Rete dei Santuari di Animali Liberi

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Rete dei Santuari di Animali Liberi Sono oasi all'interno delle quali gli animali sono liberi da etichette, liberi di essere solo e semplicemente animali.

Network che riunisce e coordina i Santuari Italiani che accolgono animali sottratti allo sfruttamento

💚Per sostenerci:

IBAN: IT 17O0 3442 16 000000 0628 56272 intestato a Dunia Azzabi I santuari sono quei luoghi che ospitano animali salvati dallo sfruttamento dell'industria della carne (ma anche del divertimento o della sperimentazione animale). Finora si è data scarsa importanza al loro ruolo a

ll'interno del movimento di liberazione animale. Ed altrettanto scarsa è stata la coordinazione tra i santuari stessi. Ma le cose devono cambiare e stanno iniziando a farlo. Dopo la presentazione fatta a Milano lo scorso settembre, all'interno del MiVeg, si è tenuto un primo incontro, durante il quale è stata approvata la carta dei valori, che stabilisce quei punti dai quali un santuario antispecista non può prescindere, e sono stati definiti i primi obiettivi. Tra questi, il riconoscimento del ruolo politico dei santuari all'interno del movimento. E' nei santuari che, guardando negli occhi i pochi animali a cui siamo riusciti a dare dignità e libertà, e venendo al contempo messi a conoscenza di cosa accade ai loro compagni negli allevamenti e nei macelli, che possono venir piantati piccoli semi che, se il terreno è fertile, germoglieranno fino a porre solide basi per un reale cambiamento. Quello che chiediamo non è solo un aiuto economico (comunque preziosissimo: gli oneri per il mantenimento degli animali salvati sono notevoli, sia in termini di costi che di impegno, ed i santuari rischiano il collasso se non coadiuvati da tutti e tutte), ma il riconoscimento politico del nostro ruolo come motore che genera cambiamento. Da parte di chi fa azione diretta, così come di chi si occupa di sensibilizzazione e comunicazione. Chiediamo sostegno, visibilità, cooperazione.

La Rete dei Santuari si unisce a ENPA, LAC, LAV, LEGAMBIENTE, LIPU e WWF Italia per denunciare un DDL gravissimo, reso a...
29/05/2026

La Rete dei Santuari si unisce a ENPA, LAC, LAV, LEGAMBIENTE, LIPU e WWF Italia per denunciare un DDL gravissimo, reso ancora più pericoloso da un iter parlamentare contraddittorio fatto di retromarce, emendamenti e bluff della maggioranza. Un attacco agli animali, alla natura, all’Europa e alla sicurezza dei cittadini.

Il testo, già molto grave nella sua prima formulazione, è stato ulteriormente peggiorato: dalla reintroduzione della caccia in spiaggia alla retromarcia sulla cacciabilità dello stambecco, fino al presunto aumento delle sanzioni contro il bracconaggio, presentato come una tutela ma svuotato nei fatti.

Il DDL apre inoltre alla legalizzazione di pratiche oggi vietate: si potranno uccidere specie finora protette, come l’oca selvatica e il piccione di città, estendere i periodi di caccia fino a coprire quasi tutto l’anno e cacciare anche in territori oggi esclusi, come parchi, foreste demaniali, terreni innevati e spiagge.

A questo si aggiunge la possibilità di far arrivare cacciatori stranieri in numero illimitato, senza reali garanzie sul rispetto delle norme italiane.

Sulla caccia in spiaggia il Governo aveva accusato le associazioni ambientaliste e animaliste di diffondere fake news. Oggi, però, l’approvazione dell’emendamento 6.71 conferma esattamente il contrario: il rischio è reale. Se il DDL verrà approvato, l’estate 2026 potrebbe essere ricordata come l’ultima vissuta in sicurezza sulle spiagge italiane.

Il provvedimento renderà inoltre quasi impossibile escludere i terreni privati dalle aree di caccia, trasformando di fatto interi territori in spazi occupati dall’attività venatoria, a scapito della fauna selvatica, della libertà e della sicurezza dei cittadini.

