21/06/2026
NO, NON È QUESTA LA CINOFILIA CHE VOGLIAMO.
In questi giorni HUB Professioni Cinofile sta portando avanti una riflessione importante sul rapporto tra comunicazione, competenze professionali, benessere animale e tutela delle famiglie.
In merito alla pubblicazione della serie “Cani da Incubo” sentiamo l’esigenza di esprimere la testimonianza di chi ogni giorno opera sul campo con competenza, responsabilità e autentico spirito di servizio.
Il nostro lavoro non consiste nel proporre soluzioni immediate o scorciatoie, ma nell’accompagnare persone, famiglie e cani in percorsi spesso complessi, mettendo a disposizione conoscenze, esperienza, ascolto e supporto professionale.
Questo significa rifiutare qualsiasi forma di violenza, coercizione o intimidazione, sia fisica che emotiva, e promuovere percorsi fondati sul rispetto, sulla fiducia, sulla cooperazione e sulla tutela del benessere psicofisico del cane.
Ma forse oggi la domanda più importante non riguarda una trasmissione.
Riguarda noi.
Perché, nel 2026, dopo decenni di studi sul comportamento animale e sull’apprendimento, dopo l’evoluzione della cinofilia moderna e l’affermazione di approcci fondati sulla relazione e sulle evidenze scientifiche, c’è ancora chi cerca scorciatoie?
Perché continuiamo a credere che un problema complesso possa essere risolto in pochi minuti davanti a una telecamera?
Perché molte persone si rivolgono a un professionista soltanto quando la situazione è ormai degenerata, anziché chiedere supporto ai primi segnali di difficoltà?
E soprattutto: perché siamo ancora così attratti dall’idea di controllare il cane invece di comprenderlo?
Vivere con un cane non significa dominarlo.
Non significa piegarne la volontà.
Non significa imporre obbedienza attraverso la paura.
Vivere con un cane significa assumersi una responsabilità verso un altro essere vivente, riconoscendone bisogni, emozioni, limiti e capacità.
Significa dedicare tempo, pazienza, formazione e, quando necessario, affidarsi a professionisti qualificati e competenti.
La spettacolarizzazione di metodi coercitivi e vessatori rappresenta un grave passo indietro per il nostro settore e rischia di diffondere messaggi profondamente sbagliati a migliaia di famiglie.
Per questo diciamo NO.
NO alla cinofilia della paura.
NO alla cultura della sopraffazione.
NO all’illusione delle soluzioni facili.
NO alla spettacolarizzazione della sofferenza e del disagio.
E diciamo SÌ.
SÌ alla competenza.
SÌ alla formazione.
SÌ alla responsabilità.
SÌ a una relazione costruita sulla fiducia, sul rispetto e sulla cooperazione.
Perché se pensiamo che vivere con un cane significhi vincere una battaglia contro di lui, allora abbiamo già perso entrambi.
La cinofilia che immaginiamo per il futuro non cerca scorciatoie.
Costruisce relazioni.