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10/09/2026

Ci hanno insegnato ad aspettarci sempre un tornaconto: al tempo che dedichiamo, al lavoro che svolgiamo; tutto deve avere un accorto bilancino che pesa ogni singolo elemento tra il dare ed il ricevere.

Ed ho la sensazione che la contabilità ...
.. si sia infilata anche negli affetti.

Ma quello che ho scoperto, ha un altro sapore

In cinofilia spesso un cane vale di più se obbedisce, se è gestibile, se in mezzo alla gente ci fa fare bella figura. Niñolo non mi ha dato niente di misurabile.

Non è mio, non è bello, non sa fare il seduto o altri fantastici esercizi mirabolanti.

Eppure.

Forse stiamo perdendo il vero senso delle relazioni, dello stare insieme, del condividere.

Forse dovremmo riapproppriarci di una saggezza popolare che trovi quando sposti il tuo sguardo dal meccanismo sociale in cui siamo immersi, e lo porgi verso un presente fatto di piccoli momenti. che possono indicarti la - tua - giusta via.

Tra contenuti creati unicamente con l'intelligenza artificiale e professionisti sempre più abili nel vendere, i cani e l...
09/09/2026

Tra contenuti creati unicamente con l'intelligenza artificiale e professionisti sempre più abili nel vendere, i cani e le loro famiglie stanno correndo un grande rischio.

Mi accorgo che per i "proprietari" diventa sempre più complesso saper distinguere un professionista che possa davvero aiutarli ...

-> da uno che semplicemente ha studiato il corso di Wanna Marchi, ma è troppo vecchio nelle competenze - o troppo acerbo.

Se prima certe abilità di marketing erano circoscritte alla politica (o riservate alle multinazionali) pian piano le tecniche di manipolazione si sono fatte spazio e sono arrivate nelle mani di chi, spesso le usa non con buoni propositi.

Le conseguenze le vedo non solo nel panorama social, ma anche in chi arriva da me dopo essere stato sedotto, spesso da un contenuto breve ...

-> che prometteva una risoluzione veloce del loro problema - senza alcuno sforzo.

Sono persone distrutte emotivamente ed economicamente, con dolori che fanno fatica a nominare, e quasi difendono il loro vecchio mentore:

-> perché fa troppo male ammettere di essere stati vittime di un inganno, e faticano a comprendere quanto quei professionisti fossero impreparati.

"Proprietari" inconsapevoli sbattuti sui social come "casi studio" (spesso finti) che possano portare riprova sociale ....

e cani sofferenti ed incompresi, vittime del nostro mondo malato.

Anche a me è capitato di fallire nei percorsi che propongo, perché incidono tante variabili ma ...

-> non riesco a tollerare chi utilizza coercizione e metodi violenti, che causano dolore ai cani ed alle loro famiglie.

Faccio questo lavoro ormai da più di 10 anni, fortunatamente il passaparola mi ha sempre permesso di non utilizzare più questi canali con la necessità di promuovermi.

Ed oggi sono qui a scrivere - dopo tanto tempo - perché sento la responsabilità di far arrivare alle persone messaggi diversi, in grado di allenare il loro pensiero critico ed aiutatarle a non farsi convincere in scelte non in linea con il loro benessere.

Io non credo di avere la verità in tasca nè voglio apparire come un insegnante in cattedra: so però che voglio contribuire a far sì che le persone possano avere più strumenti per saper prendere delle decisioni.

In ogni caso da domani cominceranno ad uscire i contenuti che ho iniziato a pubblicare su Instagram, anche qui.

Instagram rimarrà comunque il mio canale di comunicazione principale!

See ya!

Al giorno d’oggi il marketing ci bombarda con l’idea che la relazione con il nostro cane sia felice unicamente se rispec...
20/02/2021

