10/12/2018
“MA LASCIALO LIBERO DI ESSERE CANE!”
Spesso, girando tra parchi, aree cane e altri luoghi cinofili, mi capita di sentire questa affermazione, soprattutto sulla bocca di chi vuole passare per “l’amico degli animali” un po’ troppo superficialmente.
Questo lascia spazio ad una piccola riflessione:
Se da un lato è assolutamente nostro dovere far si che il cane (come qualsiasi altra specie vivente) mantenga intatta la propria identità di fiero animale qual è, è altrettanto vero che spetta a noi il compito di gestirlo e crescerlo nel migliore dei modi, affinché le differenze tra la nostra società (nella quale si trova a vivere) e la sua (completamente differente da quella umana) non risultino fonte di stress, o addirittura invalidanti.
L’ideale sarebbe dunque aiutare il nostro amico a quattro zampe ad integrarsi in un contesto per certi versi così innaturale per lui, insegnandogli LIMITI e REGOLE da rispettare ed essendo per lui la GUIDA da seguire per eccellenza.
Così facendo, al nostro fianco si sentirà sempre al sicuro e affronterà con positività qualsiasi nuova esperienza decideremo di proporgli.
Al contrario, il rifiuto di porre regole e limiti nella vita del cane, per paura di lederne la libertà di essere animale, rappresenta una vera e propria minaccia, laddove il sacrosanto rispetto per la sua natura diventa la giustificazione per qualsiasi tipo di comportamento; Anche il più socialmente inadatto.
In questo modo, si finisce col crescere un cane spesso ingestibile e incapace di vivere in una società molto articolata, costretto ad uscire di casa solo se sussistono determinate condizioni (non devono esserci altri cani/ persone nelle vicinanze, non devono passare veicoli o biciclette, ecc…) e che, proprio in virtù del nostro “amore per la libertà”, si ritrova ingabbiato da quella stessa natura che tanto avevamo cercato di tutelare.