Metodo 5 Essenze

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Metodo 5 Essenze Il Metodo delle 5 Essenze è un approccio
di stampo olistico-sistemico che si rivolge al benessere animale e umano.

Credo fortemente che siamo fatti di energia e che siamo continuamente in connessione con tutto ciò che ci circonda. Risulta impossibile per me scindere un lavoro più pratico, di conoscenza etologica, da un lavoro più profondo che va' a scavare nei blocchi energetici e negli schemi che si sono cristallizzati nel tempo in un individuo e di conseguenza anche nel sistema. Lavoro con umani e animali in un ottica olistica e sistemica, ogni percorso o trattamento è totalmente personalizzato.

LO STRESS NELLA RELAZIONELaboratorio Quanto di quello che facciamo con il cane è davvero una scelta e quanto, invece, è ...
14/10/2026

LO STRESS NELLA RELAZIONE
Laboratorio

Quanto di quello che facciamo con il cane è davvero una scelta e quanto, invece, è una reazione automatica?

Quando il nostro cane si agita, abbaia o si blocca, siamo concentrati su ciò che sta facendo lui. Ma quanto ci accorgiamo di quello che succede a noi?

La relazione è fatta di due individui che si influenzano reciprocamente, ciascuno con il proprio modo di percepire e reagire.

Una mattinata insieme per esplorare lo stress nell'umano e nel cane, attraverso esperienze pratiche, osservazione ed esercizi di percezione.

Per imparare a riconoscere i nostri automatismi e scoprire nuove possibilità di risposta nella relazione.

Se vuoi unirti a noi :

📅 Domenica 25 ottobre | 9:30–13:00
📍 Soleminis – Strada 387 del Gerrei
📃 Attestato di partecipazione

📝 Iscrizioni entro il 23 ottobre

Metodo 5 Essenze & Percorsi a 6 Zampe

📞 Monja 393 7759652
📞 Stefania 345 7968156

LO STRESS NELLA RELAZIONEComprendere lo stress e sperimentare nuove possibilità di regolazioneQuando parliamo di stress ...
12/10/2026

LO STRESS NELLA RELAZIONE
Comprendere lo stress e sperimentare nuove possibilità di regolazione

Quando parliamo di stress nel cane cerchiamo i segnali, osserviamo i comportamenti, impariamo a riconoscere quando una situazione è troppo difficile o quando avrebbe bisogno di maggiore distanza, sicurezza o possibilità di scelta.
Ma nella relazione il cane non è solo, ci siamo anche noi, con il nostro corpo, le emozioni, le tensioni, il modo in cui respiriamo, ci muoviamo, comunichiamo e reagiamo a quello che sta succedendo.

In questo laboratorio affronteremo dunque lo stress come qualcosa che riguarda entrambi e che inevitabilmente incide nella relazione, imparando a riconoscerne le manifestazioni, ma soprattutto diventando più capaci di accorgerci di ciò che sta succedendo prima di finire dentro le nostre reazioni abituali e scoprire quali altre possibilità abbiamo.
Come ad esempio prendere quel momento di difficoltà come spunto di osservazione e di crescita, aprirsi al cambiamento e al nuovo equilibrio.
Durante la giornata parleremo di cosa accade sia nel cane che nell'umano, di come lo stress modifica la percezione e la comunicazione e di come imparare a osservare senza fermarsi alla semplice lettura dei segnali.
Faremo esperienza diretta attraverso momenti di osservazione, ascolto ed esperienze guidate, porteremo l'attenzione su ciò che accade nel corpo, nelle emozioni, nella percezione e nel modo in cui entriamo in relazione.

Utilizzeremo anche alcune tecnica per allenare la capacità di rimanere presenti a ciò che sta accadendo, riconoscere i nostri automatismi e creare quello spazio che ci permette di non rispondere sempre nello stesso modo.
E lo faremo anche insieme ai cani, osservando le loro risposte e ciò che cambia nella comunicazione e nella relazione quando cambia il nostro modo di stare in una situazione.
Non si tratta di eliminare lo stress o di evitare ogni situazione difficile, ma di acquisire maggiore consapevolezza di come entriamo e ci muoviamo dentro quelle situazioni, imparando a riconoscere quando stiamo reagendo automaticamente e quando, invece, abbiamo la possibilità di scegliere una risposta diversa.

