29/06/2020
«Anelli e diari di Re Salomone»
Ovvero piccole cronache aperiodiche di una militanza tra uomo e cane.
di Riccardo Piazza
#5
La sera ha assunto i tratti sfocati di una panoramica di Easton o di un languido
mare portuale di Turner. I colori della campagna annegano lattiginosi in una
miscela di orzo che sussulta, con una consistenza di melassa, attorcigliandosi
ad un cucchiaio di legno. Zeno mi osserva durante il lavoro di aratura del
terreno, poi con le sue possenti zampone sposta via un po’ di fanghiglia, così,
giusto per farmi sapere d’averci comunque provato, senza troppa convinzione.
Si accuccia sotto l’olivo nodoso ed una o più piccole ramaglie gli cascano sul
dorso ormai fatto imponente e bellissimo, incrocio di colori e sapori, un vero e
proprio Leviatano. Mi riprendo a fatica trasportando le gerle piene di terriccio
dentro la foresteria, pronto per risalire a casa. Zeno non mi molla, capisce e con
un colpo di anca spinge quel tanto che basta il cancelletto che divide la casa
colonica dal terreno per tenermi aperto l’uscio. Abbiamo combattuto e sono stati
tempi difficili, un patogeno insidioso ha cambiato le mie e le tue abitudini. Niente
più città, niente più lavoro, il mio insegnamento, le mie aule, l’Università. Tutto
concentrato in un piccolo schermo di computer. Eppure, come avessi assunto le
sembianze di Tiresia ed i tuoi sensi si fossero proiettati già altrove, tu, amico
mio, non mi hai mai fatto sentire un recluso. Abbiamo approfittato dei momenti
di gioco, abbiamo reinventato una crescita, abbiamo resistito anche quando
qualcuno, forse arrabbiato con il mondo, forse perché represso, ci ha tacciato di
essere degli untori, i disobbedienti del coprifuoco, i dissidenti delle libere uscite.
Sì, forse insieme ai corridori, i padroni dei cani sono stati i martiri della fobia da
Covid-19. Irrazionalità, paure e traumi che non ci hanno fermato, ora hai già
guadagnato l’ultimo scalino che porta all’ingresso di casa, il tuo garrese è fiero,
il tuo respiro ancora ampio: c’è vita, la vita rinasce dalle ceneri, bisogna soltanto
avere il coraggio di attraversare le fiamme e le pire. Questo è quello che mi
insegni ogni giorno, semplicemente standomi a fianco. Grazie, Zenone.