Milena Via educatrice cinofila

Milena Via educatrice cinofila Educatore cinofilo

09/08/2026

A proposito di cani… ecco il calendario delle attività collettive da Settembre a Dicembre 2026… Io e Maria Teresa vi aspettiamo per divertirci insieme a voi ed ai vostri amici a 4 zampe… 🤩🐶🐾❤️

Per info e prenotazioni:

☎️ lucia 333 669 8155

P.S. 18/10 STAGE DI GINNASTICA PROPRIOCETTIVA BINOMI SOLD OUT, POSTI LIBERI SOLO X UDITORI

Tante attività e divertimento per i vostri amici a quattro zampe ❤️
08/08/2026

Tante attività e divertimento per i vostri amici a quattro zampe ❤️

16/06/2026

Quante volte , negli ultimi anni , mi avete chiesto .. Ileana, ma la passeggiata non la fate più ? Ileana, ma la festa open day akita rescue non verrà riproposta ?
Ora finalmente, con tanta gioia ed emozione🥹 , posso rispondervi che :
SI, ci sarà la passeggiata ❣️
SI, ci sarà l’open day per cui potrete vedere gli akitastri ❣️
e non solo … DAY FOR MY DOG sarà un bellissima giornata in cui i vostri cani si divertiranno un sacco perché oltre alla passeggiata vivranno insieme a voi l’esperienza dell’enigma dog e tante altre soprese , potrete visitare i banchetti solidali con i gadgtes di Insieme per Akita Rescue e mangeremo tutti insieme perché ci sarà un food truck❣️
E … ultima novità , ma certo non per importanza : non saremo soli ad organizzare e vivere questa giornata di aggregazione .
Questa idea e’ nata in collaborazione con gli Amici e colleghi di Progetto Kenosis APS che saranno qui con anche alcuni dei loro cani in cerca di casa .. quindi conoscerete anche loro . Non è bellissimo ?!?
Tutto questo in una location unica ed esclusiva che chi ci ha fatto visita ha già avuto modo di apprezzare : fusisnc (grazie 🥰).
Ve lo sto dicendo in super anticipo perché non può davvero mancare nessuno … vi aspettiamo tutti , seguiteci per conoscere tutti i dettagli ♥️

11/06/2026

Campo o bosco?

Ho avuto tutto. Il campo attrezzato. La palestra al chiuso. La piscina. Strutture vere, spazi progettati per lavorare con i cani, ambienti in cui quasi tutto può essere organizzato, pianificato e controllato.

E ho scelto il bosco.

Non perché il campo sia sbagliato. Il campo ha senso. Ha una sua logica. In un ambiente controllato puoi isolare le variabili, lavorare su un esercizio preciso, ridurre le distrazioni e costruire competenze in modo progressivo. Ci sono professionisti seri che lavorano così e ottengono risultati importanti.

Ma a un certo punto mi sono accorto che stavo cercando qualcos'altro.

Il campo crea aspettative. Non nel senso negativo del termine. Semplicemente il cane sa dove si trova. Sa che lì succedono certe cose. Sa come funziona quel contesto. Sa cosa arriverà. La prevedibilità diventa parte dell'esperienza e, per molti cani, è una risorsa preziosa.

Nel bosco, invece, il cane non sa cosa aspettarsi. E nemmeno tu. Un odore nuovo portato dal vento. Un sentiero che cambia direzione. Un animale passato da lì poche ore prima. Un ramo caduto durante la notte. Una salita improvvisa. Un rumore lontano. Un silenzio diverso dal solito.

Non c'è copione.

E quando non c'è copione, entrambi siete costretti a essere presenti. Qui. Adesso. Insieme.

L'ho visto succedere decine di volte. Un cane che nel campo lavorava bene, preciso, affidabile, e che nel bosco, davanti alla prima cosa davvero inaspettata, si fermava un attimo e guardava il suo umano. Non era uno sguardo di paura. Era uno sguardo che sembrava dire: "Ok. E adesso?"

Ed è proprio lì che succedeva qualcosa di interessante.

Non stavamo più osservando un esercizio. Stavamo osservando una relazione.

È questo che oggi mi interessa. Non soltanto un cane che esegue bene un esercizio in un contesto familiare, ma un cane che incontra qualcosa di nuovo e trova il modo di affrontarlo. E accanto a lui, un umano che impara a osservare invece di anticipare tutto.

Per questo scelgo spesso il bosco. Non perché sia migliore. Non perché il campo sia sbagliato. Semplicemente perché lì riesco a vedere il cane nella sua vita reale. Non dentro una prestazione. Non dentro un esercizio. Ma dentro una relazione che continua a muoversi mentre il mondo cambia.

Alla fine non conta il luogo.

Conta la domanda che ci portiamo dietro:

Sto creando un contesto che permette al cane di essere davvero se stesso?

💬 Tu dove vedi il tuo cane più autentico: in un ambiente strutturato o in un ambiente naturale?

👣 Segui la pagina Danilo Monverde – In cammino con il cane per contenuti che guardano il cane oltre gli esercizi e oltre le etichette.

10/06/2026
28/05/2026

Il problema è che molti umani vedono solo il momento finale.

Il cane si ferma.
Si irrigidisce.
Non vuole più andare avanti.

E allora pensano:
“È successo all’improvviso.”

Ma quasi mai è così.

Molto più spesso il blocco si prepara lentamente.
Dentro piccole cose quotidiane che sembrano innocue… ma che, sommate nel tempo, riducono il margine del sistema.

Il primo errore è pensare che “fare di più” significhi stare meglio.

Più uscite.
Più incontri.
Più attività.
Più stimoli.

