30/07/2026
“IL CAVALLO NON È FATTO PER ESSERE MONTATO.”
È una frase che si sente spesso, ma cosa significa davvero?
Dal punto di vista anatomico questa affermazione ha una spiegazione molto precisa.
Affinché un cavallo possa portare il peso di sella e cavaliere in modo corretto, è fondamentale che il suo apparato muscolo-scheletrico sia in grado di sostenerlo in maniera efficiente. Questo non dipende soltanto dalla forza dei muscoli, ma soprattutto dal modo in cui il cavallo utilizza il proprio corpo.
Una postura funzionale permette infatti ai muscoli posturali, che hanno il compito di stabilizzare il tronco e la colonna, e ai muscoli motori, responsabili del movimento, di lavorare in sinergia. Quando questo equilibrio è presente, il carico viene distribuito in modo efficiente. Quando invece la postura è alterata, anche la funzione muscolare cambia e il peso tende a gravare maggiormente sulle strutture passive della colonna vertebrale, come legamenti, articolazioni, dischi intervertebrali e processi spinosi.
L'aspetto più interessante è proprio questo.
Il cavallo possiede una muscolatura paravertebrale (muscoli profondi della colonna vertebrale che la stabilizzano e proteggono) molto sviluppata nella parte dorsale della schiena (in verde), mentre nella porzione ventrale della colonna (in rosso), proprio sotto l'area in cui si appoggiano sella e cavaliere, questa muscolatura è in gran parte assente.
I muscoli paravertebrali ventrali, che contribuiscono al sostegno della colonna, sono presenti solo alle estremità di questa regione. Cranialmente troviamo il muscolo longus colli, che origina dai corpi vertebrali da T1 a T6 e si inserisce sui processi trasversi di C6 e C7. Caudalmente è presente il muscolo psoas, che origina dalla faccia ventrale dei processi trasversi delle vertebre lombari e dalle ultime due coste, per inserirsi sul piccolo trocantere del femore.
Tra queste due strutture si trova proprio la zona in cui viene applicato il peso di sella e cavaliere, priva di un sostegno muscolare ventrale diretto.
Questo significa che il cavallo non può essere montato?
Assolutamente no.
Significa, però, che il cavallo non nasce automaticamente in grado di sostenere il peso di un cavaliere. Per farlo in maniera corretta deve prima sviluppare una postura efficiente, che gli permetta di utilizzare il proprio corpo nel modo più funzionale possibile. Da una buona postura derivano un migliore equilibrio, una migliore coordinazione e uno sviluppo progressivamente più armonico sia della muscolatura posturale sia di quella motoria.
Ecco perché la postura viene prima del lavoro montato.
Un cavallo con una postura alterata e una muscolatura poco sviluppata o mal organizzata non sarà in grado di gestire correttamente il carico. In queste condizioni il peso grava maggiormente su legamenti, articolazioni e altre strutture passive della colonna, aumentando nel tempo il rischio di sviluppare problematiche come kissing spine, artrosi, spondilosi e altre patologie vertebrali.
C'è poi un altro aspetto spesso poco considerato: la selezione operata dall'uomo.
Anziché favorire soggetti con una muscolatura posturale sempre più efficiente, in molte razze domestiche è avvenuto il contrario. Studi anatomici comparativi tra razze primitive e razze domestiche mostrano infatti che, in generale, i cavalli domestici presentano una muscolatura posturale meno sviluppata e meno efficiente.
A questo si aggiunge una gestione che, troppo spesso, non favorisce un corretto sviluppo della postura e della muscolatura. Un ambiente ricco di stimoli, la possibilità di muoversi liberamente per molte ore al giorno, affrontare terreni differenti e l'interazione costante con altri cavalli rappresentano elementi fondamentali per costruire un apparato muscolo-scheletrico capace di sostenere il lavoro richiesto.
È proprio il movimento spontaneo e vario, infatti, a permettere al cavallo di affinare il controllo posturale e di sviluppare, nel tempo, una muscolatura sempre più efficiente. Su queste basi diventa poi possibile affrontare il lavoro montato in modo progressivo e rispettoso della sua biomeccanica.
In altre parole, il lavoro montato dovrebbe rappresentare l'ultimo passaggio, non il primo.
Prima viene la postura, l'equilibrio, lo sviluppo armonico della muscolatura.Solo dopo ha senso chiedere al cavallo di portare il nostro peso.
Perché il problema non è mo***re un cavallo.
Il problema è pretendere che sostenga un carico senza aver prima costruito le basi anatomiche e funzionali necessarie per farlo in salute.