ASD Bernesilandia Dog Academy

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✌🏻✨ importante da sapere se siete proprietari di una di queste razze e non avete testato i cani oppure i genitori dei cu...
25/08/2026

✌🏻✨ importante da sapere se siete proprietari di una di queste razze e non avete testato i cani oppure i genitori dei cuccioli non sono stati testati ✨

Un farmaco che per molti cani è sicuro, per altri può diventare un rischio serio. Succede quando è presente la mutazione del gene MDR1.

Il gene MDR1 regola una proteina che aiuta l’organismo a “filtrare” alcune sostanze, tra cui diversi farmaci antiparassitari, sedativi e chemioterapici. In alcune razze (come Collie, Australian Shepherd, Shetland Sheepdog e Pastore Svizzero) può essere alterato, rendendo il cane più sensibile a determinati principi attivi. Le reazioni possono andare da sintomi neurologici lievi a condizioni molto gravi.

Conoscere la predisposizione genetica del proprio cane ti permette di fare scelte terapeutiche più consapevoli insieme al veterinario. Un semplice test può offrire indicazioni preziose e guidare verso trattamenti più sicuri.

07/08/2026

Può dare fastidio un discorso e una scelta del genere ma è vero… il tempo è la prima cosa che valuto durante la prima consulenza quando incontro nuove famiglie e nuovi proprietari e troppo spesso è il punto con il quale devo fare un compromesso e grazie al cielo ho collaborazioni di asili importantissime che creano una rete di supporto fondamentale, ma quanto vorrei non fare questo compresso?! Tantissimo ♥️
Poi… ci sono anche persone meravigliose che dedicano tantissimo tempo al proprio cane 🐶

30/07/2026

Serate speciali, una pizza 🍕, il compleanno di Ombra, le chiacchiere prima delle vacanze 😎 I nostri cagnolini 🐶 speciali bravissimi 👏 I biscotti 🍪 di

⁉️

Lavanda🪻, tramonto 🌅 e una Bernese 🫶🏻
09/06/2026

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01/06/2026
♥️ da leggere con attenzione ♥️
22/05/2026

♥️ da leggere con attenzione ♥️

Condividiamo questa locandina nel giorno della festa della mamma perché ogni Dog Mum che frequenta il nostro centro Sa c...
10/05/2026

Condividiamo questa locandina nel giorno della festa della mamma perché ogni Dog Mum che frequenta il nostro centro Sa che accogliere e comprendere un cane non è chiedergli cose per cui non è nato 🫶🏻

♥️ educhiamo consapevolmente
♥️ rispettiamo il diverso

La selezione del cane ha perso valore: l’illusione che basti crescerlo bene per farlo diventare ciò che vogliamo

Negli ultimi anni la cinofilia moderna ha costruito una narrazione tanto rassicurante quanto pericolosa: l’idea che il cane sia, in fondo, una materia neutra. Un individuo plasmabile quasi interamente dall’ambiente, dall’educazione e dalla qualità della relazione. Una sorta di lavagna bianca su cui l’essere umano può scrivere il carattere desiderato, purché lo faccia nel modo giusto.

È una visione comoda.
Consolante.
Perfino seducente.

Perché ci dice che tutto è nelle nostre mani. Che basta socializzare bene, educare bene, relazionarsi bene. Che il cane, se cresciuto correttamente, diventerà equilibrato, socievole, stabile, adatto al contesto che desideriamo.

Ma il problema è che questa idea, per quanto attraente, è profondamente sbagliata.

Il cane non è una lavagna bianca.
Non è plastilina.
Non è un progetto da modellare secondo le aspettative di chi lo acquista.

È un individuo. E come ogni individuo arriva al mondo con un patrimonio che non inizia il giorno in cui entra in casa nostra. Inizia molto prima. Nella sua selezione. Nella sua genetica. Nella storia funzionale della sua razza. Nelle predisposizioni fissate nel tempo da generazioni di allevamento.

Ed è proprio qui che la cinofilia ha progressivamente smesso di guardare.

Per anni selezionare un cane significava fare una scelta precisa. Non si sceglieva soltanto una forma, una taglia o un’estetica. Si sceglieva un patrimonio comportamentale. Un insieme di attitudini, soglie emotive, motivazioni, capacità di recupero, predisposizioni relazionali e strategie adattive che rendevano quel cane adatto a un compito, a un ambiente, a una funzione.

La selezione non costruiva solo corpi.
Costruiva menti.

Un Border Collie non è stato selezionato semplicemente per essere intelligente. È stato selezionato per osservare, anticipare, controllare il movimento, lavorare in iperfocalizzazione, tollerare pressione e mantenere alta la disponibilità cognitiva per lunghi periodi.

Un Maremmano non è “testardo”, come troppo spesso si dice in modo superficiale. È stato selezionato per decidere da solo, presidiare un territorio, diffidare, valutare autonomamente una minaccia e agire senza attendere istruzioni.

Un Labrador non è “buono” per magia. È stato selezionato per collaborare, riportare, tollerare la manipolazione, mantenere disponibilità sociale, contenere la conflittualità e restare funzionale in stretta cooperazione con l’essere umano.

Queste non sono semplici caratteristiche di razza.
Sono architetture comportamentali.

Per molto tempo questo era chiaro. Quando si sceglieva un cane si sceglieva anche il tipo di mente con cui si sarebbe vissuto. Si accettava che quella mente avesse potenzialità, limiti, predisposizioni e costi gestionali.

Poi qualcosa è cambiato.

