Centro di Cultura Felina

Centro di Cultura Felina La felicità del tuo gatto? E' la nostra professione! Cultura Felina nasce infatti per diffondere la C

Il Centro di Cultura Felina (CCF) è un centro di studio e formazione sulla psicologia, sul comportamento, sul benessere e sull’etologia del gatto e della sua relazione con l’uomo. E’ il primo Centro in Italia interamente e completamente dedicato al gatto. Nasce da una grande passione per il mondo felino e dal desiderio di divulgare il più possibile conoscenza e consapevolezza su questo meraviglios

o animale, esaltandone le straordinarie doti e qualità e la profondità della relazione che esso è in grado di stabilire con un altro essere vivente, tra cui l’uomo. La Mission del CCF infatti è proprio quella di promuovere l’Etologia Felina divulgando una CORRETTA CULTURA FELINA, incoraggiando professionisti, semplici proprietari e curiosi del modo felino, a rispettare i bisogni e gli istinti del gatto mantenendo il più naturale e soddisfacente possibile la sua convivenza con l’uomo. La Vision del CCF è quella di formare dei veri e propri esperti in convivenza, relazione, comunicazione, psicologia, comportamento ed etologia felina. Il nostro motto è Se li ami li conosci® – per una corretta Cultura Felina® .

“Il mio gatto è geloso.”Quante volte lo diciamo quando il gatto si intromette, soffia, fa p**ì fuori posto o sembra “off...
11/06/2026

“Il mio gatto è geloso.”
Quante volte lo diciamo quando il gatto si intromette, soffia, fa p**ì fuori posto o sembra “offeso” perché è arrivato qualcuno di nuovo in casa?

Ma la verità è questa:
il gatto non è geloso come un essere umano.

Non sta pensando:
“Mi hai sostituito.”
“Vuoi più bene a lui che a me.”
“Adesso mi vendico.”

Questa è una lettura umana.
È antropomorfismo.

Il gatto, invece, ragiona in modo profondamente diverso.

Nell' articolo della nostra Operatrice BEG®️ Miriam Tiengo
https://www.culturafelina.it/il-gatto-e-davvero-geloso/ leggerai che quando arriva un nuovo gatto, un cane, un partner, un neonato o cambia la routine familiare, il gatto non vive la situazione come un tradimento affettivo, ma come una possibile alterazione del suo equilibrio.

Per lui possono cambiare cose fondamentali:
lo spazio,
gli odori,
i rumori,
le risorse,
i tempi con l’umano,
la prevedibilità della casa.

E quando il gatto perde prevedibilità, può cercare di ristabilire sicurezza.

Ecco perché può iniziare a marcare con la p**ì, graffiare di più, nascondersi, vocalizzare, soffiare o cercare di allontanare il nuovo arrivato.

Non lo fa per dispetto.
Non lo fa per vendetta.
Non lo fa perché è “cattivo”.

Lo fa perché sta cercando di adattarsi a un cambiamento che, per lui, può essere destabilizzante.

Il punto non è correggere moralmente il gatto.
Il punto è chiedersi:

Che cosa è cambiato nel suo territorio?
Quale risorsa sente meno accessibile?
Quale routine è stata interrotta?
Come posso restituirgli sicurezza?

A volte bastano piccoli accorgimenti:
mantenere le sue abitudini,
non privarlo dei momenti esclusivi con noi,
gestire bene le risorse,
fare inserimenti graduali,
creare associazioni positive,
rispettare i suoi tempi.

Quando smettiamo di vedere il gatto come un “piccolo umano geloso” e iniziamo a leggerlo come gatto, cambia tutto.

Perché il suo comportamento non è una provocazione.
È una comunicazione.

E noi possiamo davvero aiutarlo solo quando impariamo ad ascoltarlo nella sua lingua.

Il gatto non ha bisogno di essere giudicato.
Ha bisogno di essere compreso.

E tu hai mai pensato che il tuo gatto fosse geloso? Diccelo nei commenti 👇🏻

Il tuo gatto mangia le piante? Forse non sta cercando una pianta. Sta cercando qualcosa che gli manca.Molti pensano che ...
01/06/2026

Il tuo gatto mangia le piante? Forse non sta cercando una pianta. Sta cercando qualcosa che gli manca.

