Dott.ssa Turco Anna

Indicazioni

Dott.ssa Turco Anna DVM - ISVPS General Practitioner Certificate in Small Animal Dermatology - GPCert(Derm)

11/10/2026

Per sempre ♥️

08/10/2026

Bisogna guardare a fondo per capire il problema.
L’otite non è la malattia principale da curare, ma un campanello d’allarme. È spesso l’indizio di una patologia sottostante, ad esempio una dermatite atopica, una reazione avversa al cibo, la presenza di corpi estranei come i forasacchi, otoliti o, in alcuni casi, neoplasie. Per questo è fondamentale indagare la causa, non solo trattare il sintomo. Applicare gocce o fare trattamenti fai da te può mascherare il problema, portando a recidive, dolore per l’animale e frustrazione per il proprietario. L’approccio all’otite è multimodale e il paziente con otite cronica necessita di un percorso mirato. Se il tuo cane o il tuo gatto soffre di otiti ricorrenti, forse è il caso di fermarsi un attimo e riflettere.

01/10/2026

La piodermite profonda del Pastore Tedesco non è sempre semplicemente un’infezione batterica da trattare con antibiotici.

In alcuni pazienti esiste infatti una componente di disregolazione immunitaria cutanea, caratterizzata da una ridotta presenza o da un’alterata attività dei linfociti T CD3+. Queste cellule sono fondamentali per la sorveglianza immunitaria locale e per il coordinamento della risposta nei confronti degli agenti infettivi.

Quando questa risposta è inefficiente, i batteri possono penetrare più facilmente in profondità e l’infezione tende a diventare persistente, con infiammazione prolungata, distruzione follicolare, fistole, ulcerazioni e frequenti recidive.

Per questo motivo, accanto al controllo dell’infezione e alla terapia topica, in casi selezionati può essere necessario intervenire anche sulla componente immunitaria con una terapia immunomodulante, sempre dopo un corretto inquadramento diagnostico.

È una patologia che richiede tempo, controlli frequenti e un impegno importante da parte del proprietario: la guarigione può essere lenta e le recidive non sono rare.

Ma, con una diagnosi corretta, un trattamento mirato e soprattutto molta pazienza, si possono ottenere risultati davvero importanti.

Olly ne è un bellissimo esempio.

Questo è il suo prima e il suo dopo. ❤️

24/09/2026

Avete mai sentito parlare di xeromictèria, o “naso parasimpatico”?

La xeromictèria è una condizione caratterizzata da xerosi del tartufo, spesso monolaterale, conseguente a un’alterazione dell’innervazione parasimpatica delle ghiandole nasali.

Le fibre parasimpatiche coinvolte decorrono in associazione al nervo facciale (VII nervo cranico) e partecipano alla normale attività secretoria della mucosa nasale. Quando questa via viene compromessa, l’umettazione del tartufo si riduce e, nel tempo, possono comparire secchezza, accumulo di cheratina e ipercheratosi.

Le cause possono essere differenti. Sono descritte forme idiopatiche, ma anche forme secondarie associate a otite interna, trauma, endocrinopatie, cause iatrogene e, più raramente, lesioni intracraniche o processi localizzati lungo il decorso della via parasimpatica.

In alcuni pazienti la xeromictèria può associarsi anche a cheratocongiuntivite secca neurogena ipsilaterale, per il coinvolgimento delle fibre parasimpatiche dirette alla ghiandola lacrimale.

Nel caso di Tai, ciò che ha acceso il campanello d’allarme non è stata soltanto l’ipercheratosi, ma soprattutto la sua netta unilateralità, insieme all’asimmetria riscontrata durante l’esame neurologico dei nervi cranici.

Ed è proprio questo che rende il caso così interessante: quello che inizialmente sembra un problema esclusivamente dermatologico può essere, in realtà, il segno esterno di una patologia neurologica sottostante da indagare.