Gravissimo anche aver ignorato gli avvertimenti della Commissione europea sulle violazioni della Direttiva Uccelli contenute nel DDL.

Anche noi chiediamo che il DDL 1552 venga interamente ritirato: perché mette a rischio fauna selvatica, ecosistemi, sicurezza pubblica e il futuro stesso dei territori naturali.

“I bovini stavano creando gravi danni all’ecosistema del parco”: così il veterinario DOTT. RISOLO ALAN MAXMILIAN ha gius...
25/05/2026

“I bovini stavano creando gravi danni all’ecosistema del parco”: così il veterinario DOTT. RISOLO ALAN MAXMILIAN ha giustificato la condanna a morte e l’uccisione di 40 bovini liberi e inselvatichiti nel Parco Naturale Regionale dei Monti Lucretili, nell’ambito di un piano di “eradicazione” affidato a lui stesso.

Come Rete dei Santuari di Animali Liberi siamo consapevoli che trovare veterinari antispecisti sia raro e che spesso sia necessario dialogare anche con professionisti che hanno un approccio diverso dal nostro.

Questo dialogo, però, non può portarci ad accettare che un veterinario privato scelga di togliere la vita a 40 individui liberi e senzienti traendo profitto dalla loro uccisione.

Nelle carte dell’affidamento compare anche il tariffario proposto dallo stesso Risolo: 200 euro per ogni intervento di telenarcosi e 600 euro per ogni abbattimento, con un obiettivo fissato di almeno 50 bovini entro la fine dell’anno.

A distanza di dieci mesi sarebbero già circa 40 gli animali uccisi, come lo stesso Risolo avrebbe dichiarato il 18 aprile 2026 a Moricone durante l’iniziativa “Ri-equilibri naturali e gastronomia locale”.

Purtroppo non si tratta di un caso isolato.

Dal curriculum pubblico online del DOTT. RISOLO ALAN MAXMILIAN emergono infatti incarichi legati ai piani di contenimento degli ungulati, alla cattura di animali definiti “inselvatichiti” e a protocolli operativi svolti in vari territori del Lazio tra il 2018 e il 2023.

Nel curriculum compaiono inoltre attività legate alla gestione dei cinghiali e dei bovini vaganti, mentre il 28 marzo 2024 lo stesso Risolo ha imbracciato il fucile per eseguire la telenarcosi finalizzata all’abbattimento di quattro cavalli a Tarquinia, una vicenda seguita dagli amici di Italian Horse Protection.

Sul sito www.animaliliberi.org sono attive due proteste.

Entrate sul sito e inviatele: una per chiedere all’Ordine dei Medici Veterinari di verificare eventuali violazioni del Codice Deontologico nei confronti del DOTT. RISOLO ALAN MAXMILIAN e una rivolta all’Ente Parco per richiedere l’immediata sospensione dei piani di abbattimento.

A Pavia è in corso una nuova mattanza di nutrie.In via Tavazzani, vicino alle scuole, la risposta scelta da Regione Lomb...
19/05/2026

A Pavia è in corso una nuova mattanza di nutrie.

In via Tavazzani, vicino alle scuole, la risposta scelta da Regione Lombardia e ATS Pavia è stata ancora una volta la stessa: catturare e uccidere gli animali.

Ma la realtà è un’altra.

Le verifiche avviate dal Comune di Pavia avevano individuato chiaramente le vere cause della presenza delle nutrie:

* un corso d’acqua semi-asciutto favorevole alla creazione di tane;
* rifiuti e detriti accumulati sugli argini;
* recinzioni danneggiate;
* presenza di cibo e scarti;
* persone che nutrivano gli animali.

In altre parole: condizioni create o tollerate dall’essere umano.

Eppure, invece di intervenire seriamente sulle cause, si continua con gli abbattimenti.

Ma uccidere le nutrie NON risolve il problema.
L’etologia lo spiega chiaramente: quando un territorio favorevole viene svuotato, altri animali tenderanno a occuparlo nuovamente.

