Con più di quindici anni di esperienza so da tempo che molti pensano e affermano di lavorare con approccio cognitivo relazionale, non è così.Molto spesso si tratta solo di una affermazione vuota che non è supportata dai fatti.Lavorare proponendosi di restare coerenti con questo approccio significa per prima cosa non avere protocolli, riconoscere la assoluta individualità di ogni caso, cane e famig
lia. In secondo caso non cedere alle lusinghe e facilitazioni della obbedienza, che molti mascherano come apprendimento per il cane, ma che in definitiva è la cancellazione della sua personalità, della sua volontà. Certo il tutto fatto con gentilezza e generosa offerta di cibo, ma resta pur sempre un comportamento impositivo di un individuo su di un altro.Infine ma non ultimo il Tempo, tempo per capire e cambiare. Anche per il cane è necessario che si riesca a trovare del tempo perché capisca le nostre intenzioni, tempo per organizzare nuove risposte e soluzioni. Tempo perché possa emergere dal profondo della coscienza una nuova via, un diverso modo di relazionarsi con noi e con l’ambiente