La cultura moderna ha progressivamente spostato il focus dalla selezione all’educazione. Dalla genetica all’ambiente. Dalla predisposizione alla relazione.

In parte è stato un passaggio utile. Ha corretto decenni di cinofilia rigida, meccanica e semplicistica. Ha ricordato il peso dell’esperienza, dell’apprendimento, dell’ambiente e della qualità della relazione. Ha rimesso al centro il benessere, l’emotività, la comunicazione.

Ma come spesso accade, da una correzione siamo scivolati in un eccesso opposto.

Abbiamo iniziato a comportarci come se la genetica fosse un dettaglio secondario. Come se la selezione fosse quasi irrilevante. Come se bastasse “fare tutto bene” per ottenere il cane giusto.

Ed è qui che nasce uno degli errori più grandi della cinofilia contemporanea: confondere la modulazione del comportamento con la sua riscrittura.

L’ambiente modula.
L’esperienza orienta.
L’educazione affina.
La relazione regola.

Ma nessuna di queste cose crea dal nulla ciò che geneticamente non c’è.
E nessuna cancella davvero ciò che geneticamente c’è.

Questo è il punto che oggi fatichiamo ad accettare.

Un cane impulsivo può imparare autocontrollo, ma non diventerà un cane naturalmente riflessivo.
Un cane diffidente può imparare strategie di gestione, ma non diventerà spontaneamente aperto e socialmente disinvolto.
Un cane con forte aggressività intraspecifica può apprendere controllo e lettura, ma non smetterà magicamente di avere quella componente nel proprio repertorio.

Educare non significa riscrivere la natura del cane.
Significa darle forma, contenimento, direzione e competenza.

La genetica non è una condanna, ma non è nemmeno un dettaglio.

Eppure oggi si tende a parlarne sempre meno, perché riconoscerne il peso ci costringe ad accettare verità scomode.

Significa ammettere che non tutti i cani sono adatti a tutti i contesti.
Che non tutti i cani sono adatti a tutti i proprietari.
Che non tutte le razze sono intercambiabili.
Che non tutte le linee di sangue sono equivalenti.
Che non basta amare un cane per saperlo gestire.
Che non basta socializzarlo bene per renderlo ciò che non è.
Che non basta educarlo bene per cancellare predisposizioni profonde.

Ed è una verità che oggi disturba, perché incrina una narrazione molto più vendibile: quella del cane perfetto, purché cresciuto nel modo giusto.

È una narrazione che piace perché deresponsabilizza la scelta iniziale.
Deresponsabilizza la selezione.
Deresponsabilizza l’allevamento.
Deresponsabilizza chi produce soggetti instabili.
E finisce per scaricare tutto sul proprietario e sull’educazione.

Così oggi vediamo persone scegliere cani da lavoro e stupirsi se lavorano.
Cani da guardia e stupirsi se presidiano.
Cani primitivi e stupirsi se sono autonomi.
Cani selezionati male e stupirsi se sono emotivamente fragili, conflittuali o instabili.

Abbiamo smesso di chiederci cosa quel cane sia stato selezionato per essere.
E abbiamo iniziato a chiederci solo quanto possiamo adattarlo a ciò che serve a noi.

Questo è il vero punto critico della cinofilia moderna.

L’educazione è fondamentale.
La relazione è centrale.
L’ambiente ha un peso enorme.

Ma nulla di questo sostituisce la selezione.
La completa.

Quando smettiamo di dare valore alla selezione, smettiamo di leggere davvero il cane.
E quando smettiamo di leggere il cane, iniziamo soltanto a pretendere che diventi compatibile con le nostre aspettative.

Stefano Cavina Educatore Cinofilo Dog Galaxy

Noi ci saremo! Chi vuole ve**re con noi che ci sono ancora posti liberi?
29/04/2026

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Un week end di relax per tutti 🫶🏻 alla scoperta delle Foreste Casentinesi. 👣Abbiamo passeggiato in prati meravigliosi, s...
26/04/2026

Un week end di relax per tutti 🫶🏻 alla scoperta delle Foreste Casentinesi.
👣Abbiamo passeggiato in prati meravigliosi, scoperto borghi e panorami unici come a Poppi e abbiamo soggiornato da Irene e la sua famiglia presso coccolati e accolti con ogni attenzione ( 🥰compreso cesto di benvenuto per umani e Pet)

Grazie di cuore ♥️ abbiamo ricaricato le batterie e siamo felici di condividere quest’esperienza sui Social!

🐶 BerneAmici se cercate una fuga con il@vostro amico a 4 zampe… 🐾 ecco un posto perfetto! Provato per voi ♥️

Luoghi visitati
📍borgo di Poppi
📍Prato Magno ( giro ad anello da Giocondo)
📍eremo di Camaldoli
☝🏻se venite da Parma come noi, nel tragitto potete anche fermarvi al mare a Cesenatico

🐶 Yorky👣proprietaria Letizia🫶🏻Testimonial ufficiale dí Bernesilandia 🫶🏻 come si mette in posa lui non c’è nessuno 😉
21/04/2026

🐶 Yorky
👣proprietaria Letizia

🫶🏻Testimonial ufficiale dí Bernesilandia 🫶🏻 come si mette in posa lui non c’è nessuno 😉

Indirizzo

Via Budellungo Fronte Civico 137
Parma
43123

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 17:00
Martedì 09:00 - 20:00
Mercoledì 09:00 - 20:00
Giovedì 09:00 - 20:00
Venerdì 09:00 - 20:00
Sabato 09:00 - 20:00

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