12/05/2022
Gli addestratori.
Ennesima scena raccapricciante: cane giovane, probabile mix maremmano, condotto col collare a strozzo da un individuo, marcato da giacca con stemma centro addestramento, proprietari, padre e ragazzino, seguono dietro compiaciuti. Il cane infatti non è in grado di annusare o fare un passo avanti, viene continuamente strattonato, le parole che volano sono le solite: deve capire chi comanda, deve stare al passo. Lui, il cane, cerca di voltarsi e catturare lo sguardo delle persone con cui vive, cerca disperatamente aiuto, la sua richiesta cade nel nulla. Poi non si volta più,i suoi occhi rassegnati, la testa bassa, cammina "docilmente" a fianco, all'improvviso un odore lo raggiunge e cercando di annusare viene immediatamente ripreso e letteralmente sollevato col collare a strozzo. È solo un giovane adolescente, vivace e curioso. Troppo scomodo da portare in giro, troppo entusiasta di scoprire il mondo. Il "problema" si risolve nel giro di un' ora con strattoni a sfinimento. Questo accade ancora, tutti i giorni a migliaia di cani. Perché lo tolleriamo? Perché tolleriamo che nel 2022 metodi coercitivi e violenti abbiano ancora una giustificazione? Facendo un paragone al sistema educativo umano, oggi non è ammesso che un insegnate punisca fisicamente o psicologicamente un allievo. Non è ammesso perché la psicologia e le scienze ad essa correlate hanno dimostrato che la paura blocca i processi d' apprendimento, creando serie difficoltà a livello emotivo; inoltre da un punto di vista etico non è più accettabile.
A quanto pare per i cani non è così. Si continua a parlare di metodi e correnti, quando bisognerebbe cominciare a prendersi la responsabilità di dire che non possono più esistere metodi coercitivi. Non si tratta di opinioni diverse, perché l'addestramento coercitivo è paragonabile ad un opinione fascista, che in ogni contesto va condannata, indiscutibilmente. Non vi può essere margine di discussione o confronto. Non deve esserci.
Oggi sappiamo che il cane, come tutti gli altri animali, è un essere senziente, cognitivamente attivo, dotato di emozioni e pensieri. Voler raddrizzare un problema a suon di strattoni e calci, non solo è disumano, ma anche antiscientifico. Sarebbe ora che tutte le scuole cinofile, i veterinari esperti di comportamento, gli istruttori ed educatori si unissero, al di là delle antipatie e differenze, per una battaglia legale che impedisca l' uso di metodi coercitivi e vieti alle persone che ne fanno ancora uso di lavorare in ambito animale.
Noi ci siamo.