31/08/2026
🐾 LETTERA APERTA AL MIO "CAT DUMPER"
Mi hanno chiamato Mokita:
quel termine papuano di origine indigena che designa una verità di cui si è perfettamente a conoscenza, ma attorno alla quale si preferisce tessere la tela del silenzio e del quieto vivere. Un'anagrafe, la mia, fin troppo calzante per le dinamiche dell'autoctona "comfort zone".
L'atto del tuo transito nella mia esistenza si riassume in un paradosso logico: l'essere stata depositata qui con un carico di vita imminente.
Un espediente privo di costrutto, la cui dinamica sfugge alle più basilari categorie dell'intelletto e dell'empatia.
L'unico retaggio emotivo che mi è rimasto addosso è una diffidenza viscerale, una barriera così radicata che tuttora mi impedisce di concedere il contatto fisico persino alle mani gentili che mi hanno accolta.
Tuttavia, la determinazione biologica ha prevalso sulla miseria morale.
Ho partorito. E con la venuta al mondo dei miei cuccioli, l'arcaico timore ha ceduto il passo a una fiera, dolcissima stabilità.
Oggi noi siamo sani, tutelati e finalmente felici. Al mittente resta unicamente il peso di un atto vacuo, espressione di un'evidente povertà di spirito.
MOKITA 🖤🍼🍼🍼🍼
P.S. Si prega di evitare insulti o polemiche nei commenti. Questa lettera non nasce come incentivo al rancore, ma come un invito alla riflessione sul valore della vita e sulla responsabilità che ognuno di noi ha verso la tutela e la dignità degli animali.
Silvia Bonaldi