Quindi no, non stanno “eradicando” nulla.
Stanno solo spostando il problema nel tempo, spendendo soldi pubblici per una soluzione crudele e inefficace.

Le alternative esistono già.

Il Comune di Pavia aveva proposto:

* sterilizzazione e reimmissione sul territorio;
* prevenzione;
* monitoraggio;
* sistemazione dell’area;
* educazione e informazione alla cittadinanza.

E infatti, dopo i primi interventi di bonifica e ripristino delle recinzioni, la presenza delle nutrie vicino alla scuola è già diminuita.

Questo dimostra una cosa semplice:
affrontare le cause funziona.

Continuare a uccidere animali senza modificare le condizioni che ne favoriscono la presenza significa perpetuare un ciclo infinito di violenza e fallimenti.

Perché la convivenza con gli animali selvatici non si costruisce con le fucilazioni e le operazioni mediatiche, ma con prevenzione, responsabilità e soluzioni ecologiche.

Abbiamo bisogno anche della tua voce.

Chiedi lo stop immediato all’abbattimento delle nutrie di via Tavazzani e sostieni un piano ecologico, non cruento e a lungo termine.

Invia la mail di protesta tramite il nostro sito:

www.animaliliberi.org

Piazze Vietate.Scendiamo in piazza accanto a .noscience :16 maggio ore 16.30 Piazza Sordello (davanti al Duomo), Mantova...
15/05/2026

Piazze Vietate.
Scendiamo in piazza accanto a .noscience :
16 maggio ore 16.30 Piazza Sordello (davanti al Duomo), Mantova.

Comunicato, da .noscience :

CI HANNO VIETATO DI MANIFESTARE NEL CENTRO STORICO DI MANTOVA!

Il mese scorso abbiamo preavvisato alla Questura un presidio statico a Mantova. Ce l’hanno vietato.

Ci abbiamo provato con Piazza Mantegna, Piazza Virgiliana, Piazza Martiri di Belfiore, dove siamo state già lo scorso anno senza creare alcun problema di ordine pubblico. Ce le hanno vietate tutte, provando a relegarci in Piazza dei Mille, fuori dal perimetro del centro storico in cui si svolge Food&Science Festival.

Non ci è stata data alcuna motivazione scritta per questo divieto. A voce ci è stato detto che si tratta di una punizione per il nostro aver agito, in altre occasioni, all’infuori nei limiti legali.

Abbiamo fatto pressione insieme a Mantova per la Pace, Circolo Libertario Mantovano e Non Una di Meno Mantova per ottenere Piazza Martiri di Belfiore. A nulla è servito: il Questore ci vieta di manifestare nel centro storico di Mantova, nella piazza in cui si svolgono la maggior parte delle manifestazioni cittadine..

Noi non ci stiamo. Vi chiediamo uno sforzo in più: di unirvi a noi nello sfidare apertamente questo divieto.
Sabato 16 maggio alle 16 saremo in presidio a Mantova in Piazza Sordello. Lo abbiamo comunicato alla Questura. Non abbiamo intenzione di attendere nessun lasciapassare: questo presidio lo faremo.
Se non possiamo farlo in piazza Mantegna, non possiamo farlo in piazza Virgiliana, non possiamo farlo in Piazza Martiri di Belfiore, allora lo facciamo dove vogliamo noi.

Piazze Vietate.Scendiamo in piazza accanto a .noscience :16 maggio ore 16.30, Piazza Sordello (davanti al Duomo), Mantov...
15/05/2026

Piazze Vietate.
Scendiamo in piazza accanto a .noscience :
16 maggio ore 16.30, Piazza Sordello (davanti al Duomo), Mantova.
Non dobbiamo mancare, noi ci saremo!!!

Comunicato di .noscience :

CI HANNO VIETATO DI MANIFESTARE NEL CENTRO STORICO DI MANTOVA!

Il mese scorso abbiamo preavvisato alla Questura un presidio statico a Mantova. Ce l’hanno vietato.

