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29/06/2026

ATTUALITÀ
CANI 22 Giugno 2026
Fnovi contro “Cani da Incubo”: coercizione e informazioni non scientifiche

Fnovi interviene sulla serie televisiva “Cani da Incubo”, contestando l’uso di metodologie coercitive, l’assenza di un Medico Veterinario Esperto in Comportamento Animale e la rappresentazione di soluzioni rapidamente risolutive per problematiche comportamentali complesse

di Redazione Vet33
Fnovi contro “Cani da Incubo”: coercizione e informazioni non scientifiche
La Federazione Nazionale Ordini Veterinari Italiani (Fnovi) richiama l’attenzione dei medici veterinari, del pubblico e degli operatori del settore sui contenuti proposti nella serie televisiva “Cani da Incubo”, condotta da Tommaso Castellano. La Federazione, in particolare, contesta la rappresentazione di metodologie basate su coercizione, punizione, inibizione e flooding – pratiche incompatibili con le attuali evidenze scientifiche sul comportamento animale – e segnala l’assenza di un Medico Veterinario Esperto in Comportamento Animale, figura prevista dall’Ordinanza ministeriale del 6 agosto 2013 per la gestione dei cani con manifestazioni aggressive.

Le contestazioni
Fnovi individua diverse aree critiche nella rappresentazione offerta dalla serie. I comportamenti aggressivi e reattivi hanno origine multifattoriale e richiedono una valutazione approfondita degli aspetti clinici, comportamentali, genetici, ambientali e relazionali: nella serie questa valutazione risulta assente o marginale.

La diagnosi e la gestione dei problemi comportamentali sono atti medico-veterinari: la prescrizione di farmaci psicotropi, nutraceutici o fitoterapici, così come sterilizzazione e castrazione, rientrano esclusivamente nelle competenze del medico veterinario. L’affermazione del conduttore secondo cui tali interventi sarebbero inutili non è coerente con l’approccio clinico scientificamente riconosciuto.

Coercizione, flooding e benessere animale
Le metodologie e gli strumenti mostrati nella serie – inibizione, coercizione, punizione ed esposizione forzata a stimoli stressanti senza via di fuga (flooding) – sono incompatibili con le attuali evidenze scientifiche e con i principi di tutela del benessere animale recepiti dalla normativa europea, incluso il recente Regolamento europeo su benessere e tracciabilità di cani e gatti. I cani ripresi manifestano inibizione comportamentale, stress, paura e comportamenti di evitamento; la letteratura scientifica avverte che l’apparente tranquillità post-intervento può riflettere inibizione o rassegnazione appresa piuttosto che un reale miglioramento emotivo. I “provocative test” e le esposizioni deliberate a stimoli scatenanti rappresentano inoltre un rischio per il benessere dell’animale, le persone coinvolte e la sicurezza pubblica.

Il quadro normativo e professionale
L’Ordinanza del Ministero della Salute del 6 agosto 2013 individua nel Medico Veterinario Esperto in Comportamento Animale la figura di riferimento per l’inquadramento e la gestione dei cani con manifestazioni aggressive. La rappresentazione di interventi su cani aggressivi in assenza di tale figura rischia di generare nel pubblico una percezione distorta delle competenze professionali e delle responsabilità previste dalla legge.

La valutazione e il trattamento dei problemi comportamentali richiedono inoltre tempo, personalizzazione e la collaborazione tra medici veterinari esperti e professionisti qualificati dell’area educativa e riabilitativa, nel rispetto della norma UNI 11790:2020.

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27/09/2025

Appuntamento da segnare subito!!!!! Per aiutare noi vet a portare avanti il progetto delle vaccinazioni, i cani a non ammalarsi di rabbia, i bambini a non morire di questa malattia e infine tutto il mondo a debellare il terribile flagello della rabbia… e vi pare poco?!?

09/08/2025

Scritto da un veterinario.

Un giorno ho ricucito la gola di un cane con del filo da pesca, nel retro di un pickup,
mentre il suo padrone teneva una torcia tra i denti e piangeva come un bambino.
Era il 1979, forse l’80, poco fuori da una cittadina vicino al confine con il Tennessee.
Niente clinica, niente tavolo pulito, niente anestesia.
Solo un po’ di coraggio.
Ma il cane ce l’ha fatta.

