Antonio Broccio Educatore Cinofilo

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Antonio Broccio Educatore Cinofilo Ho dedicato gli ultimi 40 anni a capire la giusta interazione tra l’uomo ed il cane

30/09/2026

Marcature

Quando un cane (soprattutto maschio) si trova all’interno di un territorio o ne attraversa regolarmente l’area, normalmente ne definisce i limiti, ne fissa alcuni punti ,cercando di marcare il più alto possibile (non gli scappa la p**ì 600 volte . come ancora credono alcuni proprietari babbei

) , spesso ne difende i confini in modo più o meno efficace …

Poco importa se quel territorio corrisponde ad un intero quartiere ad un immenso campo di grano, ad un pascolo di alta montagna, ad un giardino, ad un appartamento, ad un balcone o ad un box di due metri quadrati : il territorio va controllato e difeso (ricordatevi che anche il cane più socievole tende ad essere aggressivo e territoriale man mano che lo spazio in cui è rinchiuso diminuisce. Infilare le dita nella recinzione è pratica che sconsigliamo vivamente)

Evitare che il cane determini un territorio marcando ovunque è responsabilità assoluta del proprietario il quale si impegnerà a cambiare spesso itinerario di passeggiata, per evitare che il luogo venga memorizzato dal cane e che il Fuffino di turno lo consideri SUO e si metta a fare troppo il bulletto con gli altri maschietti della zona

Il proprietario EDUCATO , a differenza di quello MALEDUCATO , cercherà inoltre di evitare quanto possibile che il cane semini i suoi preziosi liquidi su muri, cancelli ,porte, automobili, arredi urbani, gambe altrui …

Limitando le zone in cui potrà marcare, impedendoglielo quando necessario (avete in mano un guinzaglio, siate padroni della situazione, p***a miseria ) e variando gli itinerari ,sarà più facile godersi passeggiate più serene, efficaci se è previsto del lavoro, e nel pieno rispetto del prossimo

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29/09/2026

ALIMENTAZIONE E COMPORTAMENTO: O L’ALIMENTAZIONE È ANCHE COMPORTAMENTO?

Chi si occupa di recupero comportamentale e di benessere del cane non può prescindere dall’osservazione del suo stato fisico e, in particolare, dal funzionamento dell’apparato gastrointestinale.

Oggi sappiamo che esiste una stretta comunicazione tra intestino e cervello, attraverso quello che viene definito asse intestino-cervello. Il microbiota, l’alimentazione, lo stato della barriera intestinale e i processi infiammatori possono interagire con i sistemi che regolano stress, emozioni, apprendimento e comportamento.

È importante però fare una precisazione: la serotonina viene prodotta in grande quantità a livello intestinale, ma questo non significa che la serotonina intestinale sia direttamente responsabile dell’umore del cane. La serotonina che agisce come neurotrasmettitore nel cervello è regolata a livello del sistema nervoso centrale.
Questo non rende meno importante l’intestino. Al contrario: alimentazione, salute gastrointestinale e comportamento sono elementi che possono essere strettamente collegati e che, in alcuni casi, devono essere valutati insieme.
Un cane che manifesta paura, reattività, difficoltà di gestione, alterazioni dell’apprendimento o cambiamenti comportamentali non dovrebbe essere osservato esclusivamente attraverso la lente dell’addestramento.

Prima di parlare soltanto di “educazione”, “doti naturali” o strumenti di gestione, è fondamentale chiedersi:
Come sta quel cane?
Come mangia?
Come digerisce?
Come dorme?
Ci sono dolore, disturbi gastrointestinali o altre condizioni fisiche che possono contribuire al comportamento?
Perché il comportamento non vive in un corpo separato dal resto.

E allora forse dovremmo smettere di pensare che basti uno strumento, un esercizio ripetuto o l’analisi delle doti naturali per risolvere ogni problema.
Il cane va osservato nella sua globalità. 🐾

Parliamone.

Marco De Paola/Centro di Psicologia Canina di Roma
☎️ 338 5497111
📍 Via di Torricola

Il primo compleanno di mio nipote
02/02/2026

Il primo compleanno di mio nipote

23/01/2026

La morte di Narcos non può e non deve essere archiviata come un fatto qualunque.

Dopo aver sporto denuncia, continuiamo a seguire da vicino ogni sviluppo della vicenda che ha portato all’uccisione di Narcos, il pitbull ucciso ad Ancona da un poliziotto. Un caso che ha profondamente scosso l’opinione pubblica e che solleva interrogativi seri, ai quali è doveroso dare risposte chiare.

Nella giornata di ieri, 22 gennaio, abbiamo partecipato alla perizia necroscopica, affiancando l’autorità giudiziaria con i nostri consulenti tecnici. Erano presenti il nostro responsabile Diritti Animali e avvocato Michele Pezone, insieme al dott. Rosario Fico, veterinario forense, e al dott. Paride Minervini, esperto balistico.

La nostra presenza non è un atto formale. È una presa di posizione.
Perché la verità conta. Perché ogni vita animale merita rispetto. Perché quando a sparare è chi dovrebbe tutelare la legge, il livello di attenzione deve essere massimo.

Nel corso delle operazioni peritali, abbiamo richiesto ulteriori accertamenti tecnici, ritenuti indispensabili per chiarire in modo completo e definitivo la dinamica dei fatti. Troppe sono ancora le ombre. Troppi i punti che meritano approfondimento.

Continueremo a seguire il procedimento in ogni sua fase, con rigore, competenza e determinazione, nel rispetto del principio di legalità e a tutela di Narcos.
Perché non accettiamo zone grigie.
Perché non vogliamo abituarci all’ingiustizia.
Per Narcos. E per tutti gli animali che non possono difendersi.

23/01/2026

Quante volte hai visto il tuo piccolo amico a quattro zampe lanciarsi contro un cane enorme e pensare:
“Ma non si rende conto di quanto è grande?”
Ebbene, non è incoscienza.
Non è che il tuo Chihuahua o il tuo Bassotto vogliano fare i bulli.
Dietro quell’abbaio c’è paura, emozione e… tanto amore per te.
Spesso i cani piccoli abbaiano di più perché:
Hanno avuto meno esperienze con cani di taglia diversa
Sentono la tua protezione e il tuo stato d’animo
Vogliono comunicare il loro disagio o mettere in chiaro i confini
In pratica, quel furioso abbaio non è un gesto di sfida,
ma un modo adattativo di dirti “Attento! C’è qualcosa che mi spaventa”.
E non tutti i cani piccoli reagiscono così.
Quelli che hanno fiducia, esperienza e un legame forte con il loro umano
sanno relazionarsi anche con cani enormi senza sbraitare.
La chiave? Comprendere il linguaggio dei nostri cani,
offrirgli esperienze sicure e aiutarli a crescere sicuri di sé.
Non è questione di taglia… ma di cuore, mente e fiducia.

Con Angelo Vaira - Ho appena ottenuto un riconoscimento come uno dei fan più attivi! 🎉
23/01/2026

Con Angelo Vaira - Ho appena ottenuto un riconoscimento come uno dei fan più attivi! 🎉

19/01/2026
18/01/2026

Castrazione del cane e comportamento: quando è opportuno castrare il cane per un problema comportamentale? Chi lo stabilisce? Quando farlo?

18/01/2026

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