10/10/2026
In foto Gigetto, ora Alì, che da Baghdad è arrivato al rifugio e ha trovato una casa e una famiglia. Ma molti suoi compagni sono rimasti là....
Invitiamo tutti a scrivere una mail per salvare i gatti di Baghdad.
La speranza è quella di esprimere preoccupazione, di esercitare una certa pressione perchè la situazione si sta deteriorando e sempre più gatti sono malati o sono morti. Le gatte non sono più sterilizzate e i gatti castrati, sembra di essere ritornati alla situazione precedente a quando avevo messo in piedi il progetto di assistenza. Solo che ora è rimasta poca gente e questa agenzia dell'ONU, nonostante si fosse impegnata a riprendere il progetto, ora ha messo circa 70 gatti nelle mani di un paio di volontarie, che investono il loro stipendio (iracheno), il tempo - anche nei fine settimana - per mantenerli vivi, e che purtroppo non riescono a star dietro a tutte le emergenze che ora sempre più insorgono. Sempre più gatti si ammalano, spariscono, muoiono e ci sono sempre più gravidanze....Io le sto provando tutte. Se questi santuari hanno anche contatti con altre organizzazioni, anche estere, che condividano pure, più messaggi vengono inviati più c'è speranza...Grazie🧡
Di seguito gli indirizzi e il testo (solo quello in inglese, l'altro è la traduzione affinchétutti sappiano cosa vanno a chiedere). In fondo firmate con vostro nome e cognome.
Da indirizzare a questi indirizzi email: Titon Mitra, UNDP Iraq Resident Representative (è Il Rappresentate di UNDP in Iraq) e
Mehdi Khaliki, che in teoria gestisce il progetto
[email protected]
[email protected]
Testo:
Oggetto: Urgent concern regarding the welfare of cats within the UN compound in Baghdad
Dear Mr. Mitra, UNDP Iraq Management,
We are writing as an Italian animal sanctuary and organization and citizen to express our deep concern regarding the welfare of the cats living within the United Nations compound in Baghdad. Some of us, organizations, have adopted cats from there, which makes us particularly attentive to their wellbeing and situation.
We are aware that UNAMI previously implemented in the same compound a structured and well-regarded programme providing adequate food, regular veterinary care, sterilization, monitoring, and a functioning clinic. Even from the outside, this was known as a positive and successful example of responsible and humane management and care within UN operations.
Recent consistent reports indicate that this standard of care has now deteriorated severely. Despite UNDP having resumed the project after the UNAMI departure, food provision has been drastically cut, leaving the animals at risk of starvation, and veterinary assistance appears to have largely stopped, with the clinic reportedly de facto non-operational. We have been informed that some cats have already died, others are missing, several are ill, and pregnancies are no longer controlled. The situation is becoming increasingly serious, with more cats falling sick and the remaining animals surviving largely thanks to the extraordinary efforts of a pair of volunteers.
At present, these volunteers are essentially keeping the cats alive, bearing the costs themselves, giving their own time, and witnessing suffering they cannot adequately address due to the absence of veterinary support. They continue doing so because they know that, without their intervention, many of these animals would otherwise die. Relying on volunteers for essential daily care appears to signal a disengagement from responsibilities previously assumed by the United Nations. A volunteer-based system is not sustainable: volunteers naturally come and go and cannot guarantee daily feeding, veterinary treatment or medical monitoring. These animals depend on stable, structured care.
The situation is particularly difficult to reconcile with the standards of care previously established within the same UN compound.
As an organization committed to animal welfare, we respectfully recall that the United Nations has an ethical responsibility toward living beings under its protection. We wish to recall the Universal Declaration of Animal Rights, proclaimed at UNESCO (Paris, October 1978), which recognizes, among other principles, that animals have a right to respect, consideration, good treatment and human protection. The United Nations Environment Assembly (UNEA) has also adopted a resolution recognizing animal welfare as an issue of international concern.
Allowing these cats to fall back into neglect would contradict the standards of care previously established and would expose the Organization to serious moral and reputational concerns.
Given the seriousness and continuing deterioration of the situation, we therefore respectfully urge UNDP to:
1. Maintain responsibility for the cat welfare programme, avoiding transferring full responsibility to volunteers.
2. Restore adequate food supplies.
3. Reinstate regular veterinary care, including treatment and sterilization of the cats, and restore the necessary veterinary infrastructure.
4. Ensure the animals’ safety in any future handover of the compound.
We trust that UNDP will take the necessary steps to uphold the standards and responsibilities of care previously established and to prevent further avoidable suffering and deaths.