E quell’uomo, ancora oggi, mi manda un biglietto di Natale ogni anno.
Anche se il cane è morto da tempo. E anche sua moglie.

Sono un veterinario da quarant’anni.
Quattro decenni di sangue sotto le unghie, peli sui vestiti e notti senza sonno.
All’epoca si faceva con quel che c’era,
non in base a quanto si poteva far pagare.

Oggi passo mezza giornata a spiegare piani di finanziamento
mentre nella stanza accanto un beagle sta sanguinando.

Pensavo che questo lavoro servisse a salvare vite.
Ora so che si tratta anche di raccogliere i pezzi quando tutto si rompe.

Ho iniziato nel 1985.
Appena laureato, ancora con tutti i capelli... e qualche illusione.
La mia prima clinica?
Un edificio di mattoni alla fine di una strada sterrata.
Il tetto perdeva, il frigo faceva un rumore assurdo,
il riscaldamento funzionava solo quando cantava.

Ma la gente veniva lo stesso.
Agricoltori. Pensionati. Camionisti con il pitbull sul sedile.
Non chiedevano molto:
una puntura, un punto, una parola.
E quando era il momento... l’eutanasia.
Senza colpe, senza discussioni. Solo uno sguardo e una richiesta:
“È ora. Aiutami.”

E io portavo quel peso con onore.

A volte prendevo il mio vecchio pickup e andavo in un fienile,
o su una veranda dove un cane vecchio non mangiava da tre giorni.
Mi sedevo accanto al padrone, prendevo un fazzoletto, e aspettavo.
Non correvamo da nessuna parte.
Perché allora… li tenevamo fino alla fine.

Oggi la gente firma moduli e chiede:
“Possiamo tornare la prossima settimana per le ceneri?”

Ricordo la prima volta che ho dovuto addormentare un cane.
Un pastore tedesco di nome Rex, colpito da un mietitore.
Il suo padrone, Walter, un veterano della Seconda Guerra,
sembrava fatto d’acciaio.
Ma quando gli dissi che Rex non ce l’avrebbe fatta,
le sue ginocchia cedettero.

Mi guardò.
Baciò il muso di Rex e sussurrò:
“Sei stato un bravo cane, ragazzo mio.”
Poi si voltò verso di me:
“Fallo in fretta. Non farlo aspettare.”

L’ho fatto.
E quella notte non ho dormito.
Sono rimasto sulla veranda a guardare le stelle fino all’alba.
Fu lì che capii:
questo mestiere non è solo medicina.
È amore.

L’amore che le persone riversano in esseri
che sanno non vivranno mai quanto loro.
L’amore che resiste alla paura, alla perdita, al tempo.

Siamo nel 2025.
Ho i capelli grigi – quel poco che è rimasto.
Le mani tremano.
La clinica ora ha pareti bianche lucide,
un software in abbonamento e un giovane direttore marketing
che mi chiede di girare video per TikTok con i pazienti.

Gli ho detto che preferisco castrarmi da solo.

La scorsa settimana una donna è arrivata con un bulldog in difficoltà.
Le ho detto: “Intubiamolo, teniamolo sotto controllo.”
Lei ha tirato fuori il telefono:
“Posso chiedere un secondo parere a un influencer?”

Ho scosso la testa.
Che vuoi rispondere?

A volte penso di andare in pensione.
Durante il COVID ci sono andato vicino.
Un incubo.
Addii fatti da una finestra.
Cani che morivano senza essere tenuti.
Qualcosa si è rotto in me, allora.

Ma poi… entra un bambino con una scatola di gattini.
Oppure ricucio un golden retriever ferito e il giorno dopo
il suo padrone mi porta una torta fatta in casa.
O un uomo mi chiama solo per ringraziarmi:
non per le cure,
ma per essere rimasto in silenzio con lui quando il suo cane se n’è andato.

E allora capisco perché continuo.
Perché una cosa non è mai cambiata:
l’amore che le persone provano per i loro animali.

Qualche mese fa,
un uomo è entrato con una scatola da scarpe.
Dentro c’era un gattino,
zampa rotta, ricoperto di pulci, scheletro visibile.

L’uomo mi ha detto:
“Ho appena finito di scontare la mia pena. Non ho un soldo.
Ma… c’è qualcosa che puoi fare?”

Il gattino miagolò.
Come se mi avesse riconosciuto.

Ho annuito:
“Lascialo qui. Torna venerdì.”

