14/10/2026
IL BENESSERE DEL CANE NON SI MISURA DALL'OBBEDIENZA NÉ DALLA RAPIDITÀ DEI RISULTATI.
Le recenti dichiarazioni di CSEN Cinofilia ci portano a prendere una posizione chiara.
Come scuola di educazione cinofila In Alto le Code, abbiamo una precisa visione del cane, dell'educazione e della relazione tra esseri umani e animali. Una visione che nasce dalla formazione, dall'esperienza professionale e da un approccio di cognizione e relazione nel quale ci riconosciamo profondamente.
Siamo fermamente contrari all'idea che il risultato finale possa giustificare gli strumenti utilizzati per ottenerlo.
Un cane che smette di abbaiare, reagire o manifestare un comportamento problematico ci sta mostrando che quel comportamento è cambiato, non che il suo stato emotivo sia migliorato.
La soppressione di un comportamento non equivale alla risoluzione delle sue cause. Attraverso la coercizione possiamo ottenere un cane che rinuncia a comunicare per evitare conseguenze spiacevoli, anziché un individuo che sviluppa competenze e maggiore sicurezza.
Troviamo altrettanto discutibile il concetto di correzione proporzionata. Proporzionata secondo chi? Secondo quali parametri? La percezione del cane non coincide con la valutazione dell'essere umano. Comprendere una punizione non significa acquisire una competenza.
Riteniamo inoltre fondamentale riportare l'attenzione sulle motivazioni e sui bisogni specie-specifici del cane, troppo spesso interpretati esclusivamente attraverso le nostre esigenze.
Abbaiare, difendere, manifestare diffidenza, cercare distanza o reagire sono comportamenti che vanno compresi nel loro contesto, non semplicemente eliminati perché scomodi. Educare significa interrogarsi sulle loro origini, riconoscere le motivazioni dell'individuo e costruire possibilità di espressione compatibili con la convivenza.
La sicurezza rimane imprescindibile, ma la pericolosità di un comportamento non giustifica la coercizione come risposta educativa.
Non condividiamo nemmeno l'idea che la rapidità di un percorso rappresenti di per sé un vantaggio per il cane. Il tempo è parte dell'apprendimento, della costruzione della fiducia e dello sviluppo delle competenze. Il benessere non si misura attraverso la velocità con cui otteniamo ciò che desideriamo.
La nostra idea di educazione non è permissività né assenza di limiti. È conoscenza, responsabilità, osservazione e rispetto dell'individuo. Significa anche riconoscere che la relazione richiede un cambiamento da entrambe le parti.
Non possiamo pretendere che sia sempre il cane ad adattarsi, riservandoci il diritto di correggere ciò che non comprendiamo o non sappiamo gestire.
Per questo riteniamo particolarmente importante la responsabilità degli enti che rappresentano e formano professionisti del settore cinofilo. Le parole utilizzate per definire il benessere animale e gli strumenti considerati accettabili esprimono una precisa visione educativa, dalla quale prendiamo nettamente le distanze.
Non è una competizione fra professionisti. È una questione di principi, responsabilità e rispetto verso individui senzienti.
Il benessere del cane non è un risultato da raggiungere dopo averne corretto i comportamenti. È il principio che deve guidare ogni intervento, dall'inizio alla fine.
Non vogliamo cani che abbiano imparato a non esprimere ciò che provano. Vogliamo individui capaci di sviluppare competenze, comunicare, scegliere e vivere una relazione nella quale non siano sempre loro a dover rinunciare a qualcosa di sé per adattarsi a noi.
Questa è la cinofilia nella quale crediamo. Questa è la posizione della nostra scuola.
IN ALTO LE CODE
Scuola di Educazione Cinofila