18/09/2015
...a modesto corollario delle bellissime parole di Leonardo da Vinci vorrei provare a spiegare come nel mio caso si diventi vegetariani, anzi vet-veg cioè veterinari-vegetariani.
Direi che.. succede!Inteso non in senso fatalistico ma come evento finale che,appunto, succede ad una serie di premesse, ad una serie di domande e di atteggiamenti .E poi, a cascata, diviene inevitabile non dare seguito alle premesse e diviene impossibile frenare gli eventi ed i pensieri. In breve, nel mio caso, piano piano, mi dava disagio la netta dicotomia tra una professione tesa alla salvaguardia della salute e benessere degli animali dove quotidianamente si assiste al dolore,alla profondità dei sentimenti che gli animali provano e dove durante il giorno ero primo testimone della sensibilità degli stessi, della loro sofferenza ed anzi provavo anche, nel mio piccolo, ad alleviarla e .... poi si dimenticava tutto ciò per vederli come fonte di cibo, prodotto alimentare,anzi in realtà come pezzo di qualcosa e non più di qualcuno. In breve, nel mio caso, tutto ciò è divenuto inconcepibile ed il passaggio è stato veloce, allegro e semplice .Credo che l'unica motivazione possibile sia questa anche se declinata in maniera diversa a seconda delle varie sensibilità che ognuno di noi ha, ognuno con i suoi tempi ognuno con le stesse tappe ed indecisioni.
Non funziona e non può funzionare alcuna scelta dettata dalla dieta, salute o moda....qui quello che comanda deve essere il cuore e non il cervello!Grazie a chiunque vorrà leggere queste piccole note di un ....veterinario di provincia.
P.s. Credo che la dieta vegetariana o vegana siano molto salutari e facciano bene ma quand'anche mi dimostrassero il contrario per i motivi suddetti non cambierei idea.
P.p.s. Dedico questa breve nota ad una amica distratta che mi pregava di farlo