Veterinaria Comportamentalista • Dott.ssa Ivana Puglisi

Veterinaria Comportamentalista • Dott.ssa Ivana Puglisi Esperta in comportamento FNOVI, Master 2° livello Etologia Clinica, Ph.D. Medicina comportamentale e psichiatria veterinaria. Scuola anglosassone.

Scienze Veterinarie settore clinico comportamentale 🧠🐕🐈
Colonne portanti del mio lavoro: esperienza clinica, applicazione pratica delle evidenze scientifiche, ascolto empatico. Prevenzione, diagnosi e terapia dei problemi comportamentali del cane e del gatto. NB: Questa pagina ha uno scopo informativo, i suoi contenuti non sostituiscono un iter diagnostico e terapeutico.

14/09/2026
08/09/2026

IL MIO CANE FA PARTE DELLA FAMIGLIA. MA QUANTO SPAZIO C’È PER IL SUO MODO DI ESSERE?

«𝙋𝙚𝙧 𝙣𝙤𝙞 𝙞𝙡 𝙣𝙤𝙨𝙩𝙧𝙤 𝙘𝙖𝙣𝙚 𝙚̀ 𝙪𝙣𝙤 𝙙𝙞 𝙛𝙖𝙢𝙞𝙜𝙡𝙞𝙖.»

Lo diciamo con sincerità a chiunque ce lo chieda.
Al nostro cane spesso gli parliamo, ci preoccupiamo quando sta male, organizziamo (purtroppo non tutti) le vacanze pensando anche a lui e al suo benessere. La sua presenza cambia le nostre abitudini e, quando ci viene a mancare, ci accorgiamo di quanto riempisse la nostra casa.

Ma nonostante questa premessa proprio al nostro cane, che consideriamo un familiare, gli chiediamo di adattarsi a tante situazioni che abbiamo scelto noi a volte in modo egoistico. Vorremmo portarlo al ristorante senza che ci dia problemi, lasciarlo solo senza doverci preoccupare se riesce a farlo, ricevere gli amici in casa a tutte le ore, incontrare altri cani durante le passeggiate e prentendere che lui debba andare d'accordo con tutti. Insomma, ci aspettiamo che sappia comportarsi a nostro piacere e basso impegno e quando non soddisfa le nostre aspettative a pieno ci rimaniamo male.

A me capita di riflettere su questa contraddizione nei termini, lo chiamiamo familiare, ma spesso gli riconosciamo appartenenza soltanto finché si comporta come desideriamo e come non chiederemmo mai di fare ad un altro umano che vivesse con noi. Addirittura vorremmo che il cane facesse tutto quello che se lo chiedessimo ad un nostro familiare umano o lo chiedessero a noi risponderemmo con il gesto dell'ombrello (notate la finezza).

Non penso che sia per mancanza d’amore verso il nostro cane. Immagino invece che abbiamo un’idea di come vorremmo a priori la vita con un cane e facciamo fatica a rimodularla quando incontriamo quella reale, con il cane che ha il suo carattere, le sue preferenze e anche le sue difficoltà.
Magari abbiamo avuto altri cani e ci viene spontaneo dire: «Con quello di prima potevamo andare dappertutto».

Quello di oggi, però, è un altro individuo. Conoscerlo richiede anche la disponibilità a cambiare qualche aspettativa e non rimanere rigidi su quello che richiede qualche sforzo affettivo in più.

Quando con Sarah Miconi parliamo di famiglia multispecie, pensiamo a una famiglia nella quale il modo di essere del cane abbia un peso nelle decisioni quotidiane. Se la presenza degli ospiti lo mette a disagio, possiamo organizzare l’incontro diversamente, magari meno caotico o con incontri progressivi con gli sconosciuti. Se ha bisogno di riposare, possiamo lasciargli uno spazio tranquillo tutto per lui. Se alcune esperienze sono troppo impegnative per il nostro cane, possiamo accompagnarlo con gradualità o valutare con attenzione quanto sia davvero necessario affrontarle.

Questo modo di stare con il nostro familiare cane richiede semplici attenzioni, almeno a raccontarle così paiono. Ma capisco che nella vita di tutti i giorni, però, bisogna fare i conti con il lavoro, la stanchezza, i figli, gli impegni e le esigenze degli altri familiari. Ci sono persone che vogliono molto bene al proprio cane e però sono esauste, e anche loro meritano di essere comprese.

Per questo trovo poco utile ridurre tutto alla domanda su chi debba adattarsi a chi.
Vivere insieme comporta aggiustamenti costanti, insegnamenti e a volte qualche rinuncia. Il cane ha bisogno di imparare a muoversi nel nostro mondo e noi abbiamo la responsabilità di rendergli comprensibile ciò che gli chiediamo e di accorgerci quando una nostra richiesta supera le sue possibilità.

Possiamo desiderare che un comportamento del nostro cane si modifichi. Se comporta un pericolo, dobbiamo intervenire e proteggere le persone e gli animali coinvolti. Ma è necessario anche comprendere le ragioni, sapere perché accadono alcune cose serve anche a scegliere come intervenire, senza ridurre quel cane al solo problema che sta manifestando.

