10/09/2026
A distanza di mesi ancora fa male, come fa male sapere quello che siamo diventati, crudeli, indifferenti, sadici.
E fa male ancor di più sapere che nessun provvedimento sarà preso per gli autori del gesto come se avessero preso a calci un sacco di paglia e niente altro.
LA MORTE DI UNA CAPRETTA PRESA A CALCI: «TUTTI INTORNO RIDEVANO»
Una capretta abituata alla presenza delle persone, tanto da avvicinarsi senza paura in cerca di qualche carezza, è stata presa a calci e uccisa mentre intorno qualcuno rideva e qualcun altro filmava.
L’animale si era avvicinato a un gruppo di ragazze e ragazzi ospiti della struttura. Non aveva paura degli esseri umani, proprio perché era abituato alle loro attenzioni. Uno dei presenti, però, le ha sferrato un calcio facendola cadere a terra.
Intorno, ridevano.
Al primo calcio ne sarebbero seguiti altri, accompagnati dalle risate e dall’incitamento degli altri presenti. Qualcuno riprendeva tutto con il telefono mentre la capretta, ferita e ricoperta di sangue, agonizzava a terra.
La violenza sarebbe proseguita fino alla morte dell’animale. Calci inferti per gioco, per noia, per divertimento. E attorno ancora risate.
È proprio questo particolare a rendere la vicenda ancora più sconvolgente. Non soltanto la crudeltà di chi avrebbe materialmente colpito un animale indifeso, ma l’assenza di una voce capace di dire basta, di qualcuno disposto a interrompere quella violenza invece di trasformarla in uno spettacolo da osservare, incoraggiare o filmare.
La sofferenza di un essere vivente non può diventare intrattenimento. Non c’è divertimento nell’agonia di un animale e non può esserci indifferenza davanti alla crudeltà.
Quella capretta si era avvicinata alle persone perché degli esseri umani aveva imparato a fidarsi. Ed è forse questo l’aspetto più doloroso dell’intera storia: cercava una carezza e ha trovato violenza.
Il modo in cui ci comportiamo davanti a chi è più fragile racconta molto di ciò che siamo. E davanti alla sofferenza esiste una scelta elementare: voltarsi, partecipare, ridere oppure fermarsi e proteggere.
Questa volta, nessuno lo ha fatto. Tutti ridevano.