Al giorno d’oggi il marketing ci bombarda con l’idea che la relazione con il nostro cane sia felice unicamente se rispecchia alcuni canoni di “perfezione”: il cane NON DEVE ti**re al guinzaglio, il cane DEVE tornare al richiamo, il cane DEVE essere “obbediente”, ma soprattutto NON DEVE farci sentire inadeguati agli occhi degli altri.
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Il fine del marketing è quello di vendere, ed il metodo più utilizzato è la manipolazione o la persuasione per soddisfare i nostri bisogni. Alcune volte questi “bisogni” vengono totalmente inventati.
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Una delle invenzioni più grandi del 20° secolo è che il cane ci appartenga e soprattutto sia lo specchio del proprietario.
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Il suo “ biglietto da visita “, alcuni lo chiamano.
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Cerchiamo la perfezione guidati da canoni estetici e comportamentali spesso non in linea con il concetto di realtà, salute, fisica e psicologica nostra e del nostro cane.
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Per fare un parallelismo è quello che succede con l’estetica del corpo: siamo bombardati da modelli estetici spesso inarrivabili ma soprattutto che non sono indice di quella che è la salute. Una persona in sovrappeso non è per forza una persona che non sta bene; allo stesso modo succede nella cinofilia, dove spesso gli stessi professionisti si propongono al pubblico con modelli che non rispecchiano il concetto di sana relazione.
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Il cane che torna al richiamo in ogni momento non è per forza un cane felice ed in salute.
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Il cane che esegue seduto, terra, resta, riporto, giravolta e ci sbalordisce in modo performativo, non è per forza un cane felice ed in salute.
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Il cane che esce 7 volte al giorno, non è per forza un cane felice ed in salute.
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Circondati da un mondo che ci dice che il cane non ci debba dare problemi, che debba essere “curato” e “seguito” in ogni suo bisogno più profondo, maturiamo dentro di noi ansie, sensi di colpa ed inadeguatezze su concetti che purtroppo, spesso, non possiamo raggiungere.
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Trovare il giusto compromesso tra quello che è il benessere di entrambi è la giusta chiave per avere una relazione di reciprocità, al cui interno saranno ben incluse anche le emozioni negative, che non possiamo evitare agli altri ed evitarci, perché fanno parte della vita.

Vuoi condividere la vita con un guardiano?Marco cerca casa, si trova in Sardegna, a Capoterra (CA), adottabile in tutta ...
24/08/2020

Vuoi condividere la vita con un guardiano?

Marco cerca casa, si trova in Sardegna, a Capoterra (CA), adottabile in tutta Italia.

Chi E’ Marco :

✅ E’ un cane giovane, ha 1 anno e mezzo, pesa circa 35Kg ed una intera vita davanti;

✅ E’ un cane da guardiania e come tale ha uno spiccato senso di protezione del territorio : gli piace fare la guardia ma, al contempo, è propenso alla condivisione;

✅ Un cane che può vivere nelle zone periferiche della città, nei paesi, ma soprattutto in ambienti di campagna : ama la tranquillità e la natura, ma apprezza anche le passeggiate lì dove gli stimoli non sono esagerati;

✅ Un cane collaborativo : a dispetto del suo passato, è docile con le persone che riesce ad individuare come una guida sicura, con le altre risulta diffidente ma mai aggressivo;

✅ Ha bisogno di una figura di riferimento capace, dinamica e che sia in grado di trasmettergli la sicurezza nel mondo che gli manca.

✅ E’ un cane estremamente resiliente, con una forza d’animo rara e con una grande voglia di vivere e condividere la vita con qualcuno che sappia apprezzarlo per ciò che è.

Chi NON è Marco :

📌 Un cane da centro città : non ama molto il caos, è diffidente verso le novità e la calca di troppe persone lo preoccupa. Non puoi portarlo con te durante l’aperitivo e non puoi portarlo con te al centro commerciale;

📌 Un cane che può svolgere la vita da Guardiano nella PASTORIZIA;

📌 Un cane socievole con gli estranei : non ha mai mostrato aggressività verso le persone, ma NON è un Labrador;

📌 Un cane esclusivamente da appartamento : non è adatto alle classiche 3 passeggiate da 10 minuti sotto casa per fare la p**ì. Non è adatto nessun cane, ma lui ancor meno;

📌 Un cane che può vivere con altri maschi INTERI e TESTOSTERONICI : lui NON può essere per NESSUN motivo CASTRATO e viene affidato con l’obbligo di NON castrazione.

Vaccinato, Sano, non presenta patologie comportamentali di rilievo, è costantemente seguito da me, Istruttore, e dalla veterinaria comportamentalista di riferimento Stefania Uccheddu.

Pre e Post Affido.

Contatti : 3463365716 ( Francesca ) , 3934279821 ( Monica )

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Uno dei concetti più errati di questi tempi è quello di binomio.⠀Ci hanno insegnato che l’arrivare a fondersi in un solo...
26/07/2020

