24/09/2026
✨ 𝗖𝗔𝗡𝗘 𝗦𝗘𝗥𝗘𝗡𝗢 = 𝗣𝗥𝗢𝗣𝗥𝗜𝗘𝗧𝗔𝗥𝗜𝗢 𝗙𝗘𝗟𝗜𝗖𝗘
🐾 𝑴𝒂 𝒔𝒆 𝒏𝒐𝒏 𝒍𝒐 è?
🧠🐾 𝗤𝗨𝗔𝗡𝗗𝗢 𝗟𝗔 𝗣𝗔𝗨𝗥𝗔 𝗟𝗔𝗦𝗖𝗜𝗔 𝗨𝗡𝗔 𝗧𝗥𝗔𝗖𝗖𝗜𝗔: 𝗕𝗗𝗡𝗙 𝗘 𝗡𝗘𝗨𝗥𝗢𝗣𝗟𝗔𝗦𝗧𝗜𝗖𝗜𝗧À 𝗡𝗘𝗟 𝗖𝗔𝗡𝗘
Perché alcuni cani, dopo aver vissuto a lungo una condizione di paura o di stress, sembrano continuare a reagire come se il pericolo fosse ancora presente?
La risposta non è soltanto “comportamentale”.
𝗔𝗻𝗰𝗵𝗲 𝗶𝗹 𝗰𝗲𝗿𝘃𝗲𝗹𝗹𝗼 𝗰𝗮𝗺𝗯𝗶𝗮 𝗶𝗻 𝗿𝗶𝘀𝗽𝗼𝘀𝘁𝗮 𝗮𝗹𝗹’𝗲𝘀𝗽𝗲𝗿𝗶𝗲𝗻𝘇𝗮.
Ed è qui che entra in gioco una molecola particolarmente interessante: il 𝗕𝗗𝗡𝗙 – 𝗕𝗿𝗮𝗶𝗻-𝗗𝗲𝗿𝗶𝘃𝗲𝗱 𝗡𝗲𝘂𝗿𝗼𝘁𝗿𝗼𝗽𝗵𝗶𝗰 𝗙𝗮𝗰𝘁𝗼𝗿.
Il BDNF è una neurotrofina coinvolta nella 𝗽𝗹𝗮𝘀𝘁𝗶𝗰𝗶𝘁à 𝗻𝗲𝘂𝗿𝗼𝗻𝗮𝗹𝗲, cioè nella capacità del sistema nervoso di modificare le proprie connessioni attraverso l’esperienza e l’apprendimento.
È implicato nei processi di memoria, adattamento allo stress e regolazione emozionale.
E oggi abbiamo alcuni dati interessanti anche nel 𝗰𝗮𝗻𝗲 𝗱𝗼𝗺𝗲𝘀𝘁𝗶𝗰𝗼.
🐕 𝗕𝗗𝗡𝗙 𝗘 𝗔𝗡𝗦𝗜𝗔 𝗗𝗔 𝗦𝗘𝗣𝗔𝗥𝗔𝗭𝗜𝗢𝗡𝗘
Uno studio pubblicato sul 𝘑𝘰𝘶𝘳𝘯𝘢𝘭 𝘰𝘧 𝘝𝘦𝘵𝘦𝘳𝘪𝘯𝘢𝘳𝘺 𝘉𝘦𝘩𝘢𝘷𝘪𝘰𝘳 ha confrontato il BDNF sierico di cani affetti da ansia da separazione con quello di cani senza questo disturbo.
Il risultato?
I cani con ansia da separazione presentavano valori mediani di BDNF significativamente inferiori:
𝗕𝗗𝗡𝗙: 𝟬,𝟭𝟬 𝗻𝗴/𝗺𝗹 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗿𝗼 𝟬,𝟰𝟬 𝗻𝗴/𝗺𝗹 𝗻𝗲𝗶 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗿𝗼𝗹𝗹𝗶.
Questo non significa che un BDNF basso “causi” l’ansia, né che possa essere utilizzato oggi come test diagnostico.