Se vogliamo parlare davvero di relazione, dobbiamo imparare a riconoscere anche cosa stiamo portando noi in quella relazione e cosa accade quando i nostri due stati si incontrano.

📅 Domenica 25 ottobre | 10:00–13:00
📍 In presenza – Centro Cinofilo - Soleminis, strada 387 del Gerrei

✍️ Iscrizioni entro venerdì 23 ottobre

Per informazioni e iscrizioni:
Monja 393 7759652
Stefania 345 7968156

Ripartono i Dialoghi Olistici! Ripartiamo da un argomento che ci tocca tutti, umani e animali, lo STRESS. Che cosa è rea...
24/09/2026

Ripartono i Dialoghi Olistici!

Ripartiamo da un argomento che ci tocca tutti, umani e animali, lo STRESS.
Che cosa è realmente?

Ne parliamo stasera on line insieme al nostro incontro mensile gratuito. Ci vediamo alle.20,30.

Link Zoom all’incontro:
https://us06web.zoom.us/j/85630268873?pwd=MPdS05DSoWP9EqI0Xc56u0DEWftToH.1

Ripartono i Dialoghi Olistici Da settembre riprendono i nostri incontri mensili con una bella novità: Metodo 5 Essenze...

PASSEGGIATE DI GRUPPO Domenica 27 settembre iniziano le nostre passeggiate mensili.La passeggiata non è soltanto un mome...
23/09/2026

PASSEGGIATE DI GRUPPO

Domenica 27 settembre iniziano le nostre passeggiate mensili.

La passeggiata non è soltanto un momento di movimento, ma uno spazio in cui cane e umano fanno esperienza insieme dell’ambiente e di ciò che accade intorno a loro. Proprio per questo può diventare un’occasione preziosa per osservare il cane, conoscere meglio il suo modo di muoversi nel mondo e prestare attenzione a come noi lo accompagniamo.
Le nostre passeggiate di gruppo nascono per camminare insieme, osservare, condividere e fare esperienza. Di volta in volta cambieremo luogo e contesto, alternando ambienti naturali e urbani, perché ogni ambiente porta con sé stimoli, possibilità e difficoltà differenti e ci permette di conoscere qualcosa in più del nostro cane e del nostro modo di accompagnarlo.
Durante il percorso avremo modo di osservare come ogni cane si muove nell’ambiente, come affronta ciò che incontra, come comunica e gestisce la presenza degli altri, ma anche come noi lo accompagniamo: quanto lasciamo spazio all’esplorazione, quando interveniamo, cosa anticipiamo e come possiamo imparare a gestire le nostre emozioni?
C’è anche un altro aspetto importante alla base di questa proposta: creare nel tempo un gruppo che abbia una sua continuità.
Anche per i cani la possibilità di incontrare nuovamente gli stessi individui cambia profondamente la qualità dell’esperienza. Non si tratta semplicemente di “stare con altri cani”, ma di avere il tempo e lo spazio per conoscersi, riconoscersi e costruire gradualmente delle relazioni, nel rispetto delle caratteristiche e dei tempi di ciascuno.
Per questo abbiamo scelto di proporre appuntamenti mensili: non una serie di passeggiate scollegate tra loro, ma un’esperienza che possa evolvere nel tempo, sia per i cani sia per le persone.

📅 Domenica 27 settembre
🕤 dalle 9:30 alle 11:30 – Quota di partecipazione 20euro.
Il luogo della prima passeggiata verrà comunicato agli iscritti sul gruppo WhatsApp privato.

Le passeggiate proseguiranno ogni ultima domenica del mese.
Metodo 5 Essenze & Percorsi a 6 Zampe, vi aspettiamo!

Per informazioni e iscrizioni entro sabato mattina.
Monja – 393 77 59652
Stefania – 345 7968156

Vi siamo mancate? Ripartiamo con i Dialoghi Olistici!Da settembre riprendono i nostri incontri mensili con una bella nov...
16/09/2026

Vi siamo mancate? Ripartiamo con i Dialoghi Olistici!

Da settembre riprendono i nostri incontri mensili con una bella novità: Metodo 5 Essenze & Percorsi a 6 Zampe saranno insieme in questo spazio, unendo i Dialoghi Olistici a Benessere a 360°.