Viviamo in una cultura che associa esperienza a crescita.

Ma il sistema nervoso del cane non misura la quantità di cose fatte.
Misura il carico.

E se quell’energia non viene davvero scaricata e integrata, resta lì.
Nel corpo.
Nel sistema.

Finché basta poco per arrivare alla soglia.

Poi c’è il rallentamento.
Che è uno dei segnali più fraintesi.

Molti cani iniziano a comunicare molto prima del blocco.

Rallentano.
Guardano.
Cambiano ritmo.
Si fermano qualche secondo in più.

Ma lì spesso arriva subito la lettura umana:

“È testardo.”
“Non vuole.”
“Mi sta sfidando.”

E allora aumentano pressione, richieste, tensione.

Quando invece, molte volte, il cane sta semplicemente cercando di non perdere ulteriore margine.

E più il cane fatica…
più l’umano parla.

“Dai.”
“Andiamo.”
“Su.”
“Guarda qui.”

È naturale.
Lo facciamo quasi tutti.

Ma vicino alla soglia anche la voce può diventare un ulteriore stimolo da gestire.

Non sempre più guida significa più sicurezza.

A volte la sicurezza nasce quando qualcuno smette di aggiungere pressione.

Poi c’è la famosa frase:
“Deve abituarsi.”

Che spesso viene detta con buone intenzioni.

Ma l’esposizione funziona solo se il sistema riesce davvero a integrare ciò che sta vivendo.

Se lo stimolo è troppo intenso, non costruisce competenza.
Costruisce sovraccarico.

E infine c’è il ritmo.

L’umano pensa alla meta.
Il cane vive l’esperienza.

Noi vogliamo arrivare.
Lui magari sta ancora elaborando un rumore, un odore, uno stato emotivo.

E quando il nostro ritmo trascina troppo…
alcuni cani iniziano semplicemente a perdere margine.

Per questo il blocco non è quasi mai “solo quel momento”.

Molto spesso è il punto finale di tante piccole cose che il sistema cercava di dire già da tempo.

Se questo tema ti riguarda da vicino, ho raccolto anni di osservazioni, casi reali e strumenti pratici nella guida relazionale **“Prima che si Blocchi”**.

Scoprirai perché alcuni cani arrivano più facilmente alla soglia, quali segnali compaiono prima del freeze e come costruire più sicurezza, regolazione e fiducia nella relazione.

📘 Guida PDF da 37 pagine

📩 Nei giorni successivi riceverai anche 3 brevi video di approfondimento sulla relazione con il cane

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24/05/2026

A volte il problema non è il cane che hai davanti.

È il cane che avevi immaginato.

Prima ancora che arrivasse a casa avevi già costruito qualcosa nella tua testa.

Le passeggiate.
Il carattere.
La relazione.
Il modo in cui ti avrebbe guardato.
Quanto sarebbe stato semplice vivere insieme.

E attenzione:
non è sbagliato.

È umano.

Il problema nasce quando iniziamo a confrontare continuamente il cane reale…
con quello immaginato.

Perché a quel punto smettiamo di osservare davvero lui.

E iniziamo a misurare ogni cosa sulla distanza tra:
“com’è”
e
“come avrebbe dovuto essere”.

Allora la paura diventa un problema.
La sensibilità diventa un difetto.
La distanza emotiva diventa un rifiuto.
L’attivazione diventa “non mi ascolta”.

E senza accorgercene iniziamo ad appiccicare al cane la nostra narrativa.

“Lo fa apposta.”
“Mi sfida.”
“È testardo.”
“Vuole comandare.”

Ma molto spesso il cane non sta combattendo contro di noi.

Sta solo cercando di esistere dentro un’immagine che non gli appartiene.

E forse una relazione cambia davvero nel momento in cui smettiamo di chiedere al cane di assomigliare alla nostra immaginazione…

e iniziamo finalmente a vedere chi abbiamo davanti.

—
Danilo Monverde
In cammino con il cane

13/05/2026

Kiko aspetta da quasi un anno
E la verità è che nessuno riesce a capire come sia possibile.

Perché Kiko non è “solo” un cane bello.
Kiko è uno di quei cani che ti leggono dentro. Quelli che si avvicinano piano, senza invadere. Quelli che quando arriva un nuovo ospite gli portano un giochino per farlo sentire accolto 🧡

È delicato. Educato. Sensibile.
Un vero gentleman.

All’inizio osserva. Studia. Ha bisogno di capire chi ha davanti prima di fidarsi davvero. Ma non perché sia difficile… semplicemente perché il suo cuore non si regala a chiunque.

E quando finalmente decide di aprirsi, diventa un’anima inseparabile. Un gigante dolce che cerca solo qualcuno capace di rispettare i suoi tempi

Kiko ha appena due anni e mezzo.
È positivo alla Leishmania, ma sta bene e gli esami sono nella norma. Non lasciate che questa parola gli rubi la possibilità di avere una famiglia.

Dietro quello sguardo c’è un cane meraviglioso che aspetta soltanto una persona paziente, calma e amorevole. Una persona che scelga di conoscerlo davvero.

Si trova a Messina

📞 Per info: 3405819849
Tania Steli

Diffondiamo l'appello per Kiko. Da qualche parte potrebbe esserci finalmente la sua casa ❤️

Indirizzo

Brugherio

Orario di apertura

Lunedì 15:00 - 19:00
Martedì 15:00 - 19:00
Mercoledì 15:00 - 19:00
Giovedì 15:00 - 19:00
Venerdì 15:00 - 19:00
Sabato 09:00 - 17:00
Domenica 09:00 - 17:00

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