Ma suggerisce che dietro alcune alterazioni comportamentali possano esserci anche 𝗱𝗶𝗳𝗳𝗲𝗿𝗲𝗻𝘇𝗲 𝗯𝗶𝗼𝗹𝗼𝗴𝗶𝗰𝗵𝗲 𝗻𝗲𝗶 𝘀𝗶𝘀𝘁𝗲𝗺𝗶 𝗰𝗼𝗶𝗻𝘃𝗼𝗹𝘁𝗶 𝗻𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗻𝗲𝘂𝗿𝗼𝗽𝗹𝗮𝘀𝘁𝗶𝗰𝗶𝘁à.
🐾 𝗘 𝗡𝗘𝗟𝗟𝗢 𝗦𝗧𝗥𝗘𝗦𝗦 𝗖𝗥𝗢𝗡𝗜𝗖𝗢?
Un altro studio, pubblicato nel 2025, ha osservato cani sottoposti allo stress cronico dell’ambiente di kennel.
I ricercatori hanno valutato contemporaneamente comportamento e diversi parametri biologici, tra cui:
𝗕𝗗𝗡𝗙, 𝘀𝗲𝗿𝗼𝘁𝗼𝗻𝗶𝗻𝗮, 𝗰𝗼𝗿𝘁𝗶𝘀𝗼𝗹𝗼, 𝗔𝗖𝗧𝗛 𝗲 𝗖𝗥𝗛.
Durante lo studio, nei gruppi trattati con fluoxetina o resveratrolo è stato osservato un aumento del BDNF sierico rispetto ai controlli; nel gruppo resveratrolo si sono osservati anche cambiamenti dei comportamenti associati a paura e ansia e una modulazione dell’asse dello stress.
Lo studio ha inoltre esplorato qualcosa di particolarmente interessante: il possibile coinvolgimento dell’𝗮𝘀𝘀𝗲 𝗶𝗻𝘁𝗲𝘀𝘁𝗶𝗻𝗼–𝗰𝗲𝗿𝘃𝗲𝗹𝗹𝗼, attraverso microbiota, metabolismo del triptofano e serotonina.
⚠️ Questo non significa che il resveratrolo sia una “cura dell’ansia” nel cane.
Significa piuttosto che 𝘀𝘁𝗿𝗲𝘀𝘀, 𝘀𝗶𝘀𝘁𝗲𝗺𝗮 𝗻𝗲𝘂𝗿𝗼𝗲𝗻𝗱𝗼𝗰𝗿𝗶𝗻𝗼, 𝗶𝗻𝘁𝗲𝘀𝘁𝗶𝗻𝗼 𝗲 𝗻𝗲𝘂𝗿𝗼𝗽𝗹𝗮𝘀𝘁𝗶𝗰𝗶𝘁à sembrano appartenere a una rete biologica molto più interconnessa di quanto pensassimo.
🧠 𝗠𝗔 𝗖𝗢𝗦𝗔 𝗦𝗨𝗖𝗖𝗘𝗗𝗘 𝗤𝗨𝗔𝗡𝗗𝗢 𝗨𝗡 𝗔𝗡𝗜𝗠𝗔𝗟𝗘 𝗛𝗔 𝗣𝗔𝗨𝗥𝗔?
Quando un’esperienza negativa viene appresa, il cervello crea associazioni.
Uno stimolo può diventare il segnale che anticipa qualcosa di pericoloso.
E successivamente possono bastare un luogo, un rumore, una persona, una situazione o persino un determinato contesto perché quella risposta venga nuovamente attivata.
Se l’esperienza si ripete, la risposta può diventare sempre più consolidata.
A volte può anche 𝗴𝗲𝗻𝗲𝗿𝗮𝗹𝗶𝘇𝘇𝗮𝗿𝘀𝗶.
Il problema, quindi, non è semplicemente “togliere la paura”.