Uno dei concetti più errati di questi tempi è quello di binomio.
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Ci hanno insegnato che l’arrivare a fondersi in un solo individuo pur essendo due sia una delle aspirazioni più concrete.
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Ci hanno insegnato che riuscire ad avere il controllo del cane in ogni situazione sia un arrivo, una meta, a cui ogni cinofilo ( ed ancor di più se professionista! ) dovrebbe arrivare.
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Dall’addestramento classico contornato dalle coercizioni più elevate sino ad arrivare alle imposizioni più velate degli sport ad alti livelli agonistici.
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Non è mia intenzione fare di tutta l’erba un fascio; fare sport con il proprio cane può essere una meraviglia, tant’è che all’interno della mia scuola sono proposti come attività amatoriale, e sono spesso un continuo di un’educazione più profonda.
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E vi sono anche rare occasioni, di cinofili ad alti livelli agonistici che assolutamente dissocio da questo discorso.
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Ma ciò su cui vorrei mettere dei punti fermi e decisi, è l’importanza di far capire alle persone che praticano unicamente l’addestramento ( e l’addestramento mascherato da “educazione”! ) che vi è anche altro al di fuori delle proprie vedute.
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Ogni volta che, di fronte ad un disequilibrio del cane io attuo un controllo addestrativo, sto togliendo la possibilità al cane di trovare delle strategie alternative per arrivare ad un equilibrio interiore. Di diventare indipendente dai miei aiuti, e non costantemente dipendente dalla mia figura.
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Insegnare seduto, terra, resta ed usarli in qualunque occasione senza tenere conto delle emozioni che il cane sta provando in quel momento è obsoleto.
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Mettere il cane in trasportino perché non riesce a calmarsi e sottoporlo poi a continui stimoli fronte ad un campo “addestrativo” solo quando deve lavorare, può portare, soprattutto nei cuccioli che diventeranno poi adulti, ad effetti disastrosi.
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Il controllo, seppure in alcune occasioni necessario e di vitale importanza risulta altre solamente una scusa per placare le nostre ansie e non metterci in discussione.
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“ Scegliere di stare con un altro individuo senza averne bisogno è la base di una relazione sana. “ cit. Michele Minunno.
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E voi? Sapete dosare il controllo e la libertà?

Le discussioni con il nostro cane sono sempre inutili e deleterie?⠀La storia ci insegna che lì dove le persone vedono se...
20/07/2020

Le discussioni con il nostro cane sono sempre inutili e deleterie?
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La storia ci insegna che lì dove le persone vedono semplicità nel risolvere dei problemi, subito la figura di riferimento che promette i risultati viene idolatrata.
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E’ sempre successo così, ed oggi questo fenomeno viene in particolar modo studiato dalle agenzie di marketing per manipolare il prossimo al fine di acquistare un prodotto.
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Vedremo quindi intere campagne pubblicitarie atte a rassicurarvi che, acquistando il loro corso o videocorso, avrete le chiavi in tasca per la risoluzione del vostro o suo problema.
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Ma è davvero così?
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Sicuramente parte della formazione di ogni “proprietario” dipende dalla teoria e dallo sviluppo di un’ampia cultura e conoscenza della specie.
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Ma quasi nessuno apertamente ti dice che non sarà semplice.
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Ma che, anzi, sarà molto difficile.
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Siamo costantemente tartassati dai media al fine di farci credere che le emozioni positive debbano essere l’unica cosa presente nella nostra vita. Semplicità. Immediatezza. Gioia. Denti bianchi sporgenti e nemmeno un filo di stress rimarcato dalle borse sotto gli occhi.
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Questa falsità ci condiziona e ci fa sb****re il muso quando dobbiamo fare i conti nelle nostre relazioni.
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Preferiamo sempre più rifuggire dalle discussioni, non siamo più abituati a scendere a compromessi e mettere in gioco il nostro punto di vista.
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La realtà invece è un’altra.
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Le discussioni sono aria per i nostri polmoni, servono a ripulire i fraintendimenti.
Dalle emozioni negative non dobbiamo fuggire: sono parte integrante della vita e sia noi, che i nostri cani, dobbiamo conoscerne il sapore; dobbiamo temprarci, allenare le nostre soglie dello stress e capire che la vita è anche questa.
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Non “purtroppo”, ma, forse “per fortuna”.
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Discutere in modo costruttivo all’interno delle relazioni porta, nel corso del tempo, a migliorarle e ad una maggiore intimità.
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Serve sacrificio, certo. Spesso tante lacrime.
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Ma poi diciamocelo: senza l’amaro, riusciremmo davvero a riconoscere il dolce?

