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I dog you Il primo centro cinofilo e pensione per cani in alta Irpinia

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01/05/2026

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Vacanze in arrivo e pensioni per cani prese d’assalto: scegliere all’ultimo può nascondere rischi, soprattutto quando manca un percorso di inserimento graduale

Le strutture più affidabili chiedono prove e socializzazione prima di accogliere davvero il cane ↓

17/04/2026
14/04/2026

Inizio Primavera 2026 tra vecchi e nuovi amici I dog you🐶

Un articolo interessante e necessario sull'adolescenza del cane!
15/03/2026

Un articolo interessante e necessario sull'adolescenza del cane!

𝗟’𝗮𝗱𝗼𝗹𝗲𝘀𝗰𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗱𝗲𝗹 𝗰𝗮𝗻𝗲.
𝗜𝗹 𝗺𝗼𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗶𝗻 𝗰𝘂𝗶 𝗶𝗹 𝗰𝗲𝗿𝘃𝗲𝗹𝗹𝗼 𝗰𝗮𝗺𝗯𝗶𝗮 𝗲 𝗶𝗹 𝗺𝗼𝗻𝗱𝗼 𝗱𝗶𝘃𝗲𝗻𝘁𝗮 𝗽𝗶𝘂̀ 𝗴𝗿𝗮𝗻𝗱𝗲.

Fino a poche settimane fa il tuo cucciolo ti sembrava sicuro, curioso, pronto ad avvicinarsi a tutto e tutti: persone, oggetti, rumori, altri cani.

Poi, quasi all’improvviso, qualcosa in lui si trasforma, a volte diventa prepotente, altre sembra intimorito, altre volte ancora sembra quasi fuori controllo.

Un bidone della spazzatura che ha visto cento volte diventa un drago che, oltre alla spazzatura, potrebbe mangiarsi i cani ed è da attaccare come farebbe Don Chisciotte con i mulini a vento.

Una persona che passa un po’ troppo veloce o con un cappello viene osservata con sospetto, chi corre nel parco può diventare qualcuno da fermare, non tutti i cani sono simpatici, e le biciclette a volte sono da bloccare con urgenza.

Molti familiari pensano che il cane stia diventando problematico.
In consulenza mi si dice che “È diventato pauroso.” Oppure che “Sta diventando un cane aggressivo.”

In realtà, molto spesso, il cane sta semplicemente crescendo.
Ben arrivata adolescenza, l’età della rivoluzione cognitiva.
Avete presente la nostra, o quella dei nostri figli?
Ecco, si presenta anche nel nostro cucciolo quando sta diventando adulto.

Il cane tra 7 e i 14 mesi (dipende dalla razza e dalla taglia) di vita attraversa quella che in etologia viene chiamata 𝙨𝙚𝙘𝙤𝙣𝙙𝙖 𝙛𝙖𝙨𝙚 𝙙𝙚𝙡𝙡𝙖 𝙥𝙖𝙪𝙧𝙖. Non è necessariamente un comportamento “problematico”, non è per forza la nascita o la presenza di un problema comportamentale e non è neppure qualcosa che “abbiamo sbagliato” noi familiari umani nell’educarlo.

È una fase naturale dello suo sviluppo (Scott & Fuller, 1965; Overall, 2013), che in questo articolo provo a descrivervi.

In questo periodo nel corpo del nostro cane e nel suo cervello stanno accadendo molte cose, e tutte insieme.
Iniziamo con il dire che quando si parla di adolescenza si pensa subito al testosterone, l’ormone della sessualità, ma in realtà il quadro è molto più complesso e in questo articolo proviamo a farlo un pochino più comprensibile.

Nel cane durante l’adolescenza, oltre al testosterone, cambiano anche altri sistemi ormonali e neurobiologici: aumenta, ad esempio, la sensibilità ai glucocorticoidi, gli ormoni coinvolti nella risposta allo stress, e nel contempo si riorganizzano e formano i circuiti legati alla dopamina e alla serotonina, che regolano motivazione, attenzione e controllo degli impulsi (Casey et al., 2014; Romeo, 2013).

