23/10/2026
Sono 271 le persone fermate, di cui 220 minorenni, cioè la maggior parte, portate in questura dopo gli assalti e i saccheggi nelle vie del centro a Milano del pomeriggio di domenica 18 ottobre (secondo giorno di scontri dopo quelli di sabato).
I reati che vengono contestati sono:
Saccheggio
Devastazione
Ricettazione
Danneggiamento
Per i quali è prevista una pena fino ai 15 anni di reclusione.
Una gioventù evidentemente molto cambiata. Non confondiamo le contestazioni con la criminalità, perché di questo si tratta e i reati contestati non lasciano spazio a dubbi.
Una devianza delinquenziale agli albori, erano presenti anche bambini di 11 e 12 anni, con atti di guerriglia che meritano pene assolutamente adeguate e proporzionate alla devastazione compiuta, senza sconti neanche per i minorenni, ma sia chiaro anche questo NON basta.
Ad azione corrisponde responsabilità e se la famiglia non ci arriva, ci arriverà la legge.
Sì perché dove la famiglia non è disposta ad educare, a svolgere il proprio compito purtroppo poi arriva le legge, ma oramai sarà troppo tardi.
E se le famiglie avessero calato le braghe?
Si sostituisce l’agire educativo con il “fai quello che ti pare”, si consegna lo scettro dell’onnipotenza dentro il quale non ci sono confini, regole, argini e il tutto mi è dovuto, anche sfogare rabbia e frustrazione per noia, diventa la colonna sonora di un’esistenza priva di valori.