Da un professionista mi aspetto questa capacità, quella che sappia prendersi il tempo di conoscere il cane e di ascoltare la famiglia prima di proporre che cosa fare. Che aiuti a trovare soluzioni praticabili, tenendo conto delle risorse di tutti i componenti. Una famiglia dovrebbe potergli dire «non ce la facciamo più» senza sentirsi accusata di amare troppo poco il proprio animale.

La parola familiare, per come la intendo, comprende anche questi momenti. Il legame rimane, mentre cerchiamo di capire che cosa cambiare per trovare nuove intese e possibilità di convivenza più serena.

Del resto, quando diciamo che un cane è dei nostri, stiamo parlando proprio di lui, anche di quegli aspetti del suo carattere che avremmo immaginato diversi e con i quali, un giorno alla volta, impariamo a convivere e che solo il tempo accompagnati da un professionista li renderà man mano sempre meno evidenti.

Attilio Miconi

05/09/2026

✍🏻🐈
La 𝗺𝗮𝗿𝗰𝗮𝘁𝘂𝗿𝗮 𝗱𝗲𝗹 𝘁𝗲𝗿𝗿𝗶𝘁𝗼𝗿𝗶𝗼 è una peculiarità del comportamento dei gatti, che la attuano per aumentare il loro senso di sicurezza e controllo sull’ambiente.

🔎 Quando i gatti marcano il territorio, depositano dei feromoni tramite 4 possibili modi:

🔸Graffiature (scratching)
🔸Strofinamenti (rubbing)
🔸Schizzi di urina (urine spraying)
🔸Deposizione di feci (middening)

🐱🐱🐱
A seconda del contesto ambientale, del suo stato fisiologico, mentale ed emotivo, e di cosa vuole comunicare, il gatto ricorrerà a uno o più tipi di marcature.

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02/09/2026

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La storia del bambù cinese ci insegna il valore della perseveranza ...

🥼 𝗩𝗶𝘀𝗶𝘁𝗮 𝗰𝗼𝗺𝗽𝗼𝗿𝘁𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗮𝗹𝗲 𝗽𝗿𝗲𝘃𝗲𝗻𝘁𝗶𝘃𝗮 👉🏻 cos'è e perché è importante?
01/09/2026

🥼 𝗩𝗶𝘀𝗶𝘁𝗮 𝗰𝗼𝗺𝗽𝗼𝗿𝘁𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗮𝗹𝗲 𝗽𝗿𝗲𝘃𝗲𝗻𝘁𝗶𝘃𝗮 👉🏻 cos'è e perché è importante?

Un detto coreano recita così: "𝑆𝑒 𝑜𝑔𝑔𝑖 𝑛𝑜𝑛 𝑐𝑎𝑚𝑚𝑖𝑛𝑖, 𝑑𝑜𝑚𝑎𝑛𝑖 𝑑𝑜𝑣𝑟𝑎𝑖 𝑐𝑜𝑟𝑟𝑒𝑟𝑒"

🐶 𝐏𝐫𝐞𝐯𝐞𝐧𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐜𝐨𝐦𝐩𝐨𝐫𝐭𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐚𝐥𝐞 𝐧𝐞𝐥 𝐜𝐮𝐜𝐜𝐢𝐨𝐥𝐨 🐶
Adottare un cucciolo richiede in egual misura amore e senso di responsabilità. Il primo passo da svolgere per assicurare al proprio cucciolo un armonioso sviluppo comportamentale è di tipo p͟r͟e͟v͟e͟n͟t͟i͟v͟o͟

𝐕𝐢𝐬𝐢𝐭𝐚 𝐝𝐢 𝐩𝐫𝐞𝐯𝐞𝐧𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐜𝐨𝐦𝐩𝐨𝐫𝐭𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐚𝐥𝐞: 𝐂𝐨𝐬'𝐞̀❓
👩🏻‍⚕️È una consulenza effettuata dal Veterinario Comportamentalista con un duplice scopo:
1) gettare le basi per un ottimale sviluppo comportamentale
2) intervenire precocemente su aspetti potenzialmente problematici o già problematici (prima che diventino "resistenti")

𝐏𝐞𝐫𝐜𝐡𝐞́ 𝐞̀ 𝐢𝐦𝐩𝐨𝐫𝐭𝐚𝐧𝐭𝐞 𝐥𝐚 𝐯𝐢𝐬𝐢𝐭𝐚 𝐩𝐫𝐞𝐯𝐞𝐧𝐭𝐢𝐯𝐚?
✅La prevenzione è sempre preferibile al trattamento di un problema comportamentale che si è già sviluppato
✅L’intervento precoce riduce i tempi di trattamento e migliora i risultati
✅ Si individuano gli interventi tecnici (e relative figure professionali) più appropriati al caso specifico

(immagine: www.rawpixel.com)

31/08/2026

😼😼
Gatti quando li accarezzi troppo a lungo:

26/08/2026

“Custodisci ciò che è tuo”

È una delle massime delfiche che più apprezzo.
Credo che la cura sia diversa dall’attenzione.
L’attenzione può essere istantanea, fatuo interessamento, la cura no.
La cura presuppone la preoccupazione, la comunicazione, la complicità, un senso condiviso.
Aver cura significa avere a che fare, perché la cura non solo si interessa, ma partecipa.

Abbiate cura di voi, del vostro essere e del vostro sentire.
Abbiate cura dei vostri interessi, del bene e dei giusti valori.
Abbiate cura di chi amate.

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