18/08/2026
Stavo lavando il pavimento del portico a casa.
Baku, come al solito, vicino a me a mordere un legnetto. Lo lascio tranquillo e comincio a lavare dal lato opposto al suo.
Quando arrivo nella sua zona, gli dico gentilmente "Bushka, prendi il legnetto e vai in giardino?". Lui mi guarda e stavolta non si muove, manco un accenno. "Dai Bushka, che devo lavare, lo prendi il legnetto e vai in giardino?". Si alza, fa per muoversi, ma resta fermo e mi guarda. Il legno resta a terra.
"Ok, va bene, resta ancora. Io finisco di lavare dall'altra parte". Tutto felice si rimette a sgranocchiare. Lavo tutto, tranne il pezzo di pavimento dove sta lui.
Alla fine, quando mi manca solo quel pezzo, gli dico "Dai, dai, andiamo in giardino che devo finire? Prendi anche il legnetto eh mi raccomando!"
Lui si alza, raccatta il legno, esce e io finisco di lavare.
Non ho insistito quando non mi pareva il caso, perchè ancora avevo margine per andargli incontro e lui mi stava dicendo chiaramente che non gli andava di spostarsi. Non gli ho preso il legno, attirandolo con quello o altro in giardino. Non ho spostato Baku, nè l'ho toccato.
(No, non ho pensato che meditasse un ammutinamento, ma solo che non avesse voglia o preferisse non uscire con il caldo o magari preferisse restare vicino a me).
Questa è una scena, come altre centinaia, di vita quotidiana. Una banale situazione, che è un'esperienza di relazione e comunicazione.
In una normale interazione tra due individui è perfettamente normale e anche scontato che possano esserci visioni ed esigenze differenti. Se la comunicazione scorre fluida, abbiamo un continuo flusso di informazioni da uno all'altro, di feedback, di espressione delle proprie intenzioni ed emozioni. Ognuno ha il proprio punto di vista e dice la sua.
Quando abbiamo a che fare con i cani, spesso non ci relazioniamo a loro come individui. Un no non è contemplato come risposta. Nemmeno le domande sono contemplate: ti dico semplicemente cosa devi fare ora. Punto. Anche se in realtà non è essenziale, nè urgente e potrei tranquillamente regolarmi diversamente.
Questo però impoverisce drammaticamente le possibilità di comunicazione, riduce a zero la capacità di sviluppare strategie per gestire le varie situazioni, impedisce una vera conoscenza reciproca e ci tiene inchiodati in una modalità competitiva, dove tutto diventa una sfida e un torto subito, una cosa da "correggere" e contenere. In uno scenario del genere non c'è spazio per la collaborazione. Le uniche vie possibili sono: subire passivamente la situazione arrendendosi o cercare di ribellarsi.
Quando pensiamo ad un percorso di educazione o di aiuto per una cane in difficoltà, dovremmo fare molta attenzione a che stile di relazione stiamo offrendo attraverso le esperienze quotidiane con noi, più che ad "esercizi" vari.