18/06/2026
I post da Baci Perugina fanno male ai cani e alla cinofilia.
Sì, perché se da una parte c'è chi riduce il cane a un soggetto da controllare, correggere e sottomettere, dall'altra c'è chi riduce la relazione a una raccolta di frasi romantiche buone per una cartolina.
In entrambi i casi si perde di vista il cane reale.
La relazione non è un accessorio. Non è una parola da utilizzare per rendere più piacevole un post sui social. Non è un'emozione generica fatta di amore incondizionato, coccole e sguardi profondi.
La relazione è un bisogno biologico fondamentale. È il contesto dentro il quale si sviluppano sicurezza, apprendimento, regolazione emotiva e capacità di affrontare il mondo. È il luogo in cui si costruisce la fiducia, ma anche quello in cui possono nascere paura, dipendenza, conflitto e sofferenza.
Quando parliamo di relazione in modo superficiale, attraverso degli slogan, rischiamo di svuotarla di significato. Rischiamo di far credere che basti "amare tanto" un cane per comprenderlo, rispettarlo e aiutarlo. Ma non è così.
Una relazione richiede osservazione, ascolto, responsabilità, capacità di mettersi in discussione e, soprattutto, conoscenza. Richiede la disponibilità a confrontarsi con la complessità dell'altro, non a proiettargli addosso i nostri bisogni affettivi.
La cinofilia ha bisogno di meno slogan e più profondità.
Perché tra il cane da dominare e il cane da idealizzare esiste il cane (vero): un individuo con bisogni, emozioni, limiti e vulnerabilità che meritano di essere compresi, non raccontati attraverso frasi ad effetto.
E forse il rispetto per la relazione comincia proprio qui: smettendo di usarla come una parola romantica e iniziando a considerarla per ciò che è davvero. Una necessità biologica, non una decorazione narrativa.
Federica Manunta