E tutto questo avviene mentre, allo stesso tempo, il cervello del nostro cane sta ancora completando il suo sviluppo fisiologico. Le strutture più antiche, come l’amigdala, l’area del cervello che rileva rapidamente ciò che potrebbe essere una minaccia, sono già molto attive. Mentre le aree più “recenti”, come la corteccia prefrontale, quella che consente di valutare meglio le situazioni e di modulare le reazioni emotive, stanno invece ancora maturando e spesso non sono così efficaci (Casey, Jones & Hare, 2008).

Per questa ragione, durante l’adolescenza può capitare che la parte del cervello del nostro cane che percepisce il pericolo sia già sviluppata e veloce nelle risposte, mentre quella che dovrebbe valutare con calma come agire e con quale intensità sta ancora imparando a lavorare bene.
In altre parole, il nostro cane sta imparando a diventare più consapevole del mondo che lo circonda.

In natura questo passaggio ha un valore enorme. Un giovane canide che inizia a muoversi con maggiore autonomia, allontanandosi dai genitori, deve sviluppare una nuova capacità: 𝙫𝙖𝙡𝙪𝙩𝙖𝙧𝙚 𝙞 𝙧𝙞𝙨𝙘𝙝𝙞 𝙙𝙚𝙡𝙡’𝙖𝙢𝙗𝙞𝙚𝙣𝙩𝙚 per non mettersi nei guai.

Non può più comportarsi ed essere il cucciolo che si avvicinava a tutto con leggerezza perché c’erano gli adulti che lo proteggevano in caso di necessità. Il nostro cane sta diventando adulto e deve imparare a fermarsi un attimo prima di agire, osservare meglio, capire cosa ha davanti e imparare, con l’esperienza, quali sono i pericoli e a quali più di altri deve prestare attenzione.

Per questa ragione, in questa fase, il cane può sembrare più prudente, più diffidente, a volte persino più reattivo.
È il cervello che fa i primi tentativi di dirgli: “Aspetta un momento. Guarda meglio.” E a volte non lo fa ancora tanto bene.

Ed è qui che entra in gioco il ruolo del familiare umano.
In questo momento della sua vita, forzare il cane ad affrontare ciò che lo preoccupa, minimizzare le sue emozioni o punire con vemenza la sua reazione esagerata rischia solo di trasformare una fase naturale dello sviluppo in una vera difficoltà quando sarà un soggetto adulto: lo chiamo il patto “𝙩𝙧𝙖𝙙𝙞𝙩𝙤”.

In questa fase delicata può capitare che il familiare umano, preoccupato o frustrato da comportamenti che sembrano comparsi improvvisamente, ricorra a punizioni, minacce o a una gestione molto rigida del cane. Purtroppo, questo tipo di intervento raramente aiuta il cane a comprendere meglio ciò che sta accadendo, ma va a lavorare proprio sulla paura che alla fine diventa rabbia e si finisce in un circolo vizioso.

Diversi studi mostrano infatti che l’uso frequente di punizioni o metodi coercitivi può aumentare lo stress del cane e favorire risposte di paura o aggressività, soprattutto nei soggetti più sensibili (Herron, Shofer & Reisner, 2009; Ziv, 2017). In un cervello che sta ancora maturando, questo tipo di esperienze può lasciare tracce durature nel modo in cui il cane imparerà a reagire alle situazioni difficili anche in età adulta.

Durante la fase delicata dell’adolescenza al nostro cane è molto più utile stargli accanto mentre scopre il mondo con occhi nuovi, modulando noi le situazioni, per insegnargli come affrontarle e gestirle in modo non reattivo.
È necessario che il familiare umano sappia lasciare al cane il tempo di osservare e al contempo sostenere la sua curiosità. E offrirgli la possibilità di fare esperienze graduali e supervisionate.
Insomma, essere un punto di riferimento stabile nel suo periodo critico.