Venerdì tornò con una torta mezza mangiata e le lacrime agli occhi.
Mi disse:
“Nessuno mi ha mai dato qualcosa
senza chiedermi prima cosa avessi da offrire.”

Gli ho risposto:
“Agli animali non importa chi sei stato.
Guardano solo come li tieni stretti.”

Quarant’anni.
Migliaia di vite.
Alcune salvate.
Altre no.
Ma tutte contate.

Ho un cassetto, chiuso a chiave.
Dentro: foto, lettere, collari, disegni di bambini, impronte.
Lo apro, ogni tanto.
Quando la clinica è silenziosa.
Quando le mani finalmente si fermano.
E ricordo.

Ricordo com’era prima.
Prima delle app.
Prima dei contratti.
Quando bastava un fazzoletto, un torchio tra i denti e tanto amore.

Se c’è una cosa che ho imparato in questa vita, è questa:
Non possiamo salvare tutti.
Ma dobbiamo provarci con tutto il cuore.

E quando arriva il momento…
noi restiamo.
Non ci arrendiamo.
Non guardiamo l’orologio.

Ci inginocchiamo.
Li guardiamo negli occhi.
E restiamo con loro.
Fino all’ultimo respiro.

Questo non si insegna.
Non si trova nei libri.
Ma è lì che nasce tutto ciò che ci rende umani.

E non lo cambierei per niente al mondo.

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06/08/2025

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Avvisiamo tutta la clientela che ad agosto l’ambulatorio sarà chiuso il sabato, ma per il resto dei giorni troverete sempre qualcuno di noi presente negli orari consueti !

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L’IVA al 5% per il mercato dell’arte??? E l’IVA al 22% per le cure veterinarie? E i prezzi dei farmaci alle stelle? MA DITE SUL SERIO?!?!?! ###X….

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18/06/2025

VORREI CONDIVIDERE CON TUTTI I MIEI CONTATTI QUANTO ACCADUTO NEL MIO AMBULATORIO:
In data Lunedì 16 giugno si sono presentate presso il mio ambulatorio 3 ragazze di età compresa fra 20 e 30 anni con un cane al guinzaglio trovato sabato pomeriggio lungo l’argine del fiume a Bondeno, dicendomi di averlo soccorso “in difficoltà” e chiedendomi di controllarne il microchip, palesemente convinte dell’abbandono e di uno stato di maltrattamento dell’animale (non riscontrabile in nessun modo visto che si trattava di cane ben tenuto ed emotivamente sereno)
AL CONTROLLO il cane era munito di regolare microchip.
Di seguito i dati del cane registrati in anagrafe canina
Chip: 380260160175828
ZOE.
AMSTAFF
FEMMINA
Nata 18/04/2021
colore blu/nero
(lievemente sovrappeso)
Contattato il proprietario per segnalare che il cane era stato trovato, il signore palesemente sollevato dalla notizia, mi autorizzava a lasciare alle ragazze il suo telefono al fine di accordare un’incontro per recuperare Zoe.
Ecco…. peccato che queste ragazze sono andate via dal mio ambulatorio con Zoe e non si sono in alcun modo fatte vive col proprietario!!
Escludo che possano aver scritto male il telefono perché, dopo 2 giorni, sarebbe stato fin troppo facile richiamarmi x chiedere conferma del numero.
A questo punto vorrei dare visibilità alla notizia sia per avere segnalazioni se qualcuno vedesse Zoe, sia per informare le ragazze che il proprietario di Zoe ha sporto denuncia per furto (giustamente ed è molto determinato a fare qualunque cosa per riavere un cane a cui è palesemente affezionato) e che la mancata restituzione del cane (quale che ne sia la motivazione) è penalmente perseguibile !!
Spero nella loro buona fede e ancora in un possibile equivoco.. perciò mi auguro che si facciano vive più presto possibile… !
PER FAVORE CONDIVIDETE!

Indirizzo

Via Cervino 36
Modena
41122

Orario di apertura

Lunedì 10:00 - 12:30
16:00 - 19:30
Martedì 10:00 - 12:30
16:00 - 19:30
Mercoledì 16:00 - 19:30
Giovedì 10:00 - 12:30
16:00 - 19:30
Venerdì 16:00 - 19:30
Sabato 10:00 - 12:30

Telefono

0592551056

Sito Web

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