Cane e Gatto Chiavari dal 1992

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Cane e Gatto Chiavari dal 1992 Toelettatura, Rock'n' Roll❤️❤️❤️e altro per loro

18/10/2026

Bruno Amore Nostro ❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️

18/10/2026

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18/10/2026

In guerra non venivano lasciati indietro solo gli uomini: spesso restavano lì anche quelli che avevano portato tutto.

Quando si pensa alla Prima guerra mondiale, vengono in mente trincee, cannoni e soldati.
Molto meno spazio lo prendono gli animali, anche se senza di loro gran parte della guerra non avrebbe potuto muoversi.

Sui sentieri di montagna, dove carri e camion non riuscivano a passare, asini e muli trasportavano armi, munizioni, viveri, acqua e rifornimenti.
Salivano e scendevano per strade strette, spesso sotto il fuoco, portando il peso necessario a tenere in piedi interi reparti.

Non erano semplicemente “mezzi di trasporto”.
Erano il collegamento tra i depositi e la prima linea.
Se un mulo non arrivava, potevano mancare munizioni, cibo o materiali indispensabili. Eppure la loro presenza è rimasta quasi invisibile nei racconti della guerra.

Le stime parlano di oltre 10 milioni di equini coinvolti nel conflitto: cavalli, muli e asini. Considerando anche altre specie impiegate dagli eserciti, il numero complessivo degli animali mobilitati fu ancora più alto.
Le cifre cambiano a seconda delle fonti e dei criteri usati, ma la dimensione resta enorme.

Per loro non c’erano medaglie né congedi. C’erano fame, sete, freddo, sfinimento, malattie, cadute e bombardamenti.
Quando un reparto riusciva a ritirarsi, gli animali rimasti indietro potevano diventare un peso impossibile da recuperare.

È quello che Carlo Emilio Gadda raccontò durante la ritirata di Caporetto, nel 1917. Dopo il crollo di un ponte, lungo una strada comparve una colonna di oltre 2.000 muli abbandonati.
Il numero appartiene alla sua testimonianza e va ricondotto al passo originale, ma il significato della scena è chiarissimo: animali usati fino all’ultimo e poi lasciati senza nessuno che tornasse a prenderli.

La guerra li aveva trasformati in lavoratori invisibili.
Portavano il necessario per sopravvivere, ma non avevano voce per chiedere di essere salvati.

Forse è anche per questo che quella scena colpisce ancora: in mezzo alla ritirata, tra uomini in fuga e ponti distrutti, racconta il costo della guerra da un punto di vista che di solito non entra nei libri di storia.

In breve
👉 Oltre 10 milioni di equini coinvolti nella Prima guerra mondiale
👉 Oltre 2.000 muli descritti da Gadda durante la ritirata di Caporetto

Quel che non sapevi sugli animali

(Fonti: international encyclopedia of the first world war, corriere della sera, lav)

17/10/2026

W il venerdì Mauro😂😂😂🙈🙈🙈🙈🙈🙈🙈🙈🙈🙈

17/10/2026

Al venerdì c'e' lo special di Terradinessuno su radiofreccia. Si celebra il venerdì 😊
Ma qui Maurone non mi sembra tanto entusiasta del venerdì !😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😱😱😱😱😱

17/10/2026

Un miracolo Luna tranquilla per qualche minuto ! 😍😍😍😍😍😍😍😍😍😍😍😍😍😍😍😊😊😊😊😊😊😊🌼🌼🌼🌼🌼🌼🌼🌼🌼🌼

17/10/2026

A poche centinaia di metri da casa, in un boschetto o lungo una siepe f***a, c'è un uc***lo di ventidue grammi che si vede quasi mai e si sente benissimo.
L'usignolo canta nel buio completo, tra le dieci di sera e le tre del mattino.

Arriva dal Sahel, attraversa il Sahara in poche notti e appena posato comincia.

Quello che emette non è una melodia ma un catalogo: ogni maschio padroneggia fra le centottanta e le duecentosessanta frasi musicali diverse, ciascuna di due o quattro secondi, separate da silenzi netti.

Crescendo potenti, trilli rapidissimi, fischi puri, note gravi quasi gutturali.
Alcune frasi circolano in tutta la popolazione locale, altre sono firme individuali trasmesse di generazione in generazione.

La selezione passa proprio di lì: le femmine preferiscono i repertori più ampi, e un maschio con oltre duecento frasi ha probabilità nettamente maggiori di trovare compagna.

Il canto notturno ha un destinatario preciso. Le femmine migrano di notte, volano sopra il territorio e sentono il maschio da sotto. Quando una si ferma, lui smette.
Un usignolo che canta ogni notte da più di due settimane è ancora solo.

Le sue esigenze sono concrete: rovi, prugnolo, biancospino, ligustro al livello del suolo, una lettiera umida piena di invertebrati, acqua entro poche centinaia di metri.
Dove le siepi vengono rasate e il sottobosco "ripulito", sparisce.
Ogni metro quadro di lettiera rimossa è cibo sottratto.

Guardiani della Natura

Dolly e' bellissima 👑👑👑👑👑👑👑👑👑👑👑👑👑👑👑👑👑👑👑👑
17/10/2026

Dolly e' bellissima 👑👑👑👑👑👑👑👑👑👑👑👑👑👑👑👑👑👑👑👑

Indirizzo

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Chiavari
16043

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