04/07/2026
Le ferite che ci portiamo addosso, i segni invisibili, le cicatrici che il tempo non cancella, raramente arrivano da una guerra dichiarata o da un nemico sconosciuto.
Quasi sempre hanno il volto di qualcuno che abbiamo amato, a cui abbiamo voluto bene e dato la nostra amicizia.
Perché solo chi entra davvero nel nostro cuore ha il privilegio, e purtroppo anche il potere, di ferirlo. Le parole di uno sconosciuto scivolano via. Quelle di una persona che consideriamo importante, invece, si insinuano dentro di noi e scavano solchi profondi fatti di dubbi, paure e insicurezze.
Da bambini ci insegnano a diffidare degli estranei. Ci dicono di non accettare caramelle da chi non conosciamo. Ma nessuno ci prepara al veleno più pericoloso: quello che arriva ogni giorno da chi dice di amarci, ma continua a farci sentire sbagliati, inadeguati, sempre diversi da come vorrebbe che fossimo.
E così impariamo a sopravvivere ingerendo, un po’ alla volta, quel veleno silenzioso, fino a convincerci che sia normale.
Forse è una frase semplice, forse perfino banale. Ma gli unici denti di cui non avrò mai paura sono quelli del mio cane.
Perché potranno affondare nella mia pelle durante un gioco, ma mai nella mia anima. Lui non mi chiederà mai di essere diverso. Non misurerà il mio valore. Non userà l’amore come un’arma.
Mi amerà esattamente per ciò che sono.
Ed è questo che voglio anche dalle persone!