E ripartiamo insieme da un argomento che ci tocca tutti, umani e animali, lo STRESS.

Diciamo che siamo stressati, che il nostro animale è stressato, attribuiamo allo stress stanchezza, agitazione, difficoltà a dormire, problemi comportamentali e persino disturbi fisici. Ma cosa intendiamo realmente quando parliamo di stress?

Lo stress non è necessariamente qualcosa di negativo e non coincide semplicemente con uno stato di agitazione o di tensione emotiva. È prima di tutto una risposta di adattamento dell’organismo a ciò che richiede un cambiamento, uno sforzo o un riequilibrio.

Il problema nasce quando le richieste diventano troppe, durano troppo a lungo oppure mancano le condizioni necessarie per recuperare.
Parleremo di come lo stress si racconta attraverso il corpo, il sistema nervoso, il sonno, l’intestino, le difese immunitarie, le emozioni e il comportamento, dall’ambiente in cui viviamo, dai ritmi, dalle relazioni, da uno stato di dolore o malessere, ma anche dall’accumularsi di tanti piccoli fattori.

Nei Dialoghi di settembre partiremo quindi proprio da qui: da che cos’è realmente lo stress, da come nasce una risposta fisiologica necessaria e da cosa accade quando l’organismo rimane troppo a lungo impegnato ad adattarsi.

Lo osserveremo nelle sue diverse manifestazioni e cercheremo di capire quali fattori possono alimentarlo, come riconoscerlo nell’umano e nell’animale e, soprattutto, perché per comprenderlo non possiamo fermarci a un singolo sintomo.

Vi aspettiamo!

https://www.le5essenze.com/corsi/dialoghi-olistici-lo-stress/

Link Zoom all’incontro:
https://us06web.zoom.us/j/85630268873?pwd=MPdS05DSoWP9EqI0Xc56u0DEWftToH.1

Ripartono i Dialoghi Olistici Da settembre riprendono i nostri incontri mensili con una bella novità: Metodo 5 Essenze...

Quando una malattia entra nella nostra vita non porta con sé soltanto sintomi, dolore, limiti, terapie e cambiamenti pra...
14/09/2026

Quando una malattia entra nella nostra vita non porta con sé soltanto sintomi, dolore, limiti, terapie e cambiamenti pratici.
Con il tempo costruiamo anche un rapporto con quella condizione, che entra nel modo in cui ci percepiamo, nelle nostre scelte, nelle abitudini e inevitabilmente anche nelle relazioni con gli altri.

La malattia può diventare parte di come ci vediamo e ci definiamo, fino a occupare uno spazio molto più grande di quello legato alla condizione fisica. I limiti esistono e vanno riconosciuti ma, spesso in modo inconsapevole, possiamo iniziare ad attribuire alla malattia anche quello che abbiamo paura di fare, quello che non vogliamo affrontare, responsabilità dalle quali preferiamo sottrarci o scelte che continuiamo a rimandare.

Questo vale anche nelle relazioni, perché quando stiamo male cambia il modo in cui gli altri si comportano con noi.
Magari riceviamo più attenzioni, veniamo accuditi, qualcuno si fa carico di cose che prima spettavano a noi, ci vengono fatte meno richieste. È normale che accada e in molti momenti è esattamente ciò di cui abbiamo bisogno, essere sostenuti, ma con il tempo possiamo anche imparare a utilizzare quella posizione.
Possiamo aspettarci che l'altro ci sia sempre, che sia disponibile, che comprenda qualsiasi nostro comportamento perché stiamo male, che rinunci sempre a qualcosa per noi. La malattia può diventare il motivo per cui l'altro non può allontanarsi, dirci di no o mettere un limite senza sentirsi in colpa.