🌱 𝗜𝗟 𝗖𝗘𝗥𝗩𝗘𝗟𝗟𝗢 𝗗𝗘𝗩𝗘 𝗣𝗢𝗧𝗘𝗥 𝗜𝗠𝗣𝗔𝗥𝗔𝗥𝗘 𝗤𝗨𝗔𝗟𝗖𝗢𝗦𝗔 𝗗𝗜 𝗡𝗨𝗢𝗩𝗢
Gli studi sperimentali sulla neurobiologia della paura ci hanno insegnato un concetto fondamentale:
l’estinzione di una risposta di paura 𝗻𝗼𝗻 𝗲𝗾𝘂𝗶𝘃𝗮𝗹𝗲 𝗻𝗲𝗰𝗲𝘀𝘀𝗮𝗿𝗶𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗮𝗹𝗹𝗮 𝗰𝗮𝗻𝗰𝗲𝗹𝗹𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝘃𝗲𝗰𝗰𝗵𝗶𝗮 𝗺𝗲𝗺𝗼𝗿𝗶𝗮.
Il sistema nervoso costruisce invece un nuovo apprendimento:
𝗤𝘂𝗲𝗹𝗹𝗼 𝘀𝘁𝗶𝗺𝗼𝗹𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝗮𝗻𝘁𝗶𝗰𝗶𝗽𝗮𝘃𝗮 𝘂𝗻 𝗽𝗲𝗿𝗶𝗰𝗼𝗹𝗼 𝗽𝘂ò, 𝗶𝗻 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗲 𝗻𝘂𝗼𝘃𝗲 𝗰𝗼𝗻𝗱𝗶𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶, 𝗲𝘀𝘀𝗲𝗿𝗲 𝘀𝗶𝗰𝘂𝗿𝗼.
Ed è proprio nei meccanismi di apprendimento e plasticità che il sistema 𝗕𝗗𝗡𝗙–𝗧𝗿𝗸𝗕 riveste un ruolo importante.
Questo cambia anche il nostro modo di osservare un animale ansioso.
Forse la domanda non dovrebbe essere soltanto:
𝗖𝗼𝗺𝗲 𝗳𝗮𝗰𝗰𝗶𝗼 𝗮 𝘁𝗿𝗮𝗻𝗾𝘂𝗶𝗹𝗹𝗶𝘇𝘇𝗮𝗿𝗹𝗼?
ma anche:
𝗖𝗵𝗲 𝗰𝗼𝘀𝗮 𝗵𝗮 𝗶𝗺𝗽𝗮𝗿𝗮𝘁𝗼 𝗶𝗹 𝘀𝘂𝗼 𝘀𝗶𝘀𝘁𝗲𝗺𝗮 𝗻𝗲𝗿𝘃𝗼𝘀𝗼?
e soprattutto:
𝗤𝘂𝗮𝗹𝗶 𝗰𝗼𝗻𝗱𝗶𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗽𝗼𝘀𝘀𝗼 𝗰𝗿𝗲𝗮𝗿𝗲 𝗽𝗲𝗿𝗰𝗵é 𝗽𝗼𝘀𝘀𝗮 𝗶𝗺𝗽𝗮𝗿𝗮𝗿𝗲 𝗾𝘂𝗮𝗹𝗰𝗼𝘀𝗮 𝗱𝗶 𝗱𝗶𝘃𝗲𝗿𝘀𝗼?
🐾 𝗟𝗔 𝗦𝗜𝗖𝗨𝗥𝗘𝗭𝗭𝗔 È 𝗨𝗡 𝗔𝗣𝗣𝗥𝗘𝗡𝗗𝗜𝗠𝗘𝗡𝗧𝗢
Un animale che ha vissuto un’esperienza negativa non ha necessariamente bisogno di “dimenticarla”.
Ha bisogno di poter vivere nuove esperienze nelle quali quella previsione di pericolo 𝗻𝗼𝗻 𝘃𝗲𝗻𝗴𝗮 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗶𝗻𝘂𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗰𝗼𝗻𝗳𝗲𝗿𝗺𝗮𝘁𝗮.
Tempo.
Prevedibilità.
Esperienze positive.
Corretta gestione dello stimolo.
Riduzione dello stress cronico.
E, quando necessario, un percorso veterinario comportamentale adeguato.
In questo contesto, il 𝗕𝗗𝗡𝗙 è presente anche nella matrice del dispositivo 𝗤𝗨𝗘𝗫 𝗘𝗗: questo ci permette di lavorare, in modo complementare e all’interno di un percorso appropriato, anche attraverso il 𝗯𝗶𝗼𝗳𝗲𝗲𝗱𝗯𝗮𝗰𝗸, con l’obiettivo di favorire condizioni di regolazione, apprendimento e sicurezza.