Molti pensano che il gatto mastichi le foglie perché è dispettoso, distratto o perché “gli piace distruggere le piante”.

In realtà, spesso il comportamento ci racconta qualcosa di molto più interessante.

Un gatto che mangia le piante può essere alla ricerca di fibre, può cercare di favorire il transito intestinale o la gestione dei boli di pelo. Ma non sempre la spiegazione è alimentare. In alcuni casi quel vaso sul davanzale diventa l’unica cosa nuova, viva e interessante in una giornata troppo prevedibile.

E qui arriva la domanda che raccomandiamo
Di porre durante le consulenze:

👉 Il problema è davvero la pianta?

Perché a volte togliamo la pianta e il gatto trova subito qualcos'altro da mordicchiare.

Cavi.Scatole.Carta.Oggetti lasciati sul tavolo.

Quando accade, il focus non dovrebbe essere "come proteggo la pianta?", ma:

"Il mio gatto sta esprimendo tutti i suoi bisogni quotidiani?"

Esplora?Gioca?Caccia?Ha occasioni per utilizzare il proprio ambiente?Ha qualcosa che sostituisca in modo sicuro quel comportamento?

La pianta è spesso il sintomo visibile.La domanda giusta è capire quale bisogno invisibile sta cercando di soddisfare.

E il tuo gatto?

Ha una pianta preferita che prende di mira ogni volta? 🌱🐱

🐾 Se lavori con i gatti, la fase di transizione territoriale non può essere letta in modo intuitivo o superficiale.I pri...
25/05/2026

🐾 Se lavori con i gatti, la fase di transizione territoriale non può essere letta in modo intuitivo o superficiale.

I primi 30 giorni dopo un’adozione, un trasferimento o un nuovo inserimento sono un momento decisivo: il gatto perde riferimenti, mappe, odori e sicurezza.

È proprio qui che possono emergere molte difficoltà comportamentali legate alla costruzione del nuovo equilibrio territoriale.

APT – Transizione Territoriale Felina è un percorso di formazione avanzata in etologia applicata, sviluppato dalla Dott.ssa Ewa Princi.

Un programma specialistico dedicato alla lettura clinica della transizione post-adozione e post-trasferimento.

Rivolto a consulenti, educatori e operatori del settore felino che desiderano acquisire strumenti concreti, replicabili e realmente applicabili nel lavoro quotidiano.

📍 Scopri il programma completo
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Il gatto dopo un trasloco sta perdendo i suoi riferimenti.Per noi cambiare casa significa scatoloni, fatica, nuovi spazi...
18/05/2026

Il gatto dopo un trasloco sta perdendo i suoi riferimenti.

Per noi cambiare casa significa scatoloni, fatica, nuovi spazi da organizzare.

Per il gatto, invece, significa qualcosa di molto più profondo: perdere all’improvviso la sua mappa.

La casa, per lui, non è solo un luogo.
È fatta di odori, percorsi sicuri, punti di osservazione, rifugi, marcature, routine.

Quando tutto questo cambia, il suo sistema nervoso può andare in allerta.

Ecco perché dopo un trasloco alcuni gatti:

si nascondono,
mangiano meno,
miagolano di notte,
diventano più irritabili,
fanno p**ì fuori dalla lettiera,
evitano il contatto.

Non lo fanno per dispetto.
Lo fanno perché il nuovo ambiente non è ancora diventato familiare.

In questi casi, la cosa più importante è non forzare.

Meglio lasciare al gatto tempi e spazi, portare nella nuova casa coperte, cucce e oggetti con il suo odore, mantenere il più possibile le stesse routine e creare una zona sicura da cui possa iniziare a esplorare.

Anche il gioco può aiutare, se proposto con calma: una breve sessione con la cannetta può favorire movimento, scarico della tensione e recupero di sicurezza.

Attenzione però: se il gatto non mangia per più giorni, urina fuori dalla lettiera o appare molto diverso dal solito, è sempre importante sentire il veterinario.

Il trasloco non è solo un cambio di casa.

Per il gatto è una transizione territoriale.

E più impariamo a leggere il suo comportamento come un messaggio, più possiamo aiutarlo davvero.

