14/10/2026
IL FINE NON GIUSTIFICA I MEZZI.
Nemmeno quando il fine dichiarato è il benessere del cane.
Non possiamo valutare la qualità di un intervento educativo o riabilitativo soltanto osservando il risultato finale.
Conta anche ciò che il cane ha vissuto per arrivarci.
La paura, il dolore, la coercizione e la sofferenza non diventano accettabili perché, alla fine, un comportamento problematico è scomparso o la gestione quotidiana è diventata più semplice.
Il benessere animale non è un traguardo da raggiungere a qualsiasi costo.
È un principio che deve guidare l'intero percorso.
Il confronto tra professionisti è importante. La pluralità delle competenze è una ricchezza. Ma il confronto non può significare rinunciare a distinguere tra pratiche rispettose del benessere animale e pratiche che lo compromettono.
Non tutto può essere ricondotto a una semplice differenza di metodo.
Perché l'etica professionale non è una questione di appartenenza a una scuola di pensiero.
È una responsabilità verso gli esseri viventi di cui ci occupiamo.
Il fine non giustifica i mezzi. I mezzi sono parte integrante del fine.