Perché in dermatologia non basta descrivere ciò che vediamo.
Dobbiamo sempre chiederci: perché sta succedendo?

La Dermatologia Veterinaria non è solo studio e cura di pelo e pelle, ma ha una stretta interconnessione multidisciplinare. Questo caso mostra quanto sia importante una valutazione accurata e, quando serve, un confronto tra discipline.

xeromicteria

Questa è la storia di Aron, un meraviglioso Labrador nero, e di quel suo dito un po’ strano che gli ha dato parecchio fi...
11/09/2026

Questa è la storia di Aron, un meraviglioso Labrador nero, e di quel suo dito un po’ strano che gli ha dato parecchio filo da torcere.

In realtà ho conosciuto Aron per tutt’altro motivo: una dermatite. Durante la visita, però, i proprietari mi mostrano anche una lesione a livello del letto ungueale. Aron zoppicava e quella lesione gli provocava dolore.
A me non piaceva per niente.

Insisto quindi affinché venga eseguita una radiografia della zampa. Il risultato purtroppo conferma i miei sospetti: la falange distale è quasi completamente scomparsa.

A quel punto ho pochi dubbi: c’è qualcosa di importante che deve essere rimosso chirurgicamente.

Propongo quindi l’amputazione del dito. I proprietari acconsentono, l’intervento procede bene e già al risveglio, ancora un po’ intontito dall’anestesia, Aron muove i suoi primi passi e appoggia la zampa senza manifestare dolore.

I controlli successivi vanno altrettanto bene. Aron torna a correre, saltare e giocare: è di nuovo il Labrador gioioso di sempre, senza dolore e senza zoppia.

La diagnosi istologica arriva qualche giorno dopo: carcinoma squamocellulare della matrice ungueale, una neoplasia non comune, ma fortunatamente completamente rimossa con l’intervento chirurgico.

E questa volta sono davvero felice di dirlo: il nostro percorso insieme è concluso.

Mi piange un po’ il cuore sapere che probabilmente non avrà più bisogno di me, Aron… ma è esattamente così che dovrebbe finire ogni storia come questa.
È stato un piacere averti aiutato. ♥️

Cane affetto da dermatite atopica, rivalutato in seguito a una riacutizzazione associata a pododermatite. Al termine del...
27/08/2026

Cane affetto da dermatite atopica, rivalutato in seguito a una riacutizzazione associata a pododermatite. Al termine della terapia, nonostante il controllo del quadro dermatologico, persisteva una lesione podale caratterizzata da difficoltà di guarigione.

È stato quindi introdotto il plasma freddo come trattamento adiuvante, effettuando quattro sedute nell’arco di una settimana. Durante il trattamento si è osservata una rapida progressione del processo di cicatrizzazione, fino alla completa chiusura della lesione.

In questo paziente, l’utilizzo del plasma freddo è stato quindi associato a un’evoluzione favorevole di una lesione precedentemente persistente, rappresentando un’interessante opzione complementare nella gestione delle ferite a difficile guarigione. 🐾

Sono davvero felice di condividere una piccola grande soddisfazione: il mio lavoro, vincitore del Travel Grant SIDEV 202...
14/08/2026

Sono davvero felice di condividere una piccola grande soddisfazione: il mio lavoro, vincitore del Travel Grant SIDEV 2026, è stato pubblicato su Veterinaria! 🥰

Vederlo finalmente impaginato, con il mio nome e le immagini dei casi su cui ho lavorato, fa davvero un bellissimo effetto. Dietro queste pagine ci sono studio, tempo, fotografie, ragionamenti, confronti e soprattutto tanto lavoro quotidiano.

Un grazie sincero a tutte le persone che mi hanno aiutata e supportata durante la realizzazione del lavoro, alle colleghe con cui ogni giorno condivido casi, dubbi e idee, e a chi mi ha dato una mano anche solo con un consiglio, un confronto o una parola di incoraggiamento.