Tutto questo permette di guardare alla paura da una prospettiva diversa.
𝗡𝗼𝗻 𝘀𝗼𝗹𝘁𝗮𝗻𝘁𝗼 𝗰𝗼𝗺𝗲 𝘂𝗻 𝗰𝗼𝗺𝗽𝗼𝗿𝘁𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗱𝗮 𝗰𝗼𝗿𝗿𝗲𝗴𝗴𝗲𝗿𝗲, 𝗺𝗮 𝗰𝗼𝗺𝗲 𝘂𝗻𝗮 𝗺𝗲𝗺𝗼𝗿𝗶𝗮 𝗰𝗵𝗲 𝗶𝗹 𝗰𝗲𝗿𝘃𝗲𝗹𝗹𝗼 𝗵𝗮 𝗰𝗼𝘀𝘁𝗿𝘂𝗶𝘁𝗼 𝗽𝗲𝗿 𝗽𝗿𝗼𝘁𝗲𝗴𝗴𝗲𝗿𝗲 𝗹’𝗮𝗻𝗶𝗺𝗮𝗹𝗲.
Una memoria che può essere molto forte.
Ma grazie alla neuroplasticità, 𝗻𝗼𝗻 𝗻𝗲𝗰𝗲𝘀𝘀𝗮𝗿𝗶𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗶𝗺𝗺𝘂𝘁𝗮𝗯𝗶𝗹𝗲.
🧠🐾 Perché anche il cervello animale continua ad apprendere.
E, nelle condizioni appropriate, può imparare nuovamente la sicurezza.
📚 𝗥𝗜𝗙𝗘𝗥𝗜𝗠𝗘𝗡𝗧𝗜 𝗦𝗖𝗜𝗘𝗡𝗧𝗜𝗙𝗜𝗖𝗜
Moesta A. et al. 𝘊𝘰𝘮𝘱𝘢𝘳𝘪𝘴𝘰𝘯 𝘰𝘧 𝘴𝘦𝘳𝘶𝘮 𝘣𝘳𝘢𝘪𝘯-𝘥𝘦𝘳𝘪𝘷𝘦𝘥 𝘯𝘦𝘶𝘳𝘰𝘵𝘳𝘰𝘱𝘩𝘪𝘤 𝘧𝘢𝘤𝘵𝘰𝘳 𝘪𝘯 𝘥𝘰𝘨𝘴 𝘸𝘪𝘵𝘩 𝘢𝘯𝘥 𝘸𝘪𝘵𝘩𝘰𝘶𝘵 𝘴𝘦𝘱𝘢𝘳𝘢𝘵𝘪𝘰𝘯 𝘢𝘯𝘹𝘪𝘦𝘵𝘺. Journal of Veterinary Behavior, 2020.
Bian Z. et al. 𝘙𝘦𝘴𝘷𝘦𝘳𝘢𝘵𝘳𝘰𝘭 𝘈𝘮𝘦𝘭𝘪𝘰𝘳𝘢𝘵𝘦𝘴 𝘊𝘩𝘳𝘰𝘯𝘪𝘤 𝘚𝘵𝘳𝘦𝘴𝘴 𝘪𝘯 𝘒𝘦𝘯𝘯𝘦𝘭 𝘋𝘰𝘨𝘴 𝘢𝘯𝘥 𝘔𝘪𝘤𝘦 𝘣𝘺 𝘙𝘦𝘨𝘶𝘭𝘢𝘵𝘪𝘯𝘨 𝘎𝘶𝘵 𝘔𝘪𝘤𝘳𝘰𝘣𝘪𝘰𝘮𝘦 𝘢𝘯𝘥 𝘔𝘦𝘵𝘢𝘣𝘰𝘭𝘰𝘮𝘦 𝘙𝘦𝘭𝘢𝘵𝘦𝘥 𝘵𝘰 𝘛𝘳𝘺𝘱𝘵𝘰𝘱𝘩𝘢𝘯 𝘔𝘦𝘵𝘢𝘣𝘰𝘭𝘪𝘴𝘮. Antioxidants, 2025.