Leggi tutto l'articolo della nostra Consulente in Cultura FelinaⓇ Giorgia Cappelletti >>> https://www.culturafelina.it/perche-un-gatto-cambia-comportamento-dopo-un-trasloco/

Hai mai vissuto un trasloco con il tuo gatto? Come ha reagito? Scrivilo nei commenti

Sei davvero sicuro che bastino sempre solo le fasi di introduzione  ? Te lo svela domani la dott.ssa PrinciTanti inserim...
13/05/2026

Sei davvero sicuro che bastino sempre solo le fasi di introduzione ? Te lo svela domani la dott.ssa Princi

Tanti inserimenti falliscono anche quando sembrano fatti “con calma”…

Ancora poche per iscriversi al webinar di domani sera >>>

https://esmerise.com/webinar/pages/inserimentotragatti

Esiste una dimensione invisibile in ogni convivenza.Quando parliamo di inserimento tra gatti, spesso pensiamo solo a ciò...
11/05/2026

Esiste una dimensione invisibile in ogni convivenza.

Quando parliamo di inserimento tra gatti, spesso pensiamo solo a ciò che si vede:
soffi, inseguimenti, zuffe, tensioni evidenti.

Ma il conflitto raramente nasce all’improvviso.

Prima, molto prima, esiste una dimensione silenziosa che cambia lentamente.

Un gatto che smette di attraversare una stanza.
Un riposo meno profondo.
Una ciotola usata con più velocità.
Un corridoio evitato.
Un controllo costante dell’ambiente.
Una rinuncia invisibile.

Per noi umani può sembrare “niente”.
Per il gatto può essere l’inizio della perdita di sicurezza.

Per questo inserire un nuovo gatto non significa semplicemente “farli conoscere”.

Significa comprendere come cambia la percezione del territorio, della prevedibilità, delle distanze e della libertà di scelta all’interno della casa.

Perché il nuovo gatto non entra solo in un ambiente.

Entra in una mappa già abitata.

E spesso il vero lavoro non è creare vicinanza.
È impedire che il sistema entri lentamente in allerta.

Il comportamento non è mai solo comportamento.

È il linguaggio invisibile della convivenza.

ISCRIVITI AL WEBINAR DI GIOVEDI' 14 MAGGIO ORE 20 >>>

Quando arriva un nuovo gatto in casa, molti pensano che il momento più importante sia “farli conoscere”.In realtà, il pr...
10/05/2026

Quando arriva un nuovo gatto in casa, molti pensano che il momento più importante sia “farli conoscere”.

In realtà, il primo incontro visivo è solo una piccola parte del processo.

La vera introduzione comincia molto prima:
quando il nuovo gatto entra in un ambiente che per l’altro è già territorio, memoria, routine, sicurezza.

Per il gatto residente non sta semplicemente arrivando “un amico”.
Sta cambiando la mappa della casa.

Cambiano gli odori.
Cambiano i rumori.
Cambiano le risorse percepite.
Cambiano i percorsi abituali.
Cambia la prevedibilità del suo mondo.

E per il nuovo gatto non è diverso: anche lui non sta solo conoscendo un altro gatto, ma sta cercando di capire se quel luogo è sicuro, se può muoversi, dove può rifugiarsi, dove può mangiare, dove può eliminare, dove può riposare senza sentirsi esposto.

Per questo le fasi di introduzione non vanno vissute come una scaletta rigida da completare in fretta.

Non sono:

“Dopo tre giorni apro la porta.”
“Dopo una settimana devono vedersi.”
“Se non si soffiano più allora posso lasciarli insieme.”

Le fasi servono a osservare, non a forzare.

Prima si lavora sull’odore.
Poi sulla presenza indiretta.
Poi sulla distanza.
Poi sulla possibilità di vedersi senza doversi affrontare.
Poi sulla condivisione graduale dello spazio.

Ma il criterio non è il tempo.
Il criterio è la risposta dei gatti.

Un gatto che mangia davanti alla porta ma poi resta rigido non è ancora tranquillo.
Un gatto che non soffia ma fissa l’altro con il corpo teso non è necessariamente sereno.
Un gatto che si nasconde dopo ogni incontro non sta “facendo il difficile”: sta dicendo che il sistema è ancora troppo carico.

Una buona introduzione non si misura dalla rapidità con cui i gatti stanno nella stessa stanza.