Sento spesso la frase “ ho provato di tutto”, e a volte dietro ci sono davvero anni di cure, tentativi e percorsi senza risultati. Altre volte, andando a vedere meglio, quel “tutto” è soprattutto una successione di soluzioni veloci e impersonali: una medicina e poi un'altra, un integratore, un cambio di alimentazione, un nuovo trattamento, un altro professionista. Se non arriva il risultato sperato, o non arriva abbastanza velocemente, si passa alla soluzione successiva.
Continuiamo così a cercare qualcosa che modifichi la nostra condizione, mentre molto più difficilmente ci chiediamo se quella stessa condizione richieda un cambiamento anche da parte nostra. Possiamo cercare per anni qualcosa che ci faccia stare meglio mantenendo gli stessi ritmi, le stesse abitudini, lo stesso rapporto con il riposo, il cibo, le emozioni e con il corpo, e continuando a pretendere da noi stessi le stesse cose.
Cambiare continuamente una terapia o seguirla quando ci ricordiamo non ha esattamente lo stesso peso di rivedere il proprio modo di vivere.
Entrare nel cambiamento in prima persona potrebbe portarci a scoprire che per anni abbiamo ignorato i nostri limiti e i segnali del corpo, che non sappiamo rallentare, che facciamo fatica a chiedere aiuto o ad accettare di non poter controllare tutto.
Potremmo essere costretti a rivedere priorità e ritmi, vedere quanto abbiamo paura di cambiare, quanto abbiamo bisogno dell'attenzione degli altri, quanto ci rassicura sentirci necessari o quante cose abbiamo iniziato ad attribuire alla malattia senza chiederci più se dipendano davvero da lei.

Ma noi non siamo la nostra malattia!
Possiamo riconoscerla, curarla, rispettare i limiti che porta con sé e allo stesso tempo continuare a distinguere ciò che appartiene realmente a quella condizione da tutto quello che negli anni abbiamo costruito intorno ad essa.
Se la malattia cambia il nostro rapporto con noi stessi e con gli altri, anche la malattia di qualcuno di cui ci prendiamo cura può cambiare il ruolo che assumiamo noi.
Possiamo diventare quelli che controllano, assistono, organizzano, proteggono, quelli senza i quali pensiamo che l'altro non possa stare.
Quando la malattia riguarda un animale con cui viviamo, la malattia è sua, ma tutto quello che costruiamo intorno a quella malattia appartiene anche a noi.
Siamo noi a informarci, scegliere, preoccuparci, modificare la quotidianità, osservare ogni cambiamento e decidere cosa sia meglio fare.
È inevitabile che una condizione importante del nostro animale entri anche nella nostra vita e la modifichi. Il problema è che, proprio perché siamo così coinvolti, non è sempre facile distinguere quello che lui necessita realmente da quello che abbiamo bisogno di fare noi per sentirci tranquilli.
Una diagnosi modifica inevitabilmente il modo in cui ce ne prendiamo cura, ma può modificare anche il modo in cui iniziamo a guardarlo.
La paura che possa stare male può portarci a controllare di più, evitare esperienze, limitare attività e possibilità che magari potrebbero semplicemente essere adattate alla sua nuova condizione. Senza rendercene conto possiamo finire per vedere prima la patologia e poi l'animale, dimenticando che oltre a quel problema continuano a esistere i suoi interessi, le sue preferenze, le sue capacità e il bisogno di continuare a vivere esperienze compatibili con quello che può fare.
Essere necessari a qualcuno può dare molto senso alla nostra vita, e diventare parte integrante della nostra identità. E quando quel qualcuno è fragile, dipendente da noi e non può mettere in discussione il modo in cui interpretiamo i suoi bisogni, accorgersi di questo meccanismo diventa ancora più difficile.
Possiamo essere convinti di agire esclusivamente per proteggerlo e non accorgerci che, dentro quella protezione, sono entrati anche il nostro bisogno di controllo, le nostre paure, la difficoltà a lasciare che qualcun altro si occupi di lui o il bisogno di sentirci indispensabili.

C'è poi anche un altro meccanismo da osservare: la paura stessa della malattia può portarci a non affrontarla.
Non tutti reagiamo alla paura cercando immediatamente risposte e soluzioni, a volte succede esattamente il contrario. Rimandiamo una visita, un controllo, un esame, continuiamo ad aspettare per vedere come va, minimizziamo un sintomo o troviamo una spiegazione che ci permetta di stare ancora un po' lontani da quello che temiamo.
Possiamo essere molto preoccupati, stare male per quello che sta succedendo e allo stesso tempo continuare a non fare ciò che quella situazione richiede.
Sappiamo che dovremmo occuparci di qualcosa, vediamo che sarebbe necessario prendere una decisione, eppure continuiamo a rimandare, perché agire significa anche entrare dentro quella realtà, sapere come stanno realmente le cose e, una volta che lo sappiamo, decidere cosa fare. E non sempre siamo pronti a farlo.
Possiamo quindi avere moltissima paura di una malattia e contemporaneamente non prendercene realmente cura.
Possiamo preoccuparci senza agire, pensare continuamente al problema senza affrontarlo, mentre la situazione continua ad andare avanti.

