20/10/2026
«Uomini a cavallo nella guerra del futuro: perché l’Esercito inglese ripensa alla cavalleria in un’epoca scandita da sistemi autonomi, intelligenza artificiale e guerra elettronica? Perché a volte un soldato a cavallo può arrivare dove nessun drone veicolato da algoritmi può spingersi, e in modalità decisamente furtiva. All’indomani degli attentati dell’11 settembre 2001, le forze speciali schierate in Afghanistan condussero missioni a cavallo contro i talebani. Erano gli “Horse soldiers” del team ODA (Operational Detachment Alpha) della 5ª SFG Airborne, e i primi team della CIA – SAD (Special Activities Division), responsabile di operazioni coperte e paramilitari che avrebbero preparato il terreno per la lotta al terrorismo.
Se si parla dell’Esercito britannico e dell’impiego della cavalleria in guerra, il pensiero corre subito alle cariche di Waterloo o all’uso dei cavalli sul Fronte Occidentale durante la Prima Guerra Mondiale, dove gli Ussari dei diversi reggimenti condussero gli ultimi attacchi con sciabola e lancia, indossando giubbe piene di alamari e pantaloni dai colori sgargianti, prima di uniformarsi ai colori della guerra totale, il grigioverde e il kaki. E lasciare il passo alla cavalleria dell’aria e ai mezzi corazzati che soppianteranno il cavallo come “mezzo” da battaglia, per relegarlo a mezzo di fortuna o animale da fatica nelle retrovie o nelle rovinose ritirate.
Eppure, anche durante il D-Day, i paracadutisti americani dell’82ª e della 101ª che erano scesi dal cielo della Normandia catturarono i cavalli usati dalla Wehrmacht e li impiegarono come mezzo rapido per raggiungere i loro scopi di collegamento, attraversando le zone interdette da allagamenti difensivi e l’impenetrabile bocage. L’esercito tedesco faceva ancora largo impiego di cavalli e carri per il trasporto di truppe, munizioni e rifornimenti. Dopo essersi lanciati e dispersi nella campagna normanna, molti paracadutisti trovarono questi animali abbandonati e li usarono per muoversi silenziosamente, risparmiare prezioso carburante e perlustrare le strette e insidiose strade di campagna. Una condizione d’impiego estremamente attuale.
Lo scorso mese un’inviata del Times si è recata nei boschi che cingono l’accademia militare di Sandhurst, in Inghilterra, dove ha osservato esercitazioni di alcuni reggimenti di cavalleria, Royal Horse Guards e 1st Dragoons, riportando in seguito: “I soldati stavano partecipando a un’esercitazione con un trasportatore di personale che si trovava in grado di muoversi furtivamente attraverso terreni accidentati e boscosi emettendo solo una modesta firma di calore a infrarossi. Si chiama cavallo”. Di fronte a lei, si muovevano piccole formazioni di soldati in assetto da combattimento con il volto ricoperto di tintura, con reti mimetiche adattate per coprire i cavalli come facevano un tempo le barde medievali e renderli, ancora una volta, un mezzo agile e adattabile per condurre ricognizioni o avvicinarsi furtivamente al nemico. Lo stesso è stato documentato a Longmoor.
Gli uomini a cavallo possono...» continua https://it.insideover.com/difesa/non-solo-droni-per-la-guerra-del-futuro-lesercito-inglese-riscopre-la-cavalleria.html/amp