Si misura da quanto riescono a recuperare calma, curiosità, appetito, gioco, riposo e libertà di movimento.

Il vero obiettivo non è “non farli litigare”.

Il vero obiettivo è costruire una convivenza in cui nessuno dei due debba vivere l’altro come una minaccia.

Perché tra gatti la relazione non nasce solo dall’incontro.
Nasce dallo spazio.
Dal tempo.
Dalla prevedibilità.
Dalla gestione corretta delle risorse.
E dalla capacità dell’umano di non avere fretta.

Una convivenza sana si costruisce prima di tutto nel territorio.

L’inserimento tra gatti non è mai solo una questione di “farli conoscere”.Quando arriva un nuovo gatto, cambia l’intero ...
02/05/2026

L’inserimento tra gatti non è mai solo una questione di “farli conoscere”.

Quando arriva un nuovo gatto, cambia l’intero equilibrio della casa: odori, percorsi, risorse, punti di riposo, routine, vie di fuga e senso di sicurezza. Per il gatto residente può significare perdere prevedibilità; per il nuovo gatto può significare entrare in un ambiente sconosciuto, senza mappa e senza riferimenti stabili.

Per questo seguire le fasi non basta, se non si comprende che cosa quelle fasi stanno proteggendo.

In questo nuovo webinar scoprirai come leggere l’inserimento da una prospettiva più profonda e concreta: non come una procedura rigida, ma come una vera ristrutturazione del territorio.

Vedremo perché il conflitto può iniziare molto prima della zuffa, quali segnali osservare, quali errori umani accendono la tensione e come capire se la casa è davvero pronta a reggere una nuova presenza.

Un incontro pensato per chi vive con i gatti, per chi sta per accogliere un nuovo gatto e per chi desidera comprendere meglio le dinamiche invisibili della convivenza felina.

14 maggio ore 20 >>> Non puoi esserci live? Nessun problema: riceverai il replay e potrai guardarlo quando vuoi entro il periodo di accesso previsto.

Cosa ottieni:
👉🏻Slides
👉🏻Partecipazione live con Q&A
👉🏻Replay
👉🏻Mini checklist: “I segnali da osservare durante l’inserimento”
👉🏻Mini guida: “Gli errori da evitare nei primi giorni”
👉🏻Attestato digitale di partecipazione

Iscriviti subito >>> https://esmerise.com/webinar/pages/inserimentotragatti

Il tuo gatto dorme 16 ore al giorno. E in ognuna di quelle ore, ti sta mostrando qualcosa che risale a migliaia di anni ...
30/04/2026

Il tuo gatto dorme 16 ore al giorno. E in ognuna di quelle ore, ti sta mostrando qualcosa che risale a migliaia di anni fa. 🐾

Il problema è che quasi nessuno sa come leggerlo.

Quando osservi il tuo gatto rannicchiato sul divano, con le zampe che fremono nel sonno, o appollaiato in cima all'armadio con gli occhi semichiusi... stai guardando un archivio ancestrale. Un comportamento che non è cambiato da quando il gatto non era ancora domestico, ma un predatore solitario che doveva sopravvivere ogni giorno.

Il sonno non è mai solo riposo. È una finestra diretta sull'etologia felina.

🌀 Si raggomitola su sé stesso?

Non è solo per il caldo. In natura, quella posizione proteggeva gli organi vitali da attacchi improvvisi. Se il tuo gatto dorme spesso in quella postura anche in estate, potrebbe essere che il suo sistema nervoso non si sia ancora completamente regolato sull'ambiente. Non è carattere. È un segnale da osservare, non ignorare.

☀️ Pancia all'aria — il segnale più frainteso di tutti.

Quasi ogni proprietario lo interpreta come un invito alle coccole. E quasi ogni gatto viene disturbato proprio in quel momento.

La pancia all'aria non è un invito. È una dichiarazione di sicurezza territoriale. Il gatto sta esponendo la zona più vulnerabile del suo corpo perché in quel momento, in quell'ambiente, si sente abbastanza al sicuro da farlo. È un gesto di fiducia profonda verso lo spazio — non necessariamente verso le tue mani.

Quando lo disturbate accarezzandolo, non sta "cambiando umore all'improvviso". Sta semplicemente rispondendo a una violazione di un confine che aveva segnalato in modo chiarissimo.

