13/06/2026
Parallelamente al crescente interesse per la nutrizione di cani e gatti, si è assistito alla diffusione di numerose figure professionali che, a vario titolo, forniscono indicazioni alimentari, elaborano piani nutrizionali o suggeriscono supplementazioni.
È tuttavia necessario ricordare un principio fondamentale: la 𝗽𝗿𝗲𝘀𝗰𝗿𝗶𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗶 𝘂𝗻𝗮 𝗱𝗶𝗲𝘁𝗮 destinata a un singolo paziente non è un semplice consiglio alimentare, ma un atto medico che presuppone una valutazione clinica.
Per stabilire quale sia l'alimentazione più appropriata per un animale occorre innanzitutto determinarne lo 𝘀𝘁𝗮𝘁𝗼 𝗱𝗶 𝘀𝗮𝗹𝘂𝘁𝗲 𝗼 𝗺𝗮𝗹𝗮𝘁𝘁𝗶𝗮. Questo significa raccogliere l'anamnesi, eseguire una visita clinica, interpretare segni e sintomi, valutare esami di laboratorio e diagnostici e, quando necessario, formulare una diagnosi o un sospetto diagnostico.
Tali attività rientrano esclusivamente nelle competenze del Medico Veterinario, unica figura professionale abilitata e responsabile, sotto il profilo legale e deontologico, della diagnosi, della prognosi e della prescrizione degli interventi terapeutici, inclusi quelli nutrizionali.
La nutrizione clinica non può essere separata dalla medicina. Una dieta può influenzare il decorso di una patologia, interferire con una terapia farmacologica, correggere o aggravare alterazioni metaboliche, modificare parametri clinici e laboratoristici. Per questo motivo la sua prescrizione richiede necessariamente una 𝘃𝗮𝗹𝘂𝘁𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗺𝗲𝗱𝗶𝗰𝗮 𝗽𝗿𝗲𝘃𝗲𝗻𝘁𝗶𝘃𝗮.
Nessun nutrizionista non veterinario, tecnico, infermiere, assistente, educatore, allevatore, commerciante o altra figura, è autorizzato a diagnosticare malattie, interpretare dati clinici a fini diagnostici o prescrivere piani dietetici o nutraceutici per pazienti animali sulla base di condizioni cliniche reali o presunte.
Quando ciò avviene, il rischio non riguarda soltanto il rispetto delle competenze professionali, ma soprattutto la salute dell'animale: diagnosi ritardate, patologie misconosciute, carenze o eccessi nutrizionali, interferenze con trattamenti in corso e perdita di opportunità terapeutiche. La 𝘁𝘂𝘁𝗲𝗹𝗮 𝗱𝗲𝗹 𝗽𝗮𝘇𝗶𝗲𝗻𝘁𝗲 deve rimanere il criterio guida.
Per questo motivo, quando si parla di nutrizione applicata a un singolo animale, è opportuno ricordare che la domanda non è "chi si occupa di alimentazione?", ma "chi è legalmente e deontologicamente responsabile della valutazione clinica del paziente?". La risposta è una sola: 𝗶𝗹 𝗠𝗲𝗱𝗶𝗰𝗼 𝗩𝗲𝘁𝗲𝗿𝗶𝗻𝗮𝗿𝗶𝗼.