Con il tempo, quasi sempre, questa attenzione che sappiamo modulare e coordinare (qui se facciamo fatica è utile farci sostenere da un professionista competente) in un periodo delicato come l’adolescenza si trasforma in qualcosa di prezioso nell’età adulta.
Avremo al nostro fianco un cane più maturo, più sicuro, più capace di comprendere e interpretare senza reattività ciò che gli accade intorno.

Perché crescere, anche per un cane, proprio come per noi umani, significa passare dall’entusiasmo un po’ ingenuo del cucciolo alla consapevolezza dell’adulto.
Questo passaggio è necessariamente delicato e faticoso, per lui e per i familiari umani. Ma quando comprendiamo cosa sta accadendo, quella fatica cambia forma.
Diventa parte del percorso.

E sapere che è solo una fase, una fase che tutti, umani e cani, attraversano, rende il cammino un po’ più leggero.

𝗕𝗲𝗻𝘃𝗲𝗻𝘂𝘁𝗶 𝗻𝗲𝗹𝗹’𝗮𝗱𝗼𝗹𝗲𝘀𝗰𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗱𝗲𝗹 𝗰𝗮𝗻𝗲.

Attilio Miconi

𝗕𝗶𝗯𝗹𝗶𝗼𝗴𝗿𝗮𝗳𝗶𝗮 𝗲𝘀𝘀𝗲𝗻𝘇𝗶𝗮𝗹𝗲
Casey, B. J., Jones, R. M., & Hare, T. A. (2008).
The adolescent brain. Annals of the New York Academy of Sciences.
Casey, R., Loftus, B., Bolster, C., Richards, G., & Blackwell, E. (2014).
Human directed aggression in domestic dogs. Applied Animal Behaviour Science.
Herron, M. E., Shofer, F. S., & Reisner, I. R. (2009).
Survey of the use and outcome of confrontational and non-confrontational training methods in client-owned dogs. Applied Animal Behaviour Science.
Overall, K. (2013).
Manual of Clinical Behavioral Medicine for Dogs and Cats.
Romeo, R. D. (2013).
The teenage brain: The stress response and the adolescent brain. Current Directions in Psychological Science.
Scott, J. P., & Fuller, J. L. (1965).
Genetics and the Social Behavior of the Dog.
Ziv, G. (2017).
The effects of using aversive training methods in dogs. Journal of Veterinary Behavior.

Quando iniziare un percorso educativo per cuccioli (e proprietari 🤪)? ....magari prima di adottarlo! Prendere un cane è ...
23/02/2026

Quando iniziare un percorso educativo per cuccioli (e proprietari 🤪)? ....magari prima di adottarlo! Prendere un cane è un regalo meraviglioso che ti cambia la vita, ma richiede impegno, pazienza e capacità di ascolto. Se hai intenzione di adottare un cane o se già lo hai fatto ma vuoi consigli e aiuto per creare una relazione speciale col tuo nuovo compagno non esitare a contattarmi
www.idogyou.it
In foto la mia splendida Dora ❤️

20/02/2026

𝗜𝗹 𝗰𝗮𝗻𝗲 𝗮𝗶 𝘁𝗲𝗺𝗽𝗶 𝗱𝗲𝗶 𝘀𝗼𝗰𝗶𝗮𝗹

A volte mi chiedo che cosa vi aspettate da me quando venite a visitare questa pagina.

Viviamo dentro una comunicazione che propone soluzioni rapide, cambiamenti visibili, risultati quasi immediati.
È un linguaggio che oggi esiste, che ha il suo spazio, che intercetta bisogni reali.

Io però sento il bisogno di dirvi con chiarezza che il mio modo di lavorare e di scrivere è un altro.

Se cercate lo slogan efficace, la formula pronta, la trasformazione raccontata in pochi secondi, qui probabilmente non la troverete.
E non perché non studi o non mi aggiorni.
Non perché non lavori ogni giorno con famiglie multispecie che vivono con cani problematici.