👁️ Occhi semiaperti durante il sonno.

Sembra strano, quasi inquietante. In realtà è uno dei residui evolutivi più affascinanti del gatto domestico.

I felidi in natura non potevano permettersi di abbassare completamente la guardia. Il sonno profondo era rischioso. Così il sistema nervoso ha sviluppato la capacità di riposare mantenendo una soglia di allerta attiva. Anche il gatto sul tuo divano — con la ciotola piena e nessun predatore in vista — conserva questo meccanismo intatto.

Se il tuo gatto dorme raramente in modo profondo e rilassato, è possibile che qualcosa nell'ambiente non gli permetta di sentirsi davvero al sicuro.

🏠 Dove sceglie di dormire è importante quanto come dorme.

Sul tuo cuscino? Sta cercando il tuo odore — il più potente marker di sicurezza che conosce. È fiducia pura.

Nascosto in una scatola o sotto il letto? La compressione è protezione. Un gatto che dorme quasi sempre in posti nascosti e angusti sta comunicando che il suo sistema nervoso è ancora in modalità difensiva.

In alto, sopra l'armadio o sul frigorifero? Sta mantenendo il controllo visivo del territorio anche durante il riposo. L'altezza, per il gatto, non è capriccio — è sicurezza evolutiva.

Ogni scelta di sonno ha una funzione. Sempre.

Imparare a leggerla significa smettere di interpretare il gatto attraverso le nostre categorie umane — "è coccolone", "è selvatico", "è strano" — e iniziare a osservarlo per quello che è davvero: un animale con una biologia precisa, un sistema nervoso sofisticato e un linguaggio che comunica continuamente.

Anche quando dorme. 🐈

Questo è esattamente ciò che insegniamo in Cultura Felina®: non solo cosa fa il gatto, ma perché lo fa — con rigore etologico e profonda attenzione al benessere animale.

💾 Salva questo post la prossima volta che osservi il tuo gatto dormire, tornerai a rileggerlo con occhi completamente diversi.

💬 Scrivi nei commenti: in quale posizione dorme il tuo? Raccontacelo — ogni risposta è un piccolo esercizio di osservazione etologica.

👉 Segui Cultura Felina® per continuare a costruire una relazione più consapevole con il tuo gatto.

Un’adozione non è un “ambientamento”.È una rottura territoriale totale.Quando un gatto entra in una nuova casa perde:• l...
28/04/2026

Un’adozione non è un “ambientamento”.
È una rottura territoriale totale.

Quando un gatto entra in una nuova casa perde:
• le sue mappe olfattive
• le sue abitudini spaziali
• le sue routine regolative
• la sua sicurezza prevedibile

Non sta “iniziando una nuova vita”.
Sta cercando di sopravvivere in un territorio sconosciuto.

E qui nasce il primo grande errore umano:
interpretare i suoi comportamenti come carattere.

Si nasconde?
“È timido.”

Non mangia?
“Si deve solo abituare.”

Dopo due settimane inizia a marcare?
“È dispettoso.”

No.

Sta attraversando una finestra neurobiologica precisa.

I primi 90 giorni determinano l’equilibrio futuro.

Se letti male → generano problemi.
Se letti correttamente → costruiscono stabilità.

Il punto non è “dargli tempo”.
Il punto è sapere cosa sta accadendo nel suo sistema nervoso.
E saper intervenire quando serve e come serve.

Questo è il motivo per cui abbiamo creato l’APT Advanced Professional Training
"Transizione Territoriale Felina".

Perché l’integrazione non è fortuna.
È lettura corretta + intervento preciso.

Se lavori con i gatti o vuoi davvero capire cosa succede nei primi 90 giorni, questo percorso avanzato è un MUST

👉🏻 >>> https://esmerise.com/transizioneterritorialefelina

Indirizzo

Via Del Poggio 8 Gorizia
Gorizia
34170

Orario di apertura

Lunedì 09:30 - 12:30
15:30 - 19:00
Martedì 09:30 - 12:30
15:30 - 19:00
Mercoledì 09:30 - 12:30
15:30 - 19:00
Giovedì 09:30 - 12:30
15:30 - 19:00
Venerdì 09:30 - 12:30
15:30 - 19:00
Sabato 09:30 - 12:30

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