31/05/2026
In questi giorni è arrivata una notizia molto preoccupante: un caso di rabbia confermato a Vittorio Veneto. Un singolo cane, importato illegalmente dal Marocco, ha scatenato un'emergenza sanitaria che sta avendo conseguenze pesantissime su tante, troppe famiglie e sui loro animali.
Le conseguenze di aver aggirato le regole sono reali:
🔹 Oltre 30 persone (tra proprietari, familiari e personale veterinario) sono ora sottoposte a vaccinazione d'urgenza e profilassi.
🔹 Più di 4.400 cani e quasi 1.000 gatti del nostro territorio dovranno essere vaccinati obbligatoriamente per creare una barriera sanitaria.
🔹 Diversi cani, "colpevoli" solo di aver giocato con quel cucciolo al parco, sono stati chiusi in canile sanitario dove dovranno restare in isolamento e monitoraggio per 6 lunghissimi mesi.
Proviamo a pensare anche solo ai proprietari di questi cani in isolamento: l'angoscia, la preoccupazione per la salute dei loro compagni di vita e la fatica emotiva e fisica di dover fare avanti e indietro dal canile sanitario senza poterli riportare a casa. È una situazione che spezza il cuore. 💔
⚫Che cos'è la rabbia e perché fa così paura?
La rabbia è una malattia virale gravissima che colpisce il sistema nervoso centrale. Si trasmette principalmente attraverso la saliva, solitamente tramite un morso. Il motivo per cui le misure sanitarie sono così drastiche è uno solo: una volta che si manifestano i sintomi neurologici, la rabbia è una malattia mortale nel 100% dei casi, sia per gli animali che per l'uomo.
🔴Cosa dobbiamo imparare da tutto questo?
I protocolli di importazione (passaporto, vaccinazioni preventive, controlli) non sono "inutile burocrazia" o un ostacolo per chi vuole salvare un animale. Sono uno scudo vitale. Portare in Italia un animale in modo clandestino o superficiale, magari credendo di fare una buona azione, significa mettere a repentaglio la vita dell'animale stesso, delle persone e dell'intera comunità.
Rispettare le regole è l'unico modo che abbiamo per tutelare la salute di tutti.