Rimandare, anche se spesso non lo percepiamo in questo modo, è comunque una scelta: significa lasciare che le cose continuino ad andare avanti così come sono. E anche aspettare e lasciare andare hanno delle conseguenze, che possono portarci poi a confrontarci con il senso di colpa per non aver agito prima.

La malattia è in grado di obbligarci a cambiare molte cose, ma può anche metterci davanti a parti di noi che fino a quel momento non avevamo avuto motivo o voglia di guardare.
Le nostre paure, il bisogno di controllo, la difficoltà a cambiare, il bisogno degli altri, il ruolo che abbiamo assunto, quello a cui rinunciamo o quello che continuiamo a rimandare.
Possiamo subire tutto questo senza interrogarci, oppure provare a capire quanto di ciò che la malattia ha portato può essere utile alla nostra evoluzione.

Stefania Serreli
Metodo 5 Essenze

Ci sono novità! Da settembre Metodo 5 Essenze & Percorsi a 6 Zampe saranno insieme in un nuovo calendario di attività me...
11/09/2026

Ci sono novità!

Da settembre Metodo 5 Essenze & Percorsi a 6 Zampe saranno insieme in un nuovo calendario di attività mensili, dedicate alla relazione e al benessere in chiave olistica.

Ci saranno le passeggiate di gruppo in natura e in città, gli incontri di gruppo guidati, i seminari on line e in presenza e il nostro appuntamento online gratuito con i Dialoghi Olistici & Benessere a 360°.
Abbiamo scelto di dare a queste attività una cadenza mensile proprio per costruire una continuità, con possibilità diverse di incontrarsi, fare esperienza, approfondire alcuni temi e lavorare sulla relazione anche attraverso il gruppo.

Nel calendario trovate giorni, orari e le prime date di partenza. Di volta in volta vi racconteremo più nel dettaglio i singoli appuntamenti e i temi che affronteremo.

Si parte il 24 settembre con i Dialoghi Olistici e il 27 settembre con la prima passeggiata di gruppo.
Vi aspettiamo!

Lavorando per voi, a fine settembre ripartono i dialoghi e altre novità! Stay tuned ✨️ Dora Deak Cristiana Maghenzani St...
08/09/2026

Lavorando per voi, a fine settembre ripartono i dialoghi e altre novità! Stay tuned ✨️ Dora Deak Cristiana Maghenzani Stefania Serreli Dott. Cristiana Maghenzani - Medico Veterinario

La nostra Doc ci spiega la differenza tra Matatabi, Erba gatta e Valerina 🐱
01/09/2026

La nostra Doc ci spiega la differenza tra Matatabi, Erba gatta e Valerina 🐱

**MATATABI: PERCHÉ IL GATTO SEMBRA “SBALLARE” QUANDO LO ANNUSA?**

Lo annusa, si strofina, si rotola, lo mordicchia. A volte corre, gioca e sembra improvvisamente euforico.

No, il Matatabi non è una “droga per gatti”: dietro questa reazione c’è un meccanismo biologico interessante.

Il **Matatabi**, o Silver Vine (*Actinidia polygama*), contiene diverse sostanze volatili, tra cui il **nepetalactolo**. Quando il gatto lo percepisce attraverso l’olfatto, può attivarsi anche il suo **sistema oppioide endogeno**, che utilizza sostanze prodotte naturalmente dall’organismo, come le **β-endorfine**.

In alcuni studi sperimentali, l’esposizione al nepetalactolo ha aumentato le β-endorfine; inoltre, bloccando i recettori μ-oppioidi, la tipica risposta di sfregamento si riduceva.

In parole semplici, il gatto non è “drogato”: **sta attivando un proprio circuito naturale di gratificazione**. Per questo può strofinarsi con il muso, rotolare, leccare la pianta e cercare nuovamente il contatto.