Abbiamo provato con Piazza Mantegna, Piazza Virgiliana e Piazza Martiri di Belfiore, dove eravamo già state lo scorso anno senza creare alcun problema di ordine pubblico. Ce le hanno vietate tutte, tentando di relegarci in Piazza dei Mille, fuori dal centro storico dove si svolge il Food&Science Festival.

Non ci è stata data alcuna motivazione scritta. A voce ci è stato detto che si tratta di una punizione per il nostro aver agito, in altre occasioni, oltre i limiti legali.

Abbiamo fatto pressione insieme a Mantova per la Pace, Circolo Libertario Mantovano e Non Una di Meno Mantova per ottenere Piazza Martiri di Belfiore. A nulla è servito: il Questore ci vieta di manifestare nel centro storico di Mantova, nella piazza dove si svolgono la maggior parte delle manifestazioni cittadine.

Noi non ci stiamo. Vi chiediamo uno sforzo in più: unirvi a noi nello sfidare apertamente questo divieto.

Sabato 16 maggio alle 16 saremo in presidio a Mantova, in Piazza Sordello. Lo abbiamo comunicato alla Questura. Non intendiamo attendere nessun lasciapassare: questo presidio si farà.

Se non possiamo farlo in Piazza Mantegna, in Piazza Virgiliana o in Piazza Martiri di Belfiore, allora lo faremo dove vogliamo noi.

Per l’ennesima volta ci sentiamo costrette a violare un provvedimento delle autorità perché in aperta contraddizione con il diritto costituzionale a manifestare.

Non ci fa paura il nuovo decreto sicurezza, non ci fa paura il potere di cui abusano sempre con noi.
Noi le piazze di Mantova ce le prendiamo.

Ci vediamo il 16 maggio alle 16 in Piazza Sordello, di fronte al Duomo.

Food&Science via da Mantova: vogliamo urlarlo da dove possono sentirci!

Afta epizootica. Influenza aviaria. Peste suina. Bluetongue. Mucca pazza.Le epidemie negli allevamenti continuano a molt...
14/05/2026

Afta epizootica. Influenza aviaria. Peste suina. Bluetongue. Mucca pazza.

Le epidemie negli allevamenti continuano a moltiplicarsi, ma si continua a fingere che il problema non esista. Perché mettere in discussione il sistema significherebbe guardare in faccia una realtà scomoda: la carne a basso costo esiste solo grazie a luoghi dove migliaia di animali vengono ammassati, sfruttati e privati di ogni condizione minima di benessere.

Per anni ci hanno detto che riguardava “solo” polli, maiali, vacche. Animali invisibili agli occhi della maggior parte delle persone, perché esistono già trasformati in merce sugli scaffali dei supermercati.
Corpi ridotti a prodotto, vite ridotte a numeri.

Adesso però il virus H5N1 arriva anche dentro le case. Negli Stati Uniti è stato confermato il primo caso documentato di trasmissione dell’influenza aviaria da un gatto domestico a un essere umano. I gatti, già colpiti duramente dal virus negli ultimi anni, possono infettarsi attraverso carne cruda, latte contaminato o contatto con fauna selvatica positiva. E mentre gli esperti rassicurano sul “basso rischio”, il virus continua a mutare, diffondersi e attraversare specie diverse.

E improvvisamente il problema sembra più vicino.

Ma ciò che oggi spaventa l’opinione pubblica, per milioni di animali rinchiusi negli allevamenti è la normalità da sempre: malattia, contenimento, selezione, abbattimenti di massa, morte.

Quando nei santuari abbiamo provato a difendere degli animali considerati “da reddito”, lo Stato è entrato con la forza per ucciderli. È successo a Sairano, succede continuamente negli allevamenti, lontano dalle telecamere e dall’indignazione pubblica.

La differenza è soltanto emotiva: alcuni animali li chiamate famiglia, altri li chiamate cibo.

