16/10/2026
LA CROCCHETTA DA 4.800 KCAL? FACCIAMOCI DUE CONTI...
Negli ultimi tempi sembra che le crocchette abbiano iniziato a frequentare la stessa palestra dei pescatori: ogni volta che raccontano una storia, il numero cresce.
C'è chi propone normalissimi mangimi 30/20 e li presenta come se fossero carburante aeronautico:
"4.800 kcal!"
"Energia esplosiva!"
"Potenza senza limiti!"
"Formula segreta!"
Bello.
Peccato che la nutrizione non funzioni con gli slogan.
Funziona con la matematica.
Un mangime con:
✅ 30% proteine
✅ 20% grassi
✅ 2% fibra
✅ 6% ceneri
✅ 10% umidità
sviluppa generalmente un'energia metabolizzabile attorno alle 3.800-4.100 kcal/kg.
Non è un'opinione.
È il risultato dei coefficienti energetici utilizzati in nutrizione animale.
Facciamo un esempio semplice
Prendiamo proprio un classico 30/20.
I carboidrati residui saranno circa:
100 - 30 - 20 - 2 - 6 - 10 = 32%
Adesso calcoliamo l'energia:
•Proteine: 30 × 3,5 = 105 kcal
•Grassi: 20 × 8,5 = 170 kcal
•Carboidrati: 32 × 3,5 = 112 kcal
Totale:
105 + 170 + 112 = 387 kcal ogni 100 grammi
Tradotto:
3.870 kcal/kg
Non 4.800.
Non 5.000.
Non 5.300.
3.870 kcal/kg.
Anche concedendo materie prime eccellenti e digeribilità elevata, siamo ben lontani dai numeri da Formula 1 che ogni tanto leggiamo in giro.
La domanda è una sola
Se due mangimi dichiarano:
•30% proteine
•20% grassi
ma uno viene pubblicizzato a 3.900 kcal e l'altro a 4.800 kcal, il cliente dovrebbe chiedersi:
Dove sono nascoste le 900 kcal in più?
Nel sacco?
Nel grasso che non compare in etichetta?
Oppure direttamente nella fantasia del reparto marketing?
Perché le calorie non si inventano.
Le calorie devono provenire da nutrienti reali.
Un piccolo segreto che nessuno dice:
"Per arrivare davvero vicino alle 4.800 kcal/kg, normalmente bisogna aumentare parecchio il livello dei grassi.
E parecchio significa parecchio."
Non basta scriverlo su Facebook.
Bisogna trovarlo nell'analisi nutrizionale.
Morale della favola
Un buon mangime non si giudica da quante calorie promette una pubblicità.
Si giudica da:
•materie prime;
•analisi nutrizionale;
•digeribilità;
•costanza produttiva;
•trasparenza dei dati.
Perché nel pet food i numeri possono essere opinabili.
La matematica, molto meno. 😏
"Quando un valore sembra troppo bello per essere vero, prima di aprire il portafoglio apri la calcolatrice."