Nella relazione con il vostro cane avete trovato un equilibrio?⠀Durante le mie consulenze e soprattutto nei percorsi edu...
13/07/2020

Nella relazione con il vostro cane avete trovato un equilibrio?
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Durante le mie consulenze e soprattutto nei percorsi educativi/riabilitativi che svolgo, la prima cosa che cerco di far emergere durante gli argomenti che affrontiamo, è l’esigenza di creare un nuovo stile di vita all’interno della famiglia che generi equilibrio tra le due parti: cane, ed esseri umani.
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Quando ci si rivolge ad una figura professionale, spesso si spera ( anche inconsciamente ) che questa in qualche maniera, con le sue competenze, possa risolvere il problema che abbiamo, sottovalutando una cosa fondamentale: che il problema, in realtà, dobbiamo risolverlo noi.
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La figura professionale può indirizzarci ed accompagnarci durante questo percorso ma il cambiamento è una cosa che riguarda l’equilibrio delle due parti e se non c’è la volontà della parte umana di cambiare, sarà sempre un insuccesso.
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Nessuno possiede una bacchetta magica in grado di esaudire i desideri e trovare un equilibrio richiede SEMPRE un prezzo: il sacrificio.
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Il sacrificio di mettersi in discussione e allenare l’empatia, il sacrificio di mettere da parte l’egoismo che enfatizza i nostri soli bisogni e non quelli del cane, il sacrificio insito nella delusione delle aspettative che avevamo rispetto alla vita che volevamo con il nostro cane.
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Diffidate da chi si vende promettendovi che in poco tempo, o poche lezioni, i vostri problemi saranno risolti.
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Il cambiamento esige SEMPRE dei lunghi periodi, differenti sia per il cane che per la parte umana:
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- c’è bisogno di TEMPO per scardinare la diffidenza verso la figura professionale ( quasi sempre presente! );
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- c’è bisogno di TEMPO per scardinare i luoghi comuni costruiti da una società purtroppo ignorante;
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- c’è bisogno di TEMPO per apprendere, memorizzare ed immagazzinare nella memoria a lungo termine;
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- c’è bisogno di TEMPO, per capire, creare relazione, fiducia, ed empatia con il nostro cane.
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Ricordatevi sempre che non ci può essere equilibrio se non state facendo un compromesso, tra le vostre e le sue esigenze.
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E voi avete trovato il vostro equilibrio?

Quanto è importante per il cane essere libero?⠀Oggi vorrei agganciarmi al discorso della collega .pergola di Comprendiam...
30/06/2020

Quanto è importante per il cane essere libero?
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Oggi vorrei agganciarmi al discorso della collega .pergola di Comprendiamo il Cane per aprire un argomento che mi sta molto al cuore: la libertà.
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La libertà è una delle cose fondamentali per il cane perché gli permette di potersi staccare da noi e creare la sua indipendenza, senza essere costantemente sotto il nostro controllo.
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Il controllo, continuo, sia tramite esercizi addestrativi che strumenti utili come un guinzaglio, minano in modo importante - se non utilizzati con criterio - l’autonomia del singolo creando, a volte, veri e propri meccanismi psicologici e patologici che ledono sia la relazione che il benessere individuale.
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Quindi dovete andare contro la legge e liberarlo ovunque vi troviate?
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Assolutamente no.
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Irene nelle sue stories parla del rispetto che bisogna avere degli altri: sia nel raccogliere le feci da terra, sia ad esempio nel raccogliere i peli del cane appena spazzolato sul ciglio della strada.
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Come possiamo lamentarci dell’intolleranza delle altre persone che non amano i cani quando siamo NOI in primis a ledere la libertà altrui?
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Ogni volta che manchiamo di rispetto alla società stiamo creando un’etichetta attorno a TUTTA la categoria di persone che hanno i cani.
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Io posso liberare il mio cane solo ed esclusivamente se nel farlo NON LEDO la LIBERTA’ ALTRUI, perché gli altri hanno lo stesso diritto di godersi una passeggiata con il proprio cane al guinzaglio, ad esempio, senza avere altri cani liberi che gli vanno addosso, che sia per un invito al gioco o addirittura per aggredirlo!
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Sono un grande sostenitore della libertà degli esseri umani e dei cani: ma solo quando vi è criterio nell’esercitarla.
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Partendo dal presupposto che il richiamo puoi insegnarlo a QUALUNQUE cane di qualunque RAZZA ( a meno che non vi siano RARE PATOLOGIE DI MEZZO ), se non riuscite, è vostro DOVERE rivolgervi ad un professionista che vi segua per capire cosa non quadra nella vostra comunicazione ed in generale nella vostra relazione.
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Con alcuni individui può essere più difficile, è vero, ma non IMPOSSIBILE.
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Quindi ricordatevi: libertà sì, ma senza ledere la libertà degli ALTRI!

