesso di vedere.

Mia Canestrini

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Molto spesso, nelle attività olfattive che propongo durante le mie lezioni, non viene chiesto  al cane di eseguire un es...
12/05/2026

Molto spesso, nelle attività olfattive che propongo durante le mie lezioni, non viene chiesto al cane di eseguire un esercizio, gli vien chiesto di scegliere e organizzare informazioni che arrivano dagli odori, dall’ambiente e da ciò che accade intorno a lui.

Per questo, soprattutto nel recupero comportamentale, alcune volte elimino completamente la richiesta sotto forma di comando da parte dell' umano di riferimento e costruisco un contesto in cui il cane è libero di orientarsi attraverso ciò che percepisce.

Attraverso l’olfatto il cane impara quindi a orientarsi nel mondo, a relazionarsi con ciò che incontra e a sviluppare nuove capacità di gestione emotiva.







Non so voi, ma io mi sono emozionata tantissimo. Grazie a tutti per la partecipazione ♥️
08/05/2026

Non so voi, ma io mi sono emozionata tantissimo. Grazie a tutti per la partecipazione ♥️

Oggi in campo, nel nostro , siamo usciti dalla dinamica conduttore/esecutore ed è stato meraviglioso 😍

Siamo usciti da quella dinamica in cui l’essere umano conduce e il cane deve semplicemente eseguire.

Nel momento in cui smettiamo di vedere il cane come qualcuno da controllare, infatti, iniziamo finalmente a osservare il cane, ogni cane, così com’è.

Ognuno con le proprie straordinarie caratteristiche individuali, con il proprio modo di percepire il mondo, affrontare le difficoltà, elaborare emozioni e trovare soluzioni.

Oggi abbiamo lavorato sulla possibilità di uscire dai propri schemi senza entrare in frustrazione, allenando flessibilità cognitiva e capacità mnemonica.

Abbiamo utilizzato le attività olfattive anche come strumento per rallentare il naturale declino cognitivo legato all’età, cercando di mantenere attive competenze, curiosità e capacità di orientamento nel mondo. Un argomento che mi sta profondamente a cuore.

Abbiamo lavorato sulla possibilità di osservare, elaborare e scegliere senza sentirsi travolti dalle emozioni.

Sulla resilienza.
Sulla capacità di continuare e provare a non arrendersi davanti una difficoltà.

Abbiamo osservato il modo in cui alcuni odori possono influenzare l'emotività del cane e quindi i suoi comportamenti.

E poi ci siamo anche semplicemente divertiti ❤️

Perché il lavoro olfattivo, per noi, non è una performance, è uno spazio in cui il cane può finalmente essere libero di scegliere, esplorare e mostrarci il proprio modo di stare al mondo.

Grazie a tutti per la partecipazione, alla prossima 🌿

Il ruolo che un cane assume nella relazione non è sempre una sua scelta.A volte è qualcosa che gli viene richiesto.Nel n...
05/05/2026

Il ruolo che un cane assume nella relazione non è sempre una sua scelta.
A volte è qualcosa che gli viene richiesto.

Nel nuovo articolo parlo di ruolo imposto e di come, spesso, ciò che chiamiamo problema comportamentale sia in realtà un disallineamento tra ciò che il cane è e ciò che gli viene chiesto di essere.

Buona lettura 😊

Nell’articolo precedente ho voluto approfondire il tema della gerarchia, dello status, del rango e del ruolo sociale nel cane, osservando come questi elementi prendano forma all’interno di un sistema relazionale in continuo cambiamento.
 Attraverso l’osservazione di gruppi di cani liberi, è...

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