01/09/2026
Le case abbandonate di una volta raccontano storie di vecchie famiglie di vite semplici in campagna o in montagna e da luoghi lasciati vuoti nel tempo. Spesso la vegetazione come rovi alberi, come gli ingressi e prende il posto dei tetti. Nei vecchi borghi della Basilicata o dell'Appennino crescono fichi o capperi direttamente tra le pietre dei pavimenti. All' interno restano oggetti di un tempo, come vecchie foto, mobili rotti di legno e utensili da lavoro. Ma le case case di una volta erano piccole e la porta era divisa in quattro. La parte di sopra era sempre aperta, anche la sera non si chiudeva mai a chiave. Si appoggiava e buona notte e sogni d'oro. La mattina dalle ante superiori sempre aperte ti affacciavi per vedere qualcuno, c'era sempre qualcuno che passava,
Era la TV di una volta. Le scale e i muri sono di pietra. Sono spesso piu' di un mezzo metro, sulle scale si sedevano a parlare o riposarsi dopo una giornata di lavoro, mentre i bambini giocavano nella piazzetta di sotto. Dalle piccole case un piccolo orto, un lavandino un po' di cenere restata dal fuoco del giorno prima, il fuoco era sempre acceso, quel piccolo camino serviva per riscaldare la casa, il cibo, lavare i panni. Un po' di legna secca che si recuperava pulendo gli alberi in primavera e le montagne e le campagne, gli ulivi e le castagne erano sempre pulite e rigogliose. Poi la sera su quei gradini le storie piu' belle e tutti a letto presto aspettando la luce del sole, sempre con il sorriso. Queste piccole case, queste semplice porte, le scale e il camino hanno piu' di 200 anni e a parte quelle erbacce crescente nell'interno della gradinata e le rughe hanno un'armonia e una storia tutta da taccontare. Case che parlano di tante cose. Quando forse eravamo piu' poveri, non avevamo nulla, ma in realta' avevamo tutto.
Franco Bornero