31/03/2026
DIARIO DI UN ROSPISTA: ULTIME SETTIMANA
ESsere un rospista vuol dire mettersi alla prova. Uscire quando il tempo sarebbe perfetto per restare a casa a leggersi un libro e percorrere, per ore, strade molto buie mentre accanto sfrecciano le automobili. Dentro s’intravedono spesso persone infagottate che tornano a casa stanche dal lavoro e che probabilmente non hanno molta voglia di vedere noi che stiamo cercando di salvare rospi. Forse è per via di questo contesto non molto invitate che delle decine di potenziali volontari che ogni stagione ci scrivono per dare una mano, solo pochissimi diventano effettivi e resistono fino in fondo.
D’altra parte tutti dovremmo sapere che salvare animali non è mai una passeggiata di salute. Significa sacrificare una buona parte del proprio tempo, affrontare emergenze e ovviamente, nel caso dei rospi, prendere tanta, tanta acqua in testa. E proprio perché nei giorni scrosi le condizioni erano perfette per gli anfibi e molto disagevoli per noi siamo rimasti indietro con il diario.
La terza settimana è stata ancora una settimana campale. I rospi hanno continuato a migrare incessantemente arrivando quasi alla definitiva chiusura della migrazione d’andata. Non abbiamo idea di quanti siano gli animali salvati fino a oggi, ma così, a spanne, il numero sembra ben maggiore dello scorso anno. Questo è un segnale positivo. La grande depressione di due anni fa, quando pochissimi anfibi in transito ci fecero pensare al peggio, sembra ormai alle spalle. La popolazione dei luoghi che monitoriamo sembra infatti essersi ripresa perfettamente.
Forse perché la terza settimana di Operazione bufo bufo 2026 è stata di gran migrazione, la quarta è stata di stop quasi assoluto. A questo punto la deposizione delle uova deve essere avvenuta, così come la fecondazione.
A breve andremo a controllare per vedere lo stato delle uova, ma siamo ottimisti. La quinta settimana sarà quella in cui avrà inizio la migrazione di ritorno che, solitamente, non ha l’intensità di quella di andata. Le condizioni meteo della primavera generalmente favoriscono infatti un rientro alla spicciolata invece che a grandi ondate come abbiamo visto a fine gennaio. Vedremo.