# # # Perché si spalma il Matatabi addosso?

Strofinandosi, il gatto trasferisce alcune molecole sul pelo, soprattutto su testa e muso. Il nepetalactolo ha mostrato anche un’azione repellente contro alcune zanzare, tra cui *Aedes albopictus*, la zanzara tigre.

Questo comportamento potrebbe quindi avere un antico significato biologico: una forma di **self-anointing**, cioè l’applicazione sul corpo di sostanze naturali potenzialmente protettive.

Naturalmente, **il Matatabi non può sostituire gli antiparassitari**.

# # # Funziona su tutti i gatti?

No. In uno studio condotto su 100 gatti, quasi **l’80% rispondeva al Silver Vine**. Molti soggetti indifferenti alla classica erba gatta reagivano invece al Matatabi.

Probabilmente entrano in gioco differenze individuali, anche a livello dei **recettori olfattivi**. Il vostro gatto potrebbe quindi ignorare completamente il catnip e reagire intensamente a un bastoncino di Matatabi.

# # # A cosa può servire?

Soprattutto come forma di **arricchimento ambientale**. Può favorire esplorazione, gioco, interazione con l’ambiente, attività spontanea e gratificazione olfattiva.

Può essere utile per gatti che vivono in casa, soggetti poco interessati al gioco o gatti anziani, perché non richiede necessariamente un grande sforzo fisico. Si può usare anche per rendere più interessanti tiragraffi, cucce e giochi.

Non è però automaticamente un calmante: alcuni gatti si rilassano, mentre altri diventano più attivi ed eccitati. Durante la prima esposizione, soprattutto nelle case con più gatti, osservate quindi attentamente la risposta individuale.

# # # E l’appetito?

Il Matatabi **non è un vero stimolante dell’appetito**. Può aumentare temporaneamente motivazione, esplorazione e attività, ma un gatto che non mangia per nausea, dolore o malattia deve essere valutato dal veterinario.

# # # Come usarlo in sicurezza?

Offritelo inizialmente per pochi minuti e osservate sempre il comportamento del gatto. In assenza di indicazioni specifiche del veterinario, è prudente limitarne l’uso a una o due volte alla settimana, riponendolo poi fuori dalla sua portata.

Scegliete prodotti destinati ai gatti, integri e privi di additivi. Controllate che bastoncini e giochi non presentino schegge o parti ingeribili. Non lasciate il gatto senza supervisione mentre lo mordicchia. Nelle case con più gatti, valutate esposizioni separate per evitare competizione o conflitti.

Interrompete l’uso in caso di agitazione intensa, aggressività, vocalizzazioni insolite, ansimazione, vomito, diarrea, difficoltà respiratoria, perdita di equilibrio o altri comportamenti anomali. Se i sintomi persistono o il gatto ingerisce una quantità significativa di prodotto, contattate il veterinario.

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MATATABI, ERBA GATTA E VALERIANA SONO LA STESSA COSA?

No.

**Erba gatta – *Nepeta cataria***
Il composto più conosciuto è il **nepetalattone**. Circa due gatti su tre mostrano la tipica risposta fatta di sfregamenti, rotolamenti e gioco.

**Matatabi – *Actinidia polygama***
Contiene diversi iridoidi, tra cui il **nepetalactolo**, e sembra attirare una percentuale ancora maggiore di gatti.

**Valeriana – *Valeriana officinalis***
La radice contiene sostanze volatili attrattive, tra cui l’**actinidina**. Nel gatto, il suo odore non va confuso con l’effetto sedativo noto nella fitoterapia umana: alcuni gatti diventano invece più attivi.

Tre piante diverse, molecole diverse e risposte individuali diverse.

Tutte ricordano quanto il comportamento del gatto sia guidato dall’olfatto e quanto siano sofisticati i rapporti tra **olfatto, cervello, comportamento ed evoluzione**.

Il Matatabi non è semplicemente “un bastoncino che fa impazzire i gatti”, ma un piccolo esempio della complessità della biologia felina.

Dott.ssa Cristiana Maghenzani
Medico Veterinario

Il confine tra amore e sacrificioLe relazioni occupano una parte enorme della nostra vita e del nostro equilibrio, attra...
21/08/2026

Il confine tra amore e sacrificio

Le relazioni occupano una parte enorme della nostra vita e del nostro equilibrio, attraverso gli altri sperimentiamo appartenenza, vicinanza, riconoscimento, sicurezza, ma anche assenza, delusione, incomprensione e solitudine.

