Approccio cognitivo-zooantropologico
L'equitazione e la relazione umano-equino è in continua evoluzione, anche in funzione delle recenti scoperte delle scienze cognitive animali. Oggi siamo chiamati a scegliere se rimanere legati ai vecchi approcci e convinzioni oppure rimetterci in gioco contribuendo al cambiamento. Stanno cambiando gli approcci, le conoscenze, le tecniche, i vocabolari e sta migliorando di conseguenza, giorno dopo giorno, la vita di molti cavalli e persone. GESTIONE NATURALE
La natura è il modello a cui riferirsi, lei non sbaglia. È per questo che a Spirito Libero il cavallo ha la possibilità di soddisfare le esigenze di specie (socialità, vita in branco, possibilità di muoversi liberamente in spazi che offrano stimoli) ed il proprio benessere psicofisico. Garantite questa basi possiamo approcciarci a lui con l'obiettivo di coltivare una relazione il più possibile equa. INDIVIDUO NON MACCHINA
L'idea cartesiana dell'animale macchina che non è in grado di processare pensieri e provare emozioni è da tempo superata ma ancora in tante realtà il cavallo viene trattato e considerato come un mezzo. Gli animali non umani sono esseri senzienti in grado di pensare, prefigurare, valutare, provare emozioni e la cui mente è responsabile di ogni comportamento espresso;
UNICITÀ e ALTERITÀ
Riconoscere l'altro diverso da noi (Alterità) che grazie alla sua Unicità e Diversità porta un valore aggiunto nella relazione è fondamentale nella costruzione del rapporto col cavallo e non solo. La trasformazione de cavallo Oggetto e mezzo fruito a Soggetto e compagno di vita è la strada da seguire per ristabilire un equilibrio in cui l'uomo non è più al centro del mondo e in cui l'animale non è più al servizio dell'uomo ma semplicemente ci si aiuta reciprocamente.