Noi continuiamo a dire che ogni epidemia legata agli allevamenti intensivi non è un incidente. È la conseguenza inevitabile di un sistema costruito sullo sfruttamento animale, sulla produzione industriale della vita e sull’illusione che tutto questo possa continuare senza conseguenze.

TURI E TOKYO CERCANO CASA. SUBITO.Non servono giri di parole, questi due cani sono finiti in canile per una rinuncia di ...
06/05/2026

TURI E TOKYO CERCANO CASA.
SUBITO.

Non servono giri di parole, questi due cani sono finiti in canile per una rinuncia di proprietà.
(Il resto lo lasciamo perdere.)

Hanno circa 3 anni e sono già stati traditi una volta, non deve succedere di nuovo.

Turi – american bull.
Tokyo – meticcio simil pastore dell’Asia Centrale.
Sterilizzati.
Si trovano a Palermo.

Uno dei due è positivo alla leishmania: significa gestione, responsabilità, presenza.
Non “pena”. Non “compassione”.
Consapevolezza.

Cerchiamo due famiglie vere, persone che sappiano cosa significa scegliere e restare, nel tempo.

Perché loro il peggio lo hanno già visto.
Adesso serve qualcuno che sia all’altezza del meglio.

PER INFO E ADOZIONI ⤵️

📍 Palermo
📩 [email protected]

20/04/2026

Il 20 aprile celebriamo uno degli episodi di resistenza che hanno segnato la storia dell’attivismo in Italia: l’occupazione dello stabulario di Farmacologia dell’Università degli Studi di Milano nel 2013.

Attraverso le parole di quel giorno ricordiamo un’azione collettiva che ha messo in discussione metodi e atrocità della vivisezione e reso visibile ciò che veniva nascosto.

La Rete dei Santuari abbraccia tutte le persone che quel giorno hanno scelto di esporsi, resistere e lottare per la liberazione animale.

Per ogni vita rimasta dentro.
Per tutte quelle che verranno.
Voi avete aperto una strada…
Sta a noi continuare a percorrerla.

Trovi ulteriori approfondimenti sul sito di

Mentre il mondo è in fiamme, la crisi economica avanza, la sanità e la scuola sono a pezzi, il Governo non trova niente ...
17/04/2026

Mentre il mondo è in fiamme, la crisi economica avanza, la sanità e la scuola sono a pezzi, il Governo non trova niente di meglio che occupare tempo e risorse per stravolgere la legge 157 del 1992 sulla tutela della fauna.
L’obiettivo è chiaro: favorire la caccia e far uccidere un numero sempre maggiore di animali, trasformarli in merce e ripristinare addirittura l’odiosa pratica dei richiami vivi.

Per fare tutto questo verranno cancellate le giornate di silenzio venatorio, ampliati i periodi di caccia, che potranno includere tempi di migrazione e nidificazione, verranno ridotte le aree protette e sarà consentita l’attività venatoria in nuove zone.
Verrà inoltre dato maggior potere alle Regioni che potranno così autorizzare abbattimenti anche senza ascoltare i pareri scientifici preposti e qualificati.

Come se non bastasse si autorizzerà l’apertura alla vendita di fauna selvatica per eventi e sagre.
Questo elenco degli orrori condannerà a morte e sofferenza milioni di animali, arrivando, con l’ampliamento della stagione venatori a minacciare anche un maggior numero di esseri umani come dimostrano le tante persone vittime della caccia (14 morti e 37 feriti gravi nella stagione venatoria appena conclusa).
Naturalmente tutto questo avviene nel silenzio più completo, evidentemente nella speranza che gli italiani, sempre più contrari alla caccia non se ne accorgano se non a cose fatte.

Noi come Rete dei Santuari di Animali Liberi ci opponiamo fermamente a questa palese violazione dell’art. 9 della Costituzione, che tutela l’ambiente e la biodiversità anche nell’interesse delle future generazioni.

A fianco di molte altre associazioni siamo quindi pronti, ancora una volta, a dare battaglia per difendere gli animali e la Natura.

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