Dentro una relazione non incontriamo soltanto l'altro, ma portiamo anche ciò che siamo, la nostra storia, quello che abbiamo imparato sulla vicinanza e sulla distanza, quanto pensiamo sia possibile chiedere, quanto siamo abituati a ricevere e quanto siamo disposti ad adattarci pur di mantenere un legame.

La relazione però non rimane viva semplicemente perché continuiamo a chiamarla relazione, ha bisogno di presenza, reciprocità, interesse, tempo e realtà condivisa.
Eppure possiamo rimanere per anni dentro rapporti che hanno perso molte di queste cose, non necessariamente rapporti conflittuali o distruttivi, a volte semplicemente ci abituiamo che le cose “vanno così”.
Ci abituiamo a mettere in discussione quello che sentiamo, a domandarci se stiamo pretendendo troppo, se abbiamo interpretato male, se avremmo potuto essere più comprensivi, più pazienti, meno sensibili.
E se dall'altra parte troviamo qualcuno particolarmente bravo a restituirci continuamente il dubbio, possiamo anche finire per non fidarci più della nostra percezione.
Magari qualcosa ci ferisce, ma alla fine siamo noi a sentirci in colpa per averlo fatto presente.
La classica risposta “esagerato”, quando qualcuno oltrepassa un nostro limite e ci ritroviamo a spiegare perché quel limite dovrebbe essere rispettato. Chiediamo qualcosa di perfettamente legittimo e, dopo una conversazione, siamo noi a domandarci se abbiamo chiesto troppo.

A forza di comprendere le ragioni degli altri possiamo diventiamo bravissimi a tradire le nostre.
Comprendere qualcuno, però, non significa dover accettare qualsiasi cosa, riconoscere le difficoltà degli altri non rende meno importanti le nostre.
Eppure è facile vedere che il senso di colpa riesce a tenerci dentro molte relazioni molto più dell'amore.
Non serve stabilire chi sia il buono e chi il cattivo, questa è solo una trappola della mente, e non serve nemmeno cancellare tutto ciò che di bello c'è stato per riconoscere che qualcosa, oggi, non ci fa più bene.
Questa è una delle cose che ci blocca più a lungo dentro alcune relazioni, pensare di avere il diritto di allontanarci soltanto quando possiamo dimostrare che l'altro abbia fatto qualcosa di abbastanza grave, allora forse tiriamo fuori un po' di coraggio.

Tutto questo, magari in modo diverso, lo portiamo dietro anche nella relazione con gli animali, perché cambia chi abbiamo davanti, ma noi continuiamo a entrare nei legami con la nostra storia e con ciò che abbiamo imparato sull'amore.
Se siamo abituati a mettere continuamente in dubbio i nostri bisogni, a sentirci in colpa quando diciamo di no, a pensare che amare significhi esserci sempre o dare fino all’esaurimento, darci valore solo se siamo utili, è facile che una parte di questo modo di funzionare compaia anche con gli animali.
Possiamo sentirci in colpa quando lasciamo il cane a casa per fare qualcosa per noi, quando abbiamo bisogno di riposare, quando mettiamo regole e limiti, quando non riusciamo ad aiutarlo se c’è un problema di salute. Possiamo chiederci continuamente se stiamo facendo abbastanza, se avremmo potuto fare di più, se una sua difficoltà dipenda da qualcosa che abbiamo sbagliato.
Questo non significa dimenticare che un animale dipende concretamente dalle nostre scelte e che abbiamo nei suoi confronti responsabilità che non esistono nello stesso modo in una relazione tra adulti, significa riconoscere che responsabilità e senso di colpa sono due cose diverse.
La responsabilità ci porta a guardare ciò di cui l'altro ha realmente bisogno e ciò che possiamo fare nei limiti del possibile, il senso di colpa, invece, può portarci a pensare che qualunque cosa facciamo non sia mai abbastanza.

Abbiamo legato così profondamente l’idea dell’amore al sacrificio che rinunciare a qualcosa di noi è diventato un modo per dimostrare quanto amiamo, finendo per misurare la profondità di un legame attraverso ciò che siamo disposti a mettere da parte di noi stessi?

Stefania Serreli
Metodo 5 Essenze

Indirizzo

Cagliari

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