È perché, quando non conosco personalmente il vostro cane e nemmeno voi, non so dove vivete, come trascorrete le giornate, quando e come si manifesta il comportamento che mi descrivete, con quale intensità e frequenza; quindi non riesco a dare indicazioni che suonino semplici.

Non è una critica verso nessuno.
È un limite mio, se vogliamo. O meglio una scelta rispettosa di voi.

Quando incontro un cane che manifesta aggressività, paura, disregolazione, iperattività, io vedo una storia di un essere vivente.
Vedo il corpo di un cane che fatica.
Vedo un sistema familiare nervoso, arrabbiato, triste, a volte scoraggiato, che sta facendo quello che può con le risorse che ha per trovare una soluzione per far vivere e vivere meglio con il loro cane.

Vedo persone che provano, che si mettono in discussione.

E tutto questo non entra in uno slogan. Io non riesco a farlo entrare lì dentro.

Non riesco a dire “si fa così” quando la risposta è “dipende”.

Non riesco a promettere risultati quando so che il cambiamento passa attraverso un percorso, a volte faticoso, a volte con ricadute.
Non riesco a raccontare solo l’esito, quando il lavoro vero è fatto di osservazione, regolazione, tentativi, aggiustamenti.

Qualcuno può leggerlo come un limite.
Io lo vivo come una responsabilità.

Per me il comportamento di un cane non è un difetto da cancellare, ma un’informazione da comprendere.
La relazione non è una tecnica, ma uno spazio di co-regolazione.
Il cambiamento non è una performance, ma una costruzione di nuovi significati che quel cane in quella famiglia ha per stare al mondo con più equilibrio.

Se cercate la promessa veloce, forse non sono la persona giusta.
Se cercate qualcuno disposto a restare dentro la complessità insieme a voi, allora possiamo camminare nella stessa direzione.

Non ho slogan e reel con effetti speciali da offrirvi.
Ho domande, tempo e responsabilità, post che diventano articoli divulgativi e formativi.

E oggi, per me, questo è il modo più onesto di lavorare in silenzio nel privato e di scrivere qui per fare cultura cinofila.

Attilio Miconi

Sempre più spesso mi sento dire: "il mio cane non mi ascolta...si comporta male...non ubbidisce..." e sempre più spesso ...
15/02/2026

Sempre più spesso mi sento dire: "il mio cane non mi ascolta...si comporta male...non ubbidisce..." e sempre più spesso la mia risposta è: " bene...tu ascolti il tuo cane...come ti comporti con lui? Comprendi e dai valore alle sue emozioni?
Spostare la nostra visione antropocentrica a favore dell'empatia ha un doppio effetto: migliora la relazione col nostro cane che si sentirà sicuramente più sicuro e appagato e ci da l'opportunità di crescere e migliorarci come esseri umani

29/12/2025

𝐔𝐧 𝐂𝐚𝐩𝐨𝐝𝐚𝐧𝐧𝐨 𝐬𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐩𝐚𝐮𝐫𝐚 𝐞̀ 𝐩𝐨𝐬𝐬𝐢𝐛𝐢𝐥𝐞!
Festeggiamo in modo consapevole: proteggiamo animali, persone e ambiente.
Per i cani i botti sono terrore puro: panico, fughe, ferimenti e traumi che possono durare una vita.
Chiediamo alle Amministrazioni comunali di dire 𝐛𝐚𝐬𝐭𝐚 𝐚𝐢 𝐛𝐨𝐭𝐭𝐢 e di promuovere alternative silenziose e sicure, per un Capodanno che sia davvero una festa per tutti.

Il tuo Comune è virtuoso e ha adottato un'Ordinanza per vietare i botti ? Segnalacelo nei commenti.

Felice Natale a tutti gli amici I dog you...e alle loro famiglie umane!
25/12/2025

Felice Natale a tutti gli amici I dog you...e alle loro famiglie umane!

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Vecchi e nuovi amici I dog you
16/06/2025

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