18/10/2026
In guerra non venivano lasciati indietro solo gli uomini: spesso restavano lì anche quelli che avevano portato tutto.
Quando si pensa alla Prima guerra mondiale, vengono in mente trincee, cannoni e soldati.
Molto meno spazio lo prendono gli animali, anche se senza di loro gran parte della guerra non avrebbe potuto muoversi.
Sui sentieri di montagna, dove carri e camion non riuscivano a passare, asini e muli trasportavano armi, munizioni, viveri, acqua e rifornimenti.
Salivano e scendevano per strade strette, spesso sotto il fuoco, portando il peso necessario a tenere in piedi interi reparti.
Non erano semplicemente “mezzi di trasporto”.
Erano il collegamento tra i depositi e la prima linea.
Se un mulo non arrivava, potevano mancare munizioni, cibo o materiali indispensabili. Eppure la loro presenza è rimasta quasi invisibile nei racconti della guerra.
Le stime parlano di oltre 10 milioni di equini coinvolti nel conflitto: cavalli, muli e asini. Considerando anche altre specie impiegate dagli eserciti, il numero complessivo degli animali mobilitati fu ancora più alto.
Le cifre cambiano a seconda delle fonti e dei criteri usati, ma la dimensione resta enorme.
Per loro non c’erano medaglie né congedi. C’erano fame, sete, freddo, sfinimento, malattie, cadute e bombardamenti.
Quando un reparto riusciva a ritirarsi, gli animali rimasti indietro potevano diventare un peso impossibile da recuperare.
È quello che Carlo Emilio Gadda raccontò durante la ritirata di Caporetto, nel 1917. Dopo il crollo di un ponte, lungo una strada comparve una colonna di oltre 2.000 muli abbandonati.
Il numero appartiene alla sua testimonianza e va ricondotto al passo originale, ma il significato della scena è chiarissimo: animali usati fino all’ultimo e poi lasciati senza nessuno che tornasse a prenderli.
La guerra li aveva trasformati in lavoratori invisibili.
Portavano il necessario per sopravvivere, ma non avevano voce per chiedere di essere salvati.
Forse è anche per questo che quella scena colpisce ancora: in mezzo alla ritirata, tra uomini in fuga e ponti distrutti, racconta il costo della guerra da un punto di vista che di solito non entra nei libri di storia.
In breve
👉 Oltre 10 milioni di equini coinvolti nella Prima guerra mondiale
👉 Oltre 2.000 muli descritti da Gadda durante la ritirata di Caporetto
Quel che non sapevi sugli animali
(Fonti: international encyclopedia of the first world war, corriere della sera, lav)