24/09/2026
Avete mai sentito parlare di xeromictèria, o “naso parasimpatico”?
La xeromictèria è una condizione caratterizzata da xerosi del tartufo, spesso monolaterale, conseguente a un’alterazione dell’innervazione parasimpatica delle ghiandole nasali.
Le fibre parasimpatiche coinvolte decorrono in associazione al nervo facciale (VII nervo cranico) e partecipano alla normale attività secretoria della mucosa nasale. Quando questa via viene compromessa, l’umettazione del tartufo si riduce e, nel tempo, possono comparire secchezza, accumulo di cheratina e ipercheratosi.
Le cause possono essere differenti. Sono descritte forme idiopatiche, ma anche forme secondarie associate a otite interna, trauma, endocrinopatie, cause iatrogene e, più raramente, lesioni intracraniche o processi localizzati lungo il decorso della via parasimpatica.
In alcuni pazienti la xeromictèria può associarsi anche a cheratocongiuntivite secca neurogena ipsilaterale, per il coinvolgimento delle fibre parasimpatiche dirette alla ghiandola lacrimale.
Nel caso di Tai, ciò che ha acceso il campanello d’allarme non è stata soltanto l’ipercheratosi, ma soprattutto la sua netta unilateralità, insieme all’asimmetria riscontrata durante l’esame neurologico dei nervi cranici.
Ed è proprio questo che rende il caso così interessante: quello che inizialmente sembra un problema esclusivamente dermatologico può essere, in realtà, il segno esterno di una patologia neurologica sottostante da indagare.
Perché in dermatologia non basta descrivere ciò che vediamo.
Dobbiamo sempre chiederci: perché sta succedendo?
La Dermatologia Veterinaria non è solo studio e cura di pelo e pelle, ma ha una stretta interconnessione multidisciplinare. Questo caso mostra quanto sia importante una valutazione accurata e, quando serve, un confronto tra discipline.
xeromicteria