Le guerre cinofile tra i diversi club ed enti sono l’anti cino-filia.⠀Non amo i conflitti e per natura tendo ad evitarli...
27/06/2020

Le guerre cinofile tra i diversi club ed enti sono l’anti cino-filia.
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Non amo i conflitti e per natura tendo ad evitarli, difficilmente accetto provocazioni.
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Motivo per cui ho sempre fatto fatica ad inserirmi e partecipare alle intense diatribe che si creano tra chi fa sport e chi no, tra chi ha un’A.S.D. e chi partita Iva, ma in generale in mezzo a chi cerca di dimostrare che il suo orto sia più bello degli altri.
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Cinofilia è una parola che amo molto - composta da cino- (dal greco κύων κυνός ossia Cane) e -filia (dal greco ϕιλία ovvero Amore, Amicizia) - perché di per sè racconta quali dovrebbero essere i sentimenti principi all’interno delle diverse interazioni.
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Amore e Amicizia. E spesso invece è il contrario.
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Credo che creare fazioni e gruppi faccia parte dell’animo umano, basta volgere uno sguardo alla storia per trarre alcune conclusioni.
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Eppure non mi rassegno al fatto che, lì dove ci dovrebbe essere un sentimento comune a guidarci verso il benessere dei cani e dei loro proprietari, ci sia invece tanto altro che ruota attorno a soldi, opportunismo ed incapacità di mettersi in discussione.
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Esiste poca collaborazione ma soprattutto vi è un’accentuata percentuale, sia di professionisti, che di discenti, che tendono a chiudersi nelle loro barricate di pensiero esercitando il pensiero critico spesso solo per sparlare, e non per finalità costruttive.
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Le guerre tra metodi e strumenti, dovrebbero lasciare spazio ad una più attenta condivisione di cultura.
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Anni fa sono arrivato addirittura a cancellare il mio profilo privato di Facebook per evitare di leggere gente spalare m*a su altre persone, senza nessun fine positivo ma semplicemente per scaricare frustrazioni e senso di inadeguatezza.
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Credo che invece di sparlare degli altri, dei loro metodi e dei loro strumenti, si dovrebbe cercare di esporre dei concetti reali, argomentandoli, e mai cercando di oscurare gli altri con il tentativo di brillare di più.
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Vi lascio con una frase da mamma pancina:
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Siamo tutti stelle. Solo che alcuni pensano solo a brillare, altri si affannano a cercare di oscurare gli altri, finendo per spegnere se stessi.

Cosa succede quando creiamo delle aspettative sul nostro cane?⠀Una delle cose che più trovo difficile fare - per il cari...
24/06/2020

Cosa succede quando creiamo delle aspettative sul nostro cane?
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Una delle cose che più trovo difficile fare - per il carico emotivo che ne deriva - è rompere le aspettative dei “proprietari” su ciò che vorrebbero nell’intraprendere un percorso educativo/riabilitativo.
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Per assenza di cultura - e quindi non per malizia! - la maggior parte delle persone che vengono a trovarmi non inizia il discorso domandandosi i perché, ma vanno alla ricerca di soluzioni.
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Il cane mi causa questo disagio e voglio risolverlo.
Il cane deve imparare a stare fermo al bar perché voglio portarmelo appresso.
Il cane è diffidente ed invece deve socializzare con tutti.
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Voglio. Voglio. Voglio.
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E’ una delle parole che più sento ripetermi, soprattutto ai primi incontri, e questa esigenza spesso nasconde un’inconsapevole mancanza di empatia che deve essere coltivata ed educata.
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Le frasi dette sopra nascondono, in modo non palese, un egoismo di fondo che non tiene a mente COSA vuole il CANE!
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Da ormai molto tempo ho smesso di acconsentire alle richieste di proprietari che ponevano i propri desideri davanti senza tenere in considerazione che dall’altra parte esiste un essere vivente con desideri, motivazioni, predisposizioni.
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Se è vero che tendo al compromesso, parte fondamentale dei miei percorsi, è anche vero che ho perso diversi clienti che non accettavano di porsi invece queste, di domande:
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Perché il mio cane mostra questo comportamento problematico?
Il mio cane sta bene seduto al bar oppure no?
Il mio cane ha piacere di stare con gli altri cani o le altre persone?
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Si tratta di una diversa prospettiva, che richiede anche molto tempo per essere assimilata soprattutto quando, nel prendere quell’adorabile palla di pelo, ci siamo creati un’aspettativa in linea perfetta con il nostro stile di vita.
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E’ difficile smontare tutti questi castelli, per far capire che ogni volta che un essere vivente entra nella nostra vita distrugge un equilibrio, e per ritrovarlo è necessario per forza un cambiamento ed un venirsi incontro.
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Creando un nuovo mondo interiore fatto di reciproca comprensione, di accettazione e di empatia.

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