23/10/2026
Ci sono cose che ho imparato osservando ciò che cresce in silenzio.
Le piante, per esempio, non hanno fretta di diventare ciò che sono destinate a essere. Non si confrontano con quelle accanto, non si domandano se stanno crescendo abbastanza, non cercano di dimostrare nulla. Semplicemente esistono, seguendo un ritmo che appartiene soltanto a loro.
E forse è proprio questo che, senza rendermene conto, mi affascina così tanto. Viviamo in un mondo che ci chiede continuamente di essere qualcosa di più. Più forti, più belli, più realizzati, più avanti. Come se il valore della nostra esistenza si misurasse soltanto attraverso ciò che riusciamo a mostrare agli altri.
Eppure, le trasformazioni più importanti avvengono quasi sempre lontano dagli sguardi. Come le radici, che crescono nel buio prima ancora che una nuova foglia possa cercare la luce.
Sto imparando che anche noi abbiamo bisogno delle nostre stagioni. Di momenti in cui espanderci e di altri in cui raccoglierci. Di luce, certo, ma anche di ombra. Di perdere qualche foglia senza pensare di aver perso una parte di noi stessi. Perché non tutto ciò che sembra immobile ha smesso di crescere. A volte, ciò che non si vede è proprio ciò che sta diventando più forte.
Forse, alla fine, prendersi cura di qualcosa che cresce lentamente è anche un modo per riconciliarsi con il proprio tempo. Per imparare che non tutto deve accadere subito, che non ogni cambiamento ha bisogno di essere raccontato e che non dobbiamo necessariamente fiorire in ogni stagione per essere vivi. E mentre mi prendo cura di queste piccole forme di vita, mi piace pensare che, in qualche modo, siano anche loro a insegnarmi a prendermi cura della mia.
A crescere senza rincorrere. A cambiare senza tradirmi. A diventare, senza avere continuamente bisogno di dimostrare. 🌿
Thegoldaquatic