26/08/2026
Una storia di tanti anni fa… e una lezione che porto ancora con me
Oggi voglio raccontarvi una storia di tanti anni fa, legata a Zeus, nato l’11 maggio 2014. Non lo faccio per puntare il dito contro qualcuno né per riaprire vecchie questioni, ma perché a volte, dietro a un cane e a una semplice esposizione, ci sono esperienze che meritano di essere condivise.
Quando Zeus aveva appena sei mesi, lo portai alla sua prima esposizione: uno Speciale del Bolognese a Lodi. Mi iscrissi semplicemente come privata, Eli Lorena.
Zeus, però, aveva già il nome Zeus della Corte del Piola.
Alla sua nascita avevo chiesto direttamente all’ENCI se fosse possibile attribuirgli quel nome, pur non avendo ancora un affisso ufficiale. Mi era stato spiegato che, trattandosi di una mia cucciolata, potevo utilizzare il nome scelto in previsione di un futuro affisso. Seguii quindi le indicazioni che avevo ricevuto.
E arrivò quel giorno.
Erano presenti allevatori con moltissimi anni di esperienza nel mondo del Bolognese, persone che conoscevo e rispettavo. Io ero lì semplicemente con Zeus e Berti, pronta a vivere la mia prima esperienza.
Zeus, però, quel giorno fece qualcosa che ancora oggi ricordo con un sorriso.
Vinse.
Vinse la sua classe, conquistò il titolo di Miglior Soggetto di Razza e arrivò al Best in Show, dove vinse nuovamente.
Per me fu una giornata meravigliosa, una di quelle che restano nel cuore per tutta la vita.
Qualche giorno dopo, però, ricevetti una telefonata dall’ENCI. Qualcuno, presente alla manifestazione, aveva segnalato che, secondo loro, sul catalogo delle iscrizioni mi sarei presentata come allevatrice.
Rimasi sinceramente sorpresa.
Spiegai semplicemente come stavano le cose: sul libretto avevo scritto Eli Lorena, senza dichiararmi allevatrice. Zeus era nato da me, non lo avevo acquistato da nessuno, e il nome che portava era stato scelto seguendo le indicazioni ricevute dall’ENCI stesso.
Mi dissero di stare tranquilla e di continuare per la mia strada.
Ed è quello che feci.
Non ho mai fatto nomi e non ne farò nemmeno oggi. Non mi interessa. Ciò che desidero raccontare è quello che questa esperienza mi ha insegnato.
Zeus è cresciuto, è diventato un cane meraviglioso e mi ha regalato tantissime soddisfazioni. Ha ottenuto risultati importanti, ma per me non è questo l’aspetto più significativo.
Al primo posto vengono sempre la salute, il benessere e la felicità del cane.
Negli anni ho conosciuto anche un lato della cinofilia che non sentivo appartenermi. Questo mi ha portata a prendere una decisione importante: allontanarmi gradualmente dal mondo delle esposizioni.
Non sono una persona che vive la vittoria degli altri come una sconfitta personale. Se un cane è bello, lo riconosco; se vince, sono felice per lui. Non ho mai pensato che, per arrivare davanti agli altri, fosse necessario danneggiare qualcuno, tanto meno un cane.
Per questo, quando ho capito che certe dinamiche non erano più compatibili con il mio modo di vivere la cinofilia, ho scelto semplicemente di fare un passo indietro.
Ho scelto la mia strada.
Perché vi racconto tutto questo oggi?
Perché viviamo in un mondo, soprattutto sui social, in cui spesso vediamo soltanto ciò che le persone decidono di mostrarci. E non tutto ciò che viene raccontato corrisponde necessariamente alla verità.
Ci sono persone meravigliose, sincere e corrette, ma anche persone capaci di parlare degli altri senza conoscere davvero la loro storia.
Per questo condivido una lezione che ho imparato sulla mia pelle:
ascoltate, ma soprattutto osservate.
Informatevi.
Fatevi una vostra opinione.
Non credete a tutto ciò che vi viene raccontato.
Sono arrivata fin qui senza dover togliere nulla a nessuno. Non ho mai avuto bisogno di inventare, manipolare o calpestare qualcun altro per costruire la mia strada.
Ho lavorato, imparato, commesso errori, continuato a studiare e, soprattutto, ho sempre messo i miei cani al primo posto.
Forse è proprio questa la lezione più importante che Zeus mi ha insegnato:
alla fine, non sono i titoli a raccontare chi siamo.
Sono le scelte che facciamo quando nessuno ci guarda.
Questa è una storia di tanti anni fa. Non cerca colpevoli né nemici.
È semplicemente un piccolo pezzo della mia storia.
E oggi, guardando Zeus, posso solo sorridere e pensare:
“Quel giorno a Lodi non aveva vinto soltanto un cane. Era iniziato un viaggio che mi avrebbe insegnato tantissimo.” ❤️