Sono molto felice di questo risultato e, soprattutto, mi dà ancora più voglia di continuare a studiare, raccogliere casi e trasformare quello che incontriamo ogni giorno nella pratica clinica in qualcosa che possa essere condiviso. ❤️

Grazie a tutti quelli che hanno contribuito a renderlo possibile.

E adesso… avanti con i prossimi progetti! 🔬🐾✨

🐱 Questa pillola di dermatologia nasce da una visita dermatologica.Il gatto era già stato trattato con un farmaco a uso ...
13/08/2026

🐱 Questa pillola di dermatologia nasce da una visita dermatologica.

Il gatto era già stato trattato con un farmaco a uso umano a base di prednisone, ma il prurito non era migliorato come ci si aspettava.

Quando ho spiegato alla proprietaria che avrei prescritto nuovamente un corticosteroide, le ho detto:
“Non si stupisca se le do ancora cortisone: utilizzeremo però una molecola diversa.”

Perché? Il prednisone non è la forma farmacologicamente attiva: deve essere trasformato dall’organismo in prednisolone. Nel gatto questa conversione a livello epatico è meno efficiente e di conseguenza la risposta terapeutica è minore, motivo per cui in questa specie si preferisce generalmente utilizzare direttamente la molecola attiva, ovvero direttamente prednisolone o metilprednisolone.

💊 dire “cortisone” non significa dire sempre la stessa cosa.

Prednisone, prednisolone e metilprednisolone sono molecole differenti, con caratteristiche e potenze diverse. La scelta dipende dal paziente, dalla patologia, dalla dose e dalla durata della terapia.

Quindi, se una terapia cortisonica non ha funzionato, non significa necessariamente che “il cortisone non funziona”.

Significa che bisogna capire quale molecola stiamo utilizzando, a quale dose e per quale problema.

⚠️ Per questo i corticosteroidi non vanno mai sostituiti o modificati autonomamente.

06/08/2026

🐶 CASO CLINICO | Otite ceruminosa

L’otite è uno dei motivi più frequenti di visita in dermatologia veterinaria, ma non tutte le otiti sono uguali.

In questo caso il paziente si è presentato con abbondante produzione di cerume e prurito auricolare.

Durante la visita dermatologica sono stati eseguiti:
🔬 esame otoscopico;
🧫 esame citologico;
📋 valutazione clinica completa.

La terapia è stata impostata sulla base dei reperti clinici e citologici, con successivo controllo per verificare la risposta al trattamento.

➡️ Nel Reel trovate alcune immagini dell’evoluzione clinica, dal momento della visita fino al follow-up.

💡 Messaggio da portare a casa: la presenza di cerume non è una diagnosi. Per trattare correttamente un’otite è fondamentale individuare la causa e impostare una terapia mirata.

📍Caso clinico seguito presso il Polo Dermatologico Veterinario di Bologna.

⚠️ Questo contenuto ha finalità esclusivamente divulgative e non sostituisce una visita veterinaria.

Era davvero tanto tempo che non vedevo un’ulcera indolente! 🐱Questa lesione, caratterizzata da un’ulcerazione del labbro...
02/07/2026

Era davvero tanto tempo che non vedevo un’ulcera indolente! 🐱

Questa lesione, caratterizzata da un’ulcerazione del labbro superiore generalmente non dolorosa e ben delimitata, fa parte del cosiddetto Complesso del Granuloma Eosinofilico Felino, un insieme di manifestazioni cutanee spesso associate a fenomeni di ipersensibilità e, in molti casi, alla sindrome atopica felina.

Quando un gatto presenta lesioni cutanee o del cavo orale è importante non limitarsi a trattare il sintomo, ma cercare di identificare la causa sottostante: allergie ambientali, reazioni avverse al cibo, ipersensibilità alle punture di pulce e altre patologie possono infatti essere coinvolte.

Una diagnosi corretta rappresenta sempre il primo passo per impostare una terapia efficace e migliorare la qualità di vita dei nostri pazienti.

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