Sincerely,
(Nome del santuario/rifugio/organizzazione o nome.e cognome)
Italy
Oggetto: Urgente preoccupazione per il benessere dei gatti all’interno del compound delle Nazioni Unite a Baghdad
Gentile Sig. Mitra,
Gentile Direzione di UNDP Iraq,
scriviamo in qualità di santuario e organizzazione italiana per esprimere la nostra profonda preoccupazione per il benessere dei gatti che vivono all’interno del compound delle Nazioni Unite a Baghdad. Alcune di noi, organizzazioni, hanno adottato gatti provenienti da quel luogo, il che ci rende particolarmente attenti alle loro condizioni e al loro benessere.
Siamo a conoscenza del fatto che, in precedenza, UNAMI aveva attuato nello stesso compound un programma strutturato e considerato positivamente, che garantiva un’adeguata alimentazione, regolari cure veterinarie, la sterilizzazione, il monitoraggio degli animali e un ambulatorio veterinario funzionante. Anche dall’esterno, tale programma era conosciuto come un esempio positivo e riuscito di gestione responsabile e rispettosa del benessere degli animali nell’ambito delle operazioni delle Nazioni Unite.
Recenti e concordanti informazioni indicano che questo standard di cura è ora gravemente deteriorato. Nonostante UNDP abbia ripreso il progetto dopo la partenza dell’UNAMI, la fornitura di cibo è stata drasticamente ridotta, mettendo gli animali a rischio di denutrizione, mentre l’assistenza veterinaria sembra essere praticamente cessata e l’ambulatorio risulta, secondo quanto riferito, di fatto non operativo. Ci è stato riferito che alcuni gatti sono già morti, altri sono scomparsi, diversi sono malati e le gravidanze non sono più controllate. La situazione sta diventando sempre più grave, con un numero crescente di gatti che si ammala e gli animali rimasti che riescono a sopravvivere in larga misura grazie agli straordinari sforzi di un paio di volontari.
Attualmente, questi volontari stanno di fatto mantenendo in vita i gatti, sostenendo personalmente le spese, dedicando il proprio tempo e assistendo a sofferenze che non sono in grado di affrontare adeguatamente a causa dell’assenza di un adeguato supporto veterinario. Continuano a farlo perché sanno che, senza il loro intervento, molti di questi animali sarebbero altrimenti destinati a morire. Affidare ai volontari la responsabilità delle cure quotidiane essenziali sembra evidenziare un disimpegno rispetto alle responsabilità precedentemente assunte dalle Nazioni Unite. Un sistema basato sui volontari non è sostenibile: i volontari, naturalmente, possono cambiare o non essere più disponibili e non possono garantire quotidianamente l’alimentazione, le cure veterinarie o il monitoraggio sanitario degli animali. Questi animali necessitano di un sistema di assistenza stabile e strutturato.
La situazione è particolarmente difficile da conciliare con gli standard di cura precedentemente stabiliti all’interno dello stesso compound delle Nazioni Unite.
In qualità di organizzazione impegnata nella tutela del benessere animale, desideriamo ricordare rispettosamente che le Nazioni Unite hanno una responsabilità etica nei confronti degli esseri viventi posti sotto la loro protezione. Desideriamo inoltre richiamare la Dichiarazione Universale dei Diritti degli Animali, proclamata presso l’UNESCO a Parigi nell’ottobre 1978, che riconosce, tra gli altri principi, il diritto degli animali al rispetto, alla considerazione, a un trattamento adeguato e alla protezione da parte dell’uomo. Anche l’Assemblea delle Nazioni Unite per l’Ambiente (UNEA) ha adottato una risoluzione che riconosce il benessere animale come una questione di interesse internazionale.
Permettere che questi gatti ricadano in una situazione di abbandono e trascuratezza contraddirebbe gli standard di cura precedentemente stabiliti ed esporrebbe l’Organizzazione a gravi considerazioni di carattere morale e reputazionale.
Considerata la gravità della situazione e il suo continuo deterioramento, chiediamo pertanto rispettosamente all’UNDP di:
1. Mantenere la responsabilità del programma per il benessere dei gatti, evitando di trasferire integralmente tale responsabilità ai volontari.
2. Ripristinare un’adeguata fornitura di cibo.
3. Ripristinare regolari cure veterinarie, comprese le cure mediche e la sterilizzazione dei gatti, nonché le necessarie strutture e infrastrutture veterinarie.
4. Garantire la sicurezza degli animali in occasione di qualsiasi futura consegna o trasferimento del compound.
Confidiamo che l’UNDP adotterà le misure necessarie per mantenere gli standard e le responsabilità di cura precedentemente stabiliti e per prevenire ulteriori sofferenze e morti evitabili.
Cordiali saluti,
[Nome del santuario/rifugio/organizzazione o nome e cognome]
Italia