05/10/2026
Venerdi scorso abbiamo avuto modo di partecipare ad un interessante incontro alla Cantina San Michele Vasto, nel quale, insieme ad altri agricoltori del territorio, abbiamo discusso dei dubbi e delle opportunità dell'imminente atto conclusivo della creazione del Parco Nazionale della Costa dei Trabocchi e Teatina. Incontro al quale abbiamo partecipato con piacere in quanto alcuni dei nostri terreni ricadono nella perimetrazione proposta dall'ISPRA.
A margine di quest'incontro ci è stata fatta un'intervista dalla giornalista Anna Buontempo (Zona Locale), la quale ci ha rivolto una domanda di una semplicità unica, che in quella occassione avrebbe fatto persino un ragazzino.
La domanda era: "Dove sono le vostre associazioni di categoria?"
Già, perché in quello che doveva essere un importante incontro (e anche molto partecipato) in cui si faceva luce su importanti aspetti legati alle opportunità del mondo agricolo del territorio e nel quale (noi che ci siamo stati possiamo confermarlo) tutti gli agricoltori che sono intervenuti si sono dimostrati molto interessati a tali opportunità, le associazioni di categoria non c'erano.
In un mondo agricolo che ha davanti sfide difficilissime, come quelle del caro energia, della tracciabilità, dei cambiamenti climatici... ecco che le varie associazioni (Coldiretti e compagni) preferiscono ancora una volta cavalcare le divisioni, alimentare paure, ecc... D'altronte, un contadino arrabbiato è il primo che cerca il loro aiuto.
Ed ecco che si crea il solito meccanismo ormai rodato nella politica, nel quale chi scegliamo di essere il nostro rappresentante, smette di rappresentare i nostri interessi e comincia a perseguire i propri, creando il sistema che punta a rieleggerlo e a non fare a meno di lui.
Certo, le parole che abbiamo rilasciato in quest'intervista sono state parole forti, ma era il nostro pensiero, n**o, crudo e sincero: le associazioni di categoria sono diventate ormai un braccio della politica. E fino ad ora, non ci sono stati elementi in grado di farci cambiare opinione.
E la prova di tutto ciò è che, mentre numerosi operatori del settore, sia del mondo agricolo che del mondo turistico, hanno manifestato la volontà proprio in questo ultimi mesi di voler investire nel territorio e nella nascita di un prestigioso Brand, con enorme ricadute positive, la Coldiretti abruzzo ha preferito inviare un messaggio agli agricoltori dicendo loro che, se volevano uscire dal parco, si potevano affidare ai loro uffici.
Bene, quando passate davanti all'ingresso della nostra fattoria e vi accorgere di non trovare bandiere di Coldiretti, CIA, Confagricoltura e compagnia candando, ora... sapete il motivo.
Il WWF incontra gli agricoltori nella Cantina